A tutte le persone presenti in sala, grazie di essere qui oggi. La vostra presenza è un segnale evidente della democrazia partecipativa, sentita come esigenza all’interno del nostro partito.
Facciamo parte di un partito che si richiama a grandi ideali, è arrivato a grandi traguardi elettorali, ha raggiunto un rilevante numero di aderenti e iscritti, ma che, per rimanere un punto di riferimento per molti cittadini onesti e attivi deve sempre tenere alta l’attenzione contro l'arrivismo, contro l'ambizione e contro gli accordi carbonari presi senza consenso della base. Gli iscritti e i militanti sono la vera anima di questo partito e devono sempre essere consultati per ogni importante decisione politica.
Noi ci poniamo con questa mozione in un segno di ideale continuità con il direttivo uscente. Noi siamo per il rinnovamento del partito, ma per un rinnovamento che parta dai valori più veri che ci animano e dalle forze più genuine, e ci piace pensare che tra queste ci siano primariamente donne e giovani che così poca voce hanno nella nostra società.
Insistiamo su trasparenza e democrazia, che non sono concetti ma metodi di lavoro utilizzati anche dal direttivo uscente. A Milano si è già fatto molto sotto questo profilo sia con la gestione e l'attività quotidiana di partito, sia con la lista di comunicazione che con il sito, sia ancora con la pubblicazione sul sito dei verbali del Direttivo di Milano Città, del bilancio, che con la comunicazione capillare degli eventi di Partito. Non si è mai espulso nessuno, né si è mai chiesta l’espulsione di nessuno, ma si è sempre cercato di aggregare quanto più possibile tutte le energie disponibili con pazienza e tenacia, svolgendo a livello regionale un paziente lavoro di collaborazione politica e organizzativa.
In questi anni a Milano città si è strutturato un partito solido e coeso. Tuttavia c'è sempre qualcosa da migliorare. Bisogna strutturarsi meglio nei quartieri, nelle strade e nelle zone di Milano. E' un grosso lavoro che richiederà lo sforzo di tutti. Dobbiamo far sì che quanti più aderenti possibile di Milano Città diventino veri e propri attivisti. Per questo dobbiamo dare il segno tangibile che qualunque attivista possa giungere a qualsiasi traguardo nel nostro Partito.
Dobbiamo valorizzare al massimo le risorse interne del Partito sforzandoci di dare uno spazio maggiore - a condizione che vi sia corrispondente lavoro all'interno del Partito - alla componente femminile ed a quella giovanile, senza svantaggiare, tuttavia, i nostri aderenti storici che troviamo sempre in prima linea.
A causa delle miopi e criminali politiche dei governi, soprattutto di centro-destra, degli ultimi anni le donne e i giovani sono stati relegati a ruoli marginali non solo nella politica ma in tutti i luoghi decisionali. Dobbiamo invertire la tendenza. Tuttavia nessuno sarà favorito semplicemente perché è donna o perché è giovane. Alla base della considerazione da parte del partito di Milano ci sarà primariamente il lavoro svolto nel partito stesso e le singole capacità individuali.
Per essere, però, liberi di ricompensare correttamente i nostri aderenti dobbiamo evitare intromissioni esterne e Milano Città deve rimanere autonoma come è stata in questi anni. Noi siamo per la leale collaborazione tra tutte le istanze territoriali del Partito, una ricerca che perseguiamo nel segno del rispetto reciproco e della inclusione, non certo dell’esclusione, dell’emarginazione o dell'allontanamento di quanti manifestano idee differenti o semplicemente idee.
Le comunali 2011
Abbiamo un traguardo vicino al quale dobbiamo presentarci con una leadership collaudata, fedele e salda. Siamo ormai la seconda forza dell'opposizione, ma il distacco con la prima si va riducendo e noi siamo naturalmente chiamati a maggiori responsabilità che vogliamo assumerci.
Sentiamo i nostri polmoni pieni di energia, siamo pronti a portare il centro sinistra avanti, vogliamo vincere queste comunali a tutti i costi, anche a costo di andare da soli. Con un candidato forte e credibile.
Dobbiamo apportare idee nuove e già abbiamo cominciato con il convegno del 21 giugno sulle comunali di Milano, a seguito del quale, siamo stati contattati da tante forze che non si riconoscono più negli stereotipati rapporti di forza del centro sinistra ed avvertono il bisogno di una nuova organizzazione e di un diverso approccio alle prossime elezioni comunali. Soprattutto questa magnifica Città medaglia d'oro della resistenza non può essere piegata a politiche di destra, xenofobe e razziste. Milano deve riacquistare il ruolo di faro della politica nazionale. Ecco perché noi - nel rispetto delle direttive nazionali - aborriamo accordi più o meno sottobanco non solo con la destra, ma anche con i suoi grandi elettori.
Per questo diciamo basta ai soliti candidati calati dall'alto, ai soliti programmi inconsistenti, alla solita rincorsa a candidati deboli, perché nessuno crede di vincere davvero a Milano.
