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La sicurezza nelle scuole lodigiane a tutt’oggi non è cambiata. Quanto tempo dovremo aspettare ancora? Noi come sindacato Unicobas Scuola non stiamo e non staremo zitti, la vita degli studenti, dei nostri figli, di tutto il personale scolastico ci sta a cuore. E’ un po’ che “striscia la notizia” non passa da Lodi… in quest'isola felice, dove non succede mai nulla... a detta di qualcuno, dove si discute del fanfullino per un mese sui quotidiani locali mentre la provincia di Lodi è in crisi in tutti i settori. La crisi occupazionale è drammatica, le famiglie che non arrivano alla fine del mese sono più di 1500, la presenza della mafia, la delinquenza che è in netto aumento... i tagli nella scuola pubblica, le forze dell'ordine che non hanno i soldi nemmeno per la benzina figuriamoci per gli straordinari per non parlare delle strutture scolastiche che stanno cadendo a pezzi... ed è proprio di questo che parliamo oggi. Non sono voci di corridoio ma è il comandante dei vigili del fuoco del Comando di Lodi, l’ing. Ugo D’Anna, che a fronte di una mia richiesta di informazioni sulla sicurezza delle scuole lodigiane mi ha così gentilmente risposto: “… nel mese di ottobre 2010 abbiamo affrontato in un convegno qui presso il comando provinciale il tema da lei sollevato. Come sa dal 1994 è notevolmente cambiata la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che oggi attribuisce importanza assai elevata alla organizzazione interna ed alla gestione della sicurezza da parte del datore di lavoro. A seguito dell’ex D.L. 626/94 vi furono varie indagini sullo stato di sicurezza delle scuole condotte dal Ministero della Pubblica Istruzione. In una di queste indagini che ha coinvolto la quasi totalità delle strutture scolastiche (oltre 10.000), sono emersi alcuni dati particolarmente significativi che non hanno bisogno di essere commentati:
- il 51,7% delle scuole non è in possesso del certificato di agibilità statica e di idoneità igienico sanitaria;
- il 73,2% non è in possesso del certificato di prevenzione incendi;
- il 37% non ha scale di sicurezza;
- il 20,6 non ha le porte antipanico.
I dati statistici relativi alle scuole ricadenti nella competenza del Comando di Lodi, sono pressoché in linea con quelli nazionali sopra esposti, ed in particolare su 131 scuole censite nell’archivio di prevenzione incendi del comando solamente 37 hanno Certificati di Prevenzione Incendi ossia il 28%, il restante 94 ne risulta sprovvisto; non sono ricomprese in questi numeri, attenzione, le scuole di tipo 0 che non hanno l’obbligo dell'ottenimento del CPI (scuole con meno di cento persone presenti contemporaneamente). Preciso che il Comando fa giornalmente la sua parte sia nel campo della Prevenzione con l’approvazione di progetti, visite di sopralluogo per rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi, di ricevimento di tecnici comunali per consulenza in materia, che in quello della Formazione sugli aspetti della sicurezza alle scolaresche e del personale impiegato nelle strutture scolastiche. Durante l’intero anno scolastico in particolare, sono state ospitate presso i locali del Comando ed anche presso i distaccamenti, alunni delle scuole dell’obbligo e dell’infanzia per un totale di 1600 unità, durante le visite sono stati trattati anche gli aspetti legati alla sicurezza nelle scuole ovviamente con un taglio adeguato alla platea di uditori; ci tengo a dirlo non è questa un’attività istituzionale ma grazie alla passione di buona parte del personale è possibile farla, e le richieste sono in costante crescita”.
Ringrazio il comandante ing. Ugo D’Anna per la cortese risposta e giro la questione a tutt'oggi non risolta alla Provincia di Lodi e alle amministrazioni comunali lodigiane. I dati parlano da soli e descrivono una situazione lodigiana veramente inquietante e pericolosa.
Naturalmente mi aspetto che l’assessore provinciale risponda che è stato approvato un piano triennale per la messa a norma degli edifici scolastici. Gli amministratori locali affermeranno che sono stati stanziati dei finanziamenti per la sistemazione, interventi straordinari… ma le parole e le promesse le conosciamo. Ripeto la situazione è drammatica se pensiamo che le strutture sotto le cento unità (presenti contemporaneamente) non hanno l'obbligo di presentare il certificato di prevenzione incendi. Lascio ai lettori le conclusioni del caso, una promessa però come sindacato possiamo darvela, staremo lì a controllare... come dite in Lombardia? Fa Ballà l'Oeucc!
Paolo Latella
Responsabile Area Dipartimentale Istruzione IDV Lombardia