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Dichiarazione:
Egr. Sig. Presidente, Signori consiglieri,
la scelta di uscire da A.SE.P S.p.A. che ci viene qui proposta, non può assolutamente trovare il consenso dell’IDV per i motivi che adesso esporrò.
Il primo fra tutti è che questa società, composta da oltre 35 Comuni (qualcuno ha deciso di uscire in questi ultimi mesi), perché altrimenti sarebbero 43 dei quali 35 mantovani, era, è e può essere un concreto e qualificato aiuto per le sue decennali esperienze (è operativa dal 1994) nel settore dei servizi agli enti locali. La società opera su tre aree fondamentali: area dei servizi alla città quali gas, idrico, igiene urbana, area servizi alla persona, farmacie, servizi agli anziani, corsi, attività per la salute, area di assistenza e supporto agli enti locali. Quest’ultima è l’area per la quale la Provincia nel
2000 entrò socia in CSI società poi incorporata in A.SE.P. Fu l’Amministrazione Provinciale di centro-sinistra guidata dalla Sig.ra Tiziana Gualtieri con intelligenza e lungimiranza a procedere nella scelta di entrare in CSI per svolgere e sostenere le attività di supporto e servizio ai comuni e alla Provincia stessa. Peccato che nonostante le promesse elettorali sottoscritte anche pubblicamente in quel di Porto dal successivo Presidente Maurizio Fontanili, la Provincia non abbia mai utilizzato questa società. Eppure A.SE.P con gli enti locali compresa la Provincia, può svolgere decine di servizi e di attività. Basterebbe vedere quali ha svolto e quali potrebbe svolgere stante gli oltre 50 scopi sociali presenti nello statuto della stessa. Si è preferito, come Provincia, operare o con collaborazioni esterne ad incarico di tipo privatistico o assumendo personale specifico rinfoltendo la già mastodontica macchina cioè l’oganico del personale dal 2001.
Anziché esternalizzare utilizzando la propria società cioè A.SE.P, si è preferito procedere in senso contrario al punto da avere oggi un eccesso di personale, dirigenti e quant’altro. Di contro si sono portati a casa da A.SE.P, cioè incassati, dividendi dal 2006 senza aver mai contribuito al fatturato di A.
SE.P.
La definiamo rendita o speculazione democratico-istituzionale? Ma non solo non si è utilizzata direttamente come ente Provincia A.SE.P e di motivi e possibilità ve ne erano, ma non la si è utilizzata quale strumento associativo per politiche ed iniziative associative fra comuni mantovani. Tra l’altro la società è sempre stata supercapitalizzata nel senso di avere molto capitale sociale versato e riserve accumulate negli anni 2005-2010 per cui si potevano promuovere con adeguate risorse iniziative associative in vari settori, compreso l’aggiornamento e la formazione nei comuni (tributi, ecc.).
Corsi di formazione che A.SE.P ha fatto da sola senza la Provincia per anni e sino al 2009. Addirittura mi si dice che la Provincia organizzava direttamente corsi, di fatto in concorrenza con A.SE.P. Una assurdità e un dispendio di risorse.
Forse che A.SE.P, oltre che essere invisa alle alte sfere di governo del nostro Ente, lo è stata anche ad alcuni dirigenti? Credo che la storia non possa che confermarlo.
Si sono perciò perse enormi opportunità di sviluppo associativo fra i comuni.
Si pensi che ad A.SE.P sono soci i più grandi Comuni veronesi oltre che i 35 mantovani tranne Verona e Villafranca e cioè S. Bonifacio, Legnago, S. Martino Buon Albergo, Sona, Bussolengo, Sommacampagna, Casaleone ecc. Come dire, loro vi hanno creduto e vi credono ancora, ma la Provincia che è il 3° socio di A.SE.
P no.
Perciò l’uscita dalla compagine sociale che oggi si approverà da parte della maggioranza, che ci propone tale scelta, non è un fatto nuovo, bensì la tardiva conclusione di una contraddizione dell’Amministrazione Fontanili e da 7 mesi Pastacci. E’ la concreta testimonianza dell’incapacità di utilizzare uno strumento forte, ben capitalizzato, con ottime risorse professionali per un’
azione di promozione associativa con i comuni che la Provincia poteva e può fare e che il sottoscritto ha proposto di inserire nel programma amministrativo e che fu accolta dal Presidente Pastacci.
