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Gentile Direttore del quotidiano "Il Cittadino", le chiedo ospitalità per argomentare quello definito dal suo giornale “il caso”: il signor Dardi che parla di nucleare.
Ma come è credibile una persona che addirittura il giorno del venticinquesimo anniversario del disastro di Chernobyl con migliaia di morti, parla di “nucleare sicuro”: qui si supera ogni limite di decenza! Il reattore è ancora lì, acceso sotto un immenso sarcofago di cemento prossimo ad esplodere nuovamente e continuando ad emettere radiazioni mortali.
A questo signore riconosco la spavalderia di parlare di cose che ignora con un piglio da primo della classe. Ma qui necessita la conoscenza dei fatti per il rispetto delle migliaia di morti e contaminati successivamente colpiti da cancro: cito solo i 31 pompieri intervenuti subito dopo l’esplosione con conseguente incendio che, pur lavorando con una tuta di piombo e per soli 3 minuti al giorno con esposizione alle radiazioni, hanno assorbito una dose letale e sufficiente per portarli tutti alla morte .
Forse un disastro di venticinque anni fa è troppo lontano per un giovane poco avvezzo alla documentazione approfondita delle proprie argomentazioni. Ma adesso, a seguito dell’attuale evento drammatico di Fukushima in Giappone che ha fatto riflettere i paesi occidentali e persino il nostro governo sulla sicurezza e sul problema più grande quale lo smaltimento delle scorie nucleari, per dichiarare ancora che il nucleare è sicuro o si è davvero sprovveduti o ancora peggio in cattiva fede. Mi auguro che sia la prima ipotesi.
Noi dell’Italia dei Valori a seguito del programma nucleare di questo governo, nonostante un referendum del 1987 dove gli italiani avevano già detto “no” alle centrali, abbiamo riproposto un nuovo momento referendario per lasciare che gli italiani possano esprimersi ancora un volta su questa sprovveduta e nefasta politica energetica.