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dai Coordinamenti Provinciali Riduci
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Non è solo una sensazione, in Italia stanno somministrando a piccole e frequenti dosi quotidiane la regressione culturale, regredire si, giorno dopo giorno per poi passare ad una “cura” antidemocratica gestito dal potere esecutivo che non avrebbe più nessuna forma di controllo e si potrebbe svincolare dalla logica della Costituzione nella sua parte più significativa ed impegnativa, quella dei principi e dei diritti.

La selezione degli insegnanti nella scuola pubblica in base alle loro origini o alla conoscenza delle tradizioni e dialetto locali; la distruzione della scuola pubblica a favore di quella privata, l’introduzione delle bandiere regionali accanto alla bandiera nazionale; il giro ciclistico della padania (esiste come topolinia…), l’attuazione del decreto sulla sicurezza con l’istituzione delle ronde cittadine e del reato di clandestinità, fortemente pubblicizzati dai telegiornali; i tentativi reiterati di trasformare il diritto di cittadinanza in strumento di difesa di privilegi; le gabbie salariali; la battaglia ripresa con grande furore e di concerto con le gerarchie ecclesiastiche contro l’introduzione della pillola RU486, della procreazione medicalmente assistita e del testamento biologico; l’abbandono di ogni seria politica contro l’evasione fiscale; cinque manovre finanziarie nel mese di agosto per poi colpire come al solito il ceto medio povero, la retromarcia sulle liberalizzazioni a favore delle varie potenti corporazioni; gli attacchi ripetuti e le minacce ai giudici costituzionali e ordinari; la drastica riduzione dei poteri di controllo della magistratura e del sistema dell’informazione affidata alla legge sulle intercettazioni; la negazione della separazione dei poteri che si è manifestata pienamente, ma non solo, nel caso Englaro. Insomma per dirla con Stefano Rodotà (da La Repubblica del 10 Agosto 2009.) : “Un comune denominatore unisce queste diverse iniziative. Il bisogno di un potere sciolto da ogni controllo; l’insofferenza per una opinione pubblica critica e vitale, non ridotta a carne da sondaggio; il disprezzo per ogni governo delle leggi che dia la regola al governo degli uomini”. Tutto questo comunque è manifestazione di un qualcosa che ha fondato le sue radici in circa un ventennio in cui si è coltivato, come dice Nadia Urbinati (articolo pubblicato su Repubblica del 6 Agosto 2009.), un “individualismo antisociale” per cui “la rappresentazione della nostra società come un mercato cinico nel quale si scambiano diritti con soldi, sesso con potere, si interseca con quella di una società che pare non avere più un centro di forze etiche capaci di unire i cittadini come una forza di gravità invisibile: il rispetto degli altri; la solidarietà, l’eguaglianza, la cittadinanza.” Purtroppo gli effetti di questo attacco sistematico alla cittadinanza, eguaglianza e solidarietà si manifestano in modo macroscopico a livello nazionale con la frammentazione e divisione dell’Italia perseguita dalla Lega Nord con un federalismo egoistico concepito come secessione dalla responsabilità collettiva di condividere fortuna e sfortuna. Cosa fare per combattere questa regressione culturale e civile? Recuperare la forza etica della dignità della persona e della partecipazione politica che sono alla base della democrazia, affrancandola dall’impero culturale del privatismo individualistico.Vanno recuperati i due valori fondanti della democrazia: cittadinanza e eguaglianza. Per dirla con Salvatore Vega (Autonomia delle Persone in Sinistra Senza Sinistra edito da Feltrinelli): “…Va mantenuta la promessa della eguale libertà delle persone in quanto cittadini considerati come agenti morali di pari dignità, mirando a ridurre le disuguaglianze che il valore della eguale libertà ha per le persone…..Questo si traduce in una politica che mira a estendere la gamma di opzioni e di progetti di vita per le persone che hanno una essenziale varietà di scopi e valori…. Entro una società democratica in cui ciascuno sa di dover qualcosa a ciascun altro in virtù della condivisione dei termini fondamentali del patto di cittadinanza democratica…la comunità della cittadinanza democratica è aperta e inclusiva, una volta definiti i termini della condivisione dei fondamentali per chiunque, che è condivisione di diritti e doveri civici…..”. Inquieta la totale assenza di un mondo cattolico, portatore di un’alta cultura di solidarietà; inquieta l’atteggiamento passivo di grande parte dell’informazione in Italia, che sembra non accorgersi di questo fenomeno di regressione, preoccupandosi della tutela dei diritti di chi la provoca più che degli effetti che produce; inquieta e preoccupa infine che il centrosinistra ed il PD in particolare non riescano a porsi come interlocutore naturale di una società civile indignata che cerca rappresentanza e che chiede di:

1. Difendere l’Unità d’Italia e la sua identità culturale;

2. Difendere la Costituzione e la sua impronta laica non solo di indipendenza da qualsiasi confessione religiosa o non religiosa, ma soprattutto nella difesa della autonomia di cittadinanza della persona, della sua dignità e libertà di scelta; gli unici valori non negoziabili sono quelli della Costituzione italiana e della Carta dei diritti dell’Uomo;

3. Difendere l’indipendenza della Magistratura e dei Giudici dagli attacchi che tendono a privarli del loro compito di adattare ai casi concreti i principi fissati dalla Costituzione italiana, integrando indicazioni che provengono da documenti internazionali, in primo luogo dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea;

4. Rafforzare il modello parlamentare e le prerogative delle Camere, contrastando ogni tentativo di personalizzazione del potere;

5. Difendere la libertà di informazione come perno fondamentale della democrazia. Sogniamo, e siamo sicuri di non essere soli, di essere parte di una società civile ora in apnea e che aspetta con ansia di riemergere e respirare. Non smentiteci. Partecipate anche voi alla raccolta firme contro la legge elettorale “Porcellum” e la raccolta firme per la cancellazione delle province, per ridare ossigeno a quelle centinaia di migliaia di famiglie che non arrivano a fine mese in ogni regione italiana. Si queste sono le manifestazioni in difesa del popolo, le battaglie che l‘Italia dei Valori è abituata a vincere!

 

Fonte dati e citazioni: legroma.osservatoriodeilaici.com

 

Paolo Latella

Responsabile Area Dip. Scuola Italia dei Valori Lombardia

Paolo.latella@alice.it

Cell. 3386389450