Sbandierare l’associazionismo fra i Comuni e pensare di farlo con qualche dipendente della Provincia su iniziative marginali, non può che riconfermarmi la convinzione della inutilità di questo Ente, cioè la Provincia. Erano forse ottime iniziative quelle fatte sui finanziamenti per i comuni qualche anno fa?
Se così ottimali perché da alcuni anni non sono più stati proposti dal nostro responsabile finanziario? Erano queste le iniziative associative ottimali per i comuni?
Certo l’art. 4 legge 138/2011 e il decreto Monti sulle liberalizzazioni impongono un riadeguamento delle società sia miste imperfette, ma perfettibile entro il 31/03/2013 quale A.SE.P (cioè nel periodo transitorio), sia per quelle in house. L’abbassamento della soglia a 200.000 € per affidamenti diretti, nel caso dell’house riduce la possibilità di affidamento diretto, tuttavia rimangono margini per riadeguare le nostre società, compresa A.SE.P. Una società che ha sempre fatto utili, creato risorse straordinarie e realizzato dividendi. Da A.SE.P la Provincia esce perché ipocritamente si dice non essere strumentale all’Ente. Tentando di sminuirla come fatto più volte da qualcuno in commissione. A.SE.P ha più soci di TEA e anche importanti comuni veneti che TEA non ha. Una società perciò con un potenziale di sviluppo e di fornitura di numerosi servizi che potrebbe aiutare i piccoli e medi comuni sia mantovani che non. Inoltre non vi è una motivazione economica in quanto la società A.SE.P è sempre stata ed è in utile, con riserve e capitali. Non mancano le potenzialità e le capacità di essere strumento per l’associazionismo, vista l’esperienza e i possibili scopi sociali.
Per quale motivo allora dovremmo uscire? Prevale anche qui la strabiliante linea del Sindaco di S. Giorgio D. Vicovaro che sulla Gazzetta di qualche giorno fa riferendosi alla vendita della farmacia comunale ha affermato <<che comunale o privata l’importante è che a S. Giorgio vi sia una farmacia in più.
>>.
E’ una svolta politica non indifferente perché chi crede nella farmacia comunale, crede anche nella concorrenza, crede e ha creduto in un modello sociale di qualificato presidio della salute nel territorio. Credo che questi ultimi fossero soprattutto gli obiettivi che la Giunta Morselli di S. Giorgio avesse quando ha creato la farmacia qualche anno fa. Obiettivi oggi disconosciuti dall’attuale Sindaco e Giunta.
Qui è la stessa cosa, si eliminano le società che funzionano, che hanno fatto risultati positivi e si mantengono quelle che non vanno bene come Valdaro S.p.
A. dalla quale si dovrebbe uscire rapidamente.
La presenza della Provincia in una società quale Valdaro S.p.A. che è esclusivamente immobiliare, doveva forse, ripeto forse, essere momentanea e cioè iniziale da parte della Provincia e una presenza con non oltre il 5%.
Di fatto la presenza è ultraventennale con il 25%. Un errore grande come un grattacielo che si continua a perpetrare.
Concludo nell’invitare la maggioranza a rinunciare all’uscita da A.SE.P S.p.
A., quanto meno sino alla conclusione del suo adeguamento, che dovrebbe essere a fine 2012 inizio 2013 e comunque quali attori propositivi nella fase stessa dell’adeguamento e non soggetti passivi come la Provincia è stata sino ad oggi se non per riscuotere i dividendi..
Visto che in undici anni di presenza sociale in A.SE.P da parte della Provincia non si è mai dato un contributo nemmeno di idea, lo si faccia ora nell’interesse della Provincia e dei comuni soci di A.SE.P.
2^ intervento:
Prendo atto che ancora una volta le aspettative e le proposte fatte dall'Italia dei Valori in merito alle linee programmatiche da lei accettate in consiglio vengono ancora una volta disattese! Il nostro voto sarà quindi contrario!
Paolo Refolo
Capogruppo Italia dei Valori
Consiglio Provinciale di Mantova