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La formula "partito di lotta e di governo" coniata da Berlinguer ebbe una breve fortuna, ma divenne ben presto sinonimo di ambiguità e causa della perdita di consenso.
Oggi la Lega la ripropone: al governo centrale e locale fruisce dei vantaggi che il potere procura e nelle piazze è all'opposizione dello Stato, della bandiera e della storia d'Italia per accreditarsi come rappresentante della protesta e del malcontento.
Ma il trucco non funziona più e la Lega rischia ora di pagare assai pesantemente la propria doppiezza.
Perchè la crescente protesta e l'indignazione diffusa sono indirizzate unicamente ed esplicitamente contro il governo che si appoggia pressochè esclusivamente proprio sulla Lega.
D'altro canto, al di là della retorica, è crescente il sentimento popolare intorno al Capo dello Stato, all'unità nazionale ed ai suoi simboli e si percepisce con crescente evidenza l'insofferenza ed il fastidio per le contestazioni strumentali della Lega nord.
E' facile quindi prevedere che la pura protesta si indirizzerà altrove e la volontà riformistica ed innovatrice vedrà nella Lega un ostacolo ed un avversario!
Ogni giorno che passa senza elezioni è un giorno perso per l'Italia!
SERGIO GRAZIOLI
Commissario IDV Cremona