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Il decreto “Salva Italia” del presidente del Consiglio Mario Monti non convince. Parlamentari e politici bergamaschi si aspettavano tutti qualcosa di diverso: “più tagli agli sprechi”, “meno tassazione”, “iniqua e sbilanciata”, “in attesa della seconda parte incentrata sullo sviluppo e crescita” e, infine, c’è chi ammette “devo studiarla meglio”.

 

“Dura ed inevitabile” sono i termini con cui circoscrive la manovra dell’onorevole Antonio Misiani del Pd. “Per molti versi era inevitabile vista la situazione drammatica che sta soffrendo il Paese – aggiunge Misiani – ci sono stati dei visibili miglioramenti rispetto alle indiscrezioni iniziali, uno tra tutti la sovraimposta sui capitali scudati per finanziare l’adeguamento delle pensioni fino a 960 euro. Rimangono alcuni nodi, su cui sarà utile discutere in Parlamento, e il Pd si prenderà la propria responsabilità”.
Da economista Misiani non manca di evidenziare alcune misure correttive al “Salva Italia”: “Lavoreremo per migliore la manovra, in particolare sul fronte dell’evasione fiscale e sul trasferimento delle risorse agli enti locali. La finanza degli anti locali in questi ultimi anni ha già pagato pesantemente è ora di dare respiro agli enti locali”. 
 
Più duro l’onorevole Sergio Piffari dell’Italia dei valori: “È una manovra che boccio subito. È andata a toccare le pensioni e il mondo dei lavoratori che dopo 40 anni di contributi versati aspetta di andare in pensione – afferma Piffari –. Mi aspettavo una vera lotta all’evasione fiscale, avrei abbassato a 500 euro la tracciabilità del denaro e l’aumento di due punti di Iva per settembre 2012 stimoleranno ancora di più l’evasione. I cittadini onesti sono stanchi di pagare, ma si trovano un’altra volta a pagare il conto”.
Nessun appello a settembre quindi per Monti? “No, nessuno – risponde Piffari – se questa è la manovra non la votiamo. Monti ha tassato dell’1,5% i capitali rientrati con lo scudo, poteva arrivare al 20% visto che sono soldi evasi al fisco e sui quali gli altri cittadini hanno già pagato”. Nemmeno la rinuncia di Monti al suo compenso per ridurre i costi della politica? “Un gesto, nulla più – osserva l’onorevole dell’Idv – per ridurre i costi della politica, al Senato e alla Camera, Monti non può far nulla perché tocca la Parlamento. Abbiamo depositato più disegni di legge per ridurre i costi, ma la maggioranza che sostiene questo governo non affronterà questi tagli”.
 
Una “manovra a senso unico” per Ezio Locatelli di Rifondazione Comunista. “Ingiusta ed iniqua, una manovra che va a chiedere ancora sacrifici alle fasce sociali più deboli – rincara la dose Locatelli – questo è un governo in perfetta continuità con le politiche economiche di Berlusconi e disillude tutti coloro che si aspettavano cambiamenti. Non c’è la patrimoniale, non c’è nessuna tassazione progressiva, nessuna accenno alla finanza speculativa o la lotta all’evasione fiscale. Invece c’è l’Ici, l’aumento dell’Iva, si tagliano le pensioni e si chiedono ai lavoratori pesanti sacrifici”.
Per Locatelli: “L’unica via rimane lo sciopero generale, perché questa manovra prevede interventi che indirizzano l’Italia alla recessione”.
 
Se a Sinistra non piace, il centro prende tempo. “Me la devo prima studiare poi darò un giudizio – afferma l’onorevole Savino Pezzotta dell’Udc – anche se al primo impatto osservo che se c’era un po’ più di equità era meglio. Voglio però fare una puntualizzazione alla Lega, che in un momento così difficile grida alla secessione. Vorrei ricordare che nemmeno un mese fa al governo c’erano proprio gli uomini della Lega. E chi è stato al governo ha più responsabilità di altri”.
Dalla Lega però nessun commento. I deputati del Carroccio sono irraggiungibili telefonicamente.

 

Categoria: Bergamo