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Da “La Provincia di Cremona”, 5 ottobre 2011.
Egregio direttore, a proposito della ben nota e incresciosa vicenda dei ‘matrimoni patacca’, leggo nelle pagine delle lettere di martedì 27 settembre la denuncia di una cittadina che afferma quanto segue: “Io e mio marito ci siamo sposati un mese fa e, dopo la firma in Comune con la sola presenza dei testimoni, il sindaco di quel paese è venuto a ripetere il rito nel giardino della villa in cui abbiamo pranzato, con tanto di fascia tricolore e dietro compenso di 200 euro...”.
Una cittadina che non specifica quali siano il Comune e il sindaco in oggetto, ma la denuncia induce a una riflessione. Ciò lascia infatti intendere che la pratica dei ‘matrimoni patacca’ sarebbe diffusa sul territorio, non solo circoscritta al Relais Convento di Persico Dosimo e ai consiglieri ‘celebranti’ Marussich e Ventura.
La qual cosa sarebbe oltremodo preoccupante e meriterebbe un accurato approfondimento.
Bisognerebbe infatti capire quale sia il sindaco e a che titolo abbia chiesto e riscosso 200 euro per tale ‘prestazione’.
E soprattutto: i 200 euro li ha intascati personalmente oppure, in quanto pubblico ufficiale, per conto del Comune che amministra?
E chi avrebbe stabilito tale cifra? Ovvero: esiste un tariffario per tali ‘cerimonie’?
Sulla base di questo eloquente episodio, venuto casualmente alla luce, invito tutti quanti nella nostra provincia abbiano vissuto esperienze del genere, a denunciarle, ossia a rendere pubblico il nome di eventuali sindaci che abbiano chiesto cifre per celebrare matrimoni in luoghi che non siano la sede del municipio di pertinenza, e quale sia l’ammontare di tali cifre.
Potrebbe essere l’occasione per smascherare un malcostume che potrebbe, se dimostrato, sfociare nel dolo. E in tal caso se ne dovrebbero occupare le istituzioni competenti.
ClaraRita Milesi
Consigliere IdV provincia di Cremona