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L'Italia civile e perbene divisa fra chi ritiene di bocciare in toto la riforma della giustizia, chi vuole discutere nel merito e chi vuole porre qualche condizione pregiudiziale, si è lasciata ingabbiare nell'ennesima patetica trappola del duo Berlusconi-Alfano.
Si doveva invece dare tutti insieme una sola risposta: se Berlusconi vuole parlare di giustizia e se spera di essere ascoltato, smetta di violare le leggi, smetta di insultare giudici e Corte Costituzionale e si presenti ai processi senza più ridicoli espedienti per evitarli.
Se l'on. Alfano poi vuole esser rispettato e preso sul serio in quanto Ministro di giustizia, smetta di far parte, e neppure da protagonista, del collegio di difesa del premier.
Ci si è invece lasciati trascinare in un polverone di discussioni dove persino il tentativo di corruzione dell'ufficio anagrafe in Marocco, per alterare la data di nascita di Ruby e farla diventare maggiorenne al tempo dei fatti di Arcore, è passata quasi sotto silenzio, mentre in un paese civile avrebbe imposto le immediate dimissioni degli avvocati dell'imputato, dell'illustre imputato e di tutta la rete dei suoi cortigiani.
Ogni giorno che passa senza elezioni è un giorno perso per l'Italia.
SERGIO GRAZIOLI
Commissario IDV Cremona