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La scuola pubblica è allo sbando, in questi ultimi anni, l’unico “verbo” usato dal Governo è stato “tagliare“, si tagliare perché secondo loro gli sprechi sono tra i banchi. Mentre in Francia gli alunni nelle elementari e nelle medie ricevono i libri e quaderni gratuiti da noi si aumentano i prezzi dei libri, le classi saranno affollate, molti docenti non lavoreranno più.
I colleghi, che dopo molti anni, erano riusciti finalmente ad avere il posto”fisso” rimarranno con lo stipendio bloccato per almeno cinque anni.
Ma chi se ne frega!?! Tanto siamo tutti fannulloni, siamo la categoria, a detta di tutti, che ha 3 mesi di ferie e non fa nulla in classe. Questo non è assolutamente vero perché i docenti sono impegnati fino alla fine di luglio con i corsi di recupero e l’ultima settimana di agosto si ritorna a scuola per i debiti scolastici e gli scrutini dei giudizi sospesi.
Si sa, l’Italia da più valore "all’isola dei famosi" che alla notizia agghiacciante che per colpa della famosa razionalizzazione scolastica, da quest’anno e per i prossimi due anni più di 30 mila docenti rischiano di non lavorare. Il più grande licenziamento di massa organizzato da questo Parlamento.
Quello che più fa male e dispiace non sono le frasi superficiali dette sotto l’ombrellone o al supermercato dalle signore ma “l’indifferenza” ai problemi italiani, quelli veri.
Come ricorda su Facebook l’amico Federico Cerulla, 74 anni fa moriva Gramsci ucciso dai fascisti....odiava gli indifferenti !!!! Se una persona agisce, come è naturale, per il proprio interesse, senza fare torti a nessuno e secondo un comportamento lecito e giusto, si dice che cerca di vivere ed è un po’ egoista! Se invece ha una visione della realtà in cui sente un vero interesse per fare anche gli interessi di tutti, per un bene comune che sente essere necessario per una vita “umana“ allora è un comunista!
E se la verità è rivoluzionaria...allora chi mente è l'opposto...e si abitua a vivere nella menzogna e nell'indifferenza , la malattia del mondo che stiamo vivendo, quello che ci mostra la TV del padrone, ma non quella di chi vive con l'impegno una vita "diversa".
Smettiamola di rimanere indifferenti di fronte ai danni che questo governo continua a perpetrare. Diciamo basta contro questa macelleria sociale, ribelliamoci contro le manovre economiche del governo imposte dall’Europa che penalizzano i lavoratori pensionati, i giovani e i precari favorendo la speculazione finanziari, le banche ed il padronato responsabili della crisi italiana!
Ribelliamoci contro l’accordo del 28 giugno che cancella il contratto nazionale, per la democrazia sindacale e per la difesa dei diritti dei lavoratori.
Siamo per la cancellazione del debito, vogliamo che si blocchino le spese militari, siamo per la difesa dei servizi sociali, della scuola e dei beni comuni.
Amiche e amici non rimanete indifferenti scendete in piazza il 6 settembre perché come diceva Gramsci:
“L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti” Antonio Gramsci - 11 febbraio 1917
Paolo Latella
Responsabile Dip. Istruzione IDV Lombardia
cell. 3386389450