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Mentre in tutto il mondo in presenza della tragedia giapponese ci si interroga sui rischi del nucleare, si avanzano dubbi e si annunciano ripensamenti, il governo italiano prosegue imperterrito verso l'insediamento di centrali nucleari sul nostro territorio.

La spiegazione è semplice: per il nostro governo e per la maggioranza il nucleare è soprattutto un impegno economico-finanziario, è un business che ha già messo in moto troppi interessi pubblici e privati e non è pensabile che sia dismesso senza gravi ripercussioni.

Non a caso lo stop immediato ad ogni eventuale ripensamento è arrivato da Chicco Testa, seguito subito da Cicchitto, Brunetta e Sacconi: gli ex socialisti, tutti attivissimi nell'87 nel proporre e nel guidare i referendum contrari al nucleare.

Zelo da convertiti?  Forse.  O forse il solito fiuto dei soliti noti per i soliti business!

Ogni giorno che passa senza elezioni è un giorno perso per l'Italia!

 

                            SERGIO GRAZIOLI

                      Commissario IDV Cremona

 

Categoria: Cremona, Mantova