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Ora che c'è il sigillo autorevole del Ministro dell'Istruzione non ci sono più dubbi: la data del 17 marzo non sarà celebrata come festa nazionale, con buona pace del Presidente della Repubblica e di tutti coloro che considerano l'unità d'Italia un evento di grande solennità.
La Lega è arbitro delle sorti del governo e costituisce la speranza di salvezza per il ministro Gelmini che spera di sopravvivere politicamente anche dopo l'inevitabile caduta del suo "papi" Berlusconi.
Questo spiega la sua benevolenza verso i soli delle alpi alla scuola di Adro, le graduatorie a discriminazione etnica per i precari della scuola (regolarmente bocciate dal Consiglio di Stato) e la tolleranza per l'insegnamento dei dialetti a scuola, anche perchè si tratta della forma di espressione a lei più congeniale.
Ma la Lega non ha fatto mai mistero della sua ostilità per il Risorgimento e per tutto ciò che riconduce all'unità nazionale. Tutto sommato non ha tutti i torti l'onorevole Borghezio che propone di abolire anche il 25 aprile:un popolo che sopporta l'attuale degrado e tanta vergogna non può celebrare le proprie glorie prima di essere tornato alla libertà!
Ogni giorno che passa senza elezioni è un giorno perso per l'Italia!
SERGIO GRAZIOLI
Commissario IDV Cremona