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Nonostante le rivelazioni sugli svaghi ed i passatempi del premier, il sostegno e la fiducia nel PDL non registrano flessioni. Era intorno al 30% e nei sondaggi rimane intorno al 30%.
Il dato si può interpretare come si vuole, ma non autorizza a dire che nulla è cambiato nello scenario politico e nella coscienza del paese.
C'è il restante 70%, quelli che non votano PDL per motivi e convinzioni assai diverse tra loro. Sulle loro divisioni, sull'impossibilità delle opposizioni di dare vita ad una alleanza e di convergere su un programma comune si è fondata sino ad ora l'inamovibilità di Berlusconi.
Dopo il "Ruby-gate" però, per le dimensioni dello scandalo e per la sfrontatezza dell'intera maggioranza che fa quadrato intorno al premier senza se e senza ma, le ragioni per restare divisi si sono di molto ridotte.
Quanto più la maggioranza esibisce la complicità e l'omertà di corte, tanto più si fa strada l'idea che il primo problema dell'Italia è quello di liberarci per sempre di Berlusconi.
Se il programma della maggioranza ha un solo nome, un solo capitolo ed un solo obiettivo (preservare Berlusconi), il programma alternativo non può che essere uno: cacciare Berlusconi.
SERGIO GRAZIOLI
Commissario IDV Cremona