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Già la sua nomina, alla luce delle poesie (!?) dedicate alla Carfagna, alla Brambilla e alle altre fulgide stelle di corte, sembrò più una provocazione che una cosa seria.
Non sono mancati poi gli argomenti per giudicare fallimentare l'esperienza di Sandro Bondi al Ministero dei Beni Culturali.
La incapacità di fornire a Tremonti un programma ragionato della spesa per consentire tagli selettivi e non indiscriminati, la fuga da Cannes in ossequio al mito di Bertolaso all'Aquila, la premiazione dell'attrice bulgara sconosciuta a tutti tranne che al premier, le assunzioni familistiche e gli incarichi amicali, è lungo l'elenco di inconfutabili prove che lo inchiodano.
La mozione di sfiducia personale respinta dalla maggioranza (siamo sicuri che tutte le opposizioni hanno fatto la loro parte come l'IDV?), non deve accreditare l'ipotesi che i suoi colleghi ministri di questo Governo sgangherato siano migliori di Bondi, perchè questa è una colossale bugia.
SERGIO GRAZIOLI
Commissario IDV Cremona