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Il teatrino della politica si è andato progressivamente trasformando in un colossal a tinte drammatiche ed alle ballerine di fila e alle figure un po' patetiche e caricaturali di servitori sprovveduti e di intrattenitori da cabaret si vanno sostituendo gli strateghi dello scontro di piazza, i teorizzatori della guerra civile come necessario sbocco e lavacro obbligato per l'ormai prossimo crollo del "Wahlalla" berlusconiano.
La prova più convincente del mutamento del copione è data dal nuovo ruolo affidato al ministro Frattini.
Lo ricordiamo allegro e saltellante intorno a Gheddafi, spettatore compiaciuto e comprimario nelle sceneggiate romane del dittatore libico.
L'esuberante presenzialismo del premier sul palcoscenico internazionale gli riservava il ruolo di gregario, meramente decorativo.
A questo il Ministro si è sempre attenuto con zelo fino ad occuparsi scrupolosamente degli archivi di Santa Lucia e delle proprietà immobiliari dei famigliari di Fini.
Ma da ieri tutto è cambiato e con i toni solenni riservati ai momenti cruciali della storia, ha annunciato il ricorso alla Corte europea dei diritti umani in difesa di un Berlusconi calpestato e perseguitato come in Germania ai tempi della D.D.R.
Se ci fosse da ridere, diremmo che siamo alle comiche finali, ma poichè in gioco ci sono le sorti del paese, c'è soltanto da sperare che si tratti degli ultimi colpi di coda di un regime in agonia.
Ogni giorno che passa senza elezioni è un giorno perso per l'Italia.
SERGIO GRAZIOLI
Commissario IDV Cremona