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A Milano il berlusconismo era ad un bivio: fingersi concorde e compatto, immune dalle lotte di potere che lo hanno caratterizzato per tutta la legislatura, condannandolo all'impotenza amministrativa ( vedi rissa sui terreni dell'EXPO) e tentare di assicurarsi altri cinque anni di dominio sulla città, o approfittare della tornata elettorale per rimescolare le carte, ridisegnare nuovi scenari, magari modificando le alleanze e pensare al futuro di Milano.
Hanno scelto la prima strada.
I leghisti non sopportano il camerata La Russa, De Corato, come al tempo di "mani pulite" sogna ancora la galera per i socialisti oggi ospitati nel PDL, i Berluscones si sentono espropriati dall'invadenza dei ciellini, i ciellini non si rassegnano ad avere il dominio esclusivo sulla Lombardia tranne che a Milano.
Nessuno sopporta la Moratti e la Moratti maltollera ciascuno di loro, ma di questo non importa nulla a nessuno: conta solo il potere e Milano può attendere.
Non hanno capito che le elezioni ed il referendum possono diventare il loro incubo: il popolo si risveglia e li manda a casa.
Ogni giorno che passa senza elezioni è un giorno perso per l'Italia!
SERGIO GRAZIOLI
Commissario IDV Cremona