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L'accusa è pesante e le prove sono molte ed inconfutabili, a cominciare proprio da quelle fornite da lui stesso con l' imprudente telefonata alla Questura di Milano e con le impudenti dichiarazioni rilasciate subito dopo.
Per questo Berlusconi, dopo aver anticipato l'intenzione di volersi difendere in tribunale e di mostrare lì la sua innocenza, su consiglio degli avvocati eviterà anche questa volta di sottoporsi al verdetto dei giudici e cercherà rifugio nella solita favola del complotto di magistrati comunisti.
Da molti segnali, soprattutto della stampa internazionale, si può tuttavia arguire che questa volta l'indignazione non si fermerà e che la capitolazione è vicina.
Per l'uomo arrogante e disperato, una volta caduto, è possibile che si prospetti un velo di oblio nonostante le tante malefatte; tanto più se, come sostiene la sua ex moglie e come trapela dalle intercettazioni, si tratta di un uomo malato.
Non altrettanto può dirsi per i tanti (giornalisti, parlamentari e ministri) che contro ogni evidenza e contro la decenza continuano a giustificarlo e a sostenerlo fingendo di credere alle sue menzogne.
Sarebbe bello non ritrovarceli tutti tra le palle magari redenti da un altro "unto del Signore"!
SERGIO GRAZIOLI
Commissario idv Cremona