Io dico che possiamo vincere e dobbiamo vincere. Ma prima dobbiamo meritarlo. Dobbiamo sapere creare un’offerta politica credibile per tutti gli elettori di centrosinistra che non vanno più a votare, quasi un terzo dell'elettorato complessivo, e dobbiamo ricondurre alle urne i tanti che votavano centrosinistra ed ora votano, invece, per il centro destra. Per far questo abbiamo adottato due strumenti : un ciclo di incontri di ascolto con le associazioni che innervano la nostra città - il primo dei quali è stato quello del 21 giugno ed il prossimo sarà a settembre - ed in secondo luogo trasformando i nostri Gruppi Tematici di Milano Città in un Gruppo Tematico unitario che sta elaborando, sulla base di quanto raccogliamo sia nei convegni, sia nei contatti quotidiani con aderenti, simpatizzanti e cittadini, idee nuove per il nostro programma di Milano Città. Alcuni di questi punti ve li voglio anticipare :
• ferma difesa della Costituzione e del principio di unità e indivisibilità della nazione;
• tutela delle classi deboli presenti nel tessuto cittadino;
• rilancio dell’economia nel rigido rispetto dei lavoratori : i diritti sindacali e costituzionali non si vendono;
• tutela dell’ambiente ai fini di delimitare i danni dovuti all’inquinamento e al consumo del suolo: dobbiamo incrementare ogni forma di trasporto ecocompatibile, a partire dalle biciclette e da una vera rete di piste ciclabili; dobbiamo pensare a dei veri parcheggi di interscambio per quanti accedono alla città, nell'ottica di favorire l'accesso e la circolazione, purché ecosostenibile, e non ostacolarla, come, invece accade con gli infausti provvedimenti tipo ecopass;
• la ricchezza è lì dove c'è circolazione di idee come di persone, se creiamo un circolo vizioso per cui è più facile circolare e produrre in provincia che in città, Milano sfiorirà, come sta sfiorendo, a favore della sua provincia perdendo abitanti ed aziende e noi vogliamo invertire questo sviluppo;
• più pubblico e meno privato nella istruzione, nella sanità, nei trasporti;
• rendere Milano un polo culturale europeo con una biblioteca europea;
• dobbiamo migliorare la fruibilità della città per anziani e diversamente abili;
• dobbiamo ottimizzare il servizio sanitario nella nostra città con l'abbattimento, innanzitutto, delle vergognose liste d'attesa che hanno la sola finalità di drenare risparmi e risorse verso il privato piuttosto che favorire una sanità pubblica credibile ed efficiente;
• fari accesi sull'Expò e sui tanti appetiti che questo sollecita;
• vero rilancio dell’incantevole cerchia dei Navigli svilita oggi a divertificio a cielo aperto con serio pregiudizio dei residenti, compressi tra traffico impazzito e sosta selvaggia 24 ore su 24, rumore e schiamazzi a ogni ora del giorno e della notte;
• infine… altro si aggiungerà, ma già attuare alcuni di questi punti ci renderebbe orgogliosi.
Il Partito di Milano
Il nostro Partito di Milano è forte e compatto.
Dobbiamo fare, tuttavia, un maggiore sforzo per creare una struttura organizzativa ampia e complessa che sia in grado di gestire sia l'ordinaria amministrazione che la straordinaria amministrazione, liberando energie che si dedichino al momento più prettamente politico.
Occorre, quindi, creare un nucleo di almeno dieci attivisti che garantiscano la propria disponibilità a svolgere attività organizzative e propagandistiche di partito in orari e giorni prestabiliti, e che a turno o tutti insieme all'occorrenza siano attivi con gazebo, volantinaggi, presenze a manifestazione e quant'altro in tutta Milano.
Perché la politica è primariamente attività, attività materiale, senza la quale non c'è altro, ma solo vaghe parole, se non chiacchiere.
Il partito è per noi lo strumento - così come dice la Costituzione - per realizzare la crescita politica dei concittadini, non un obiettivo. Il partito è uno strumento "dalla parte dei cittadini", perché i cittadini conoscano e decidano consapevolmente e siano politicamente attivi e non strumenti gestibili dai dirigenti di turno. I diritti politici si esercitano ogni giorno e non solo il giorno delle elezioni.
Il partito è parte di una società, che deve essere partecipe della costruzione del proprio futuro e del futuro delle generazioni a venire. Il partito serve per combattere ora e sempre la battaglia della democrazia. Il partito è delle iscritte e degli iscritti, rappresentati, sulla base del lavoro svolto a favore della comunità partito, in modo paritario e trasparente.
Il partito è aperto alle nuove risorse, è accogliente e non escludente. Il partito siamo tutti noi, che ancora crediamo che si possa cambiare il mondo. Il partito non è la partitocrazia, ma è essere insieme per progettare il futuro.
Dobbiamo conoscere sempre più e sempre meglio, i contesti di riferimento, analizzare i fabbisogni dei cittadini e delle cittadine, con particolare riferimento a tematiche fondamentali ed urgenti in termini di sviluppo economico e sociale (mappatura delle aree sensibili rispetto a : lavoro, ambiente, sanità, servizi pubblici, scuola, pari opportunità etc.).
Occorre inserire nell’agenda politica i problemi emergenti lavorando sulla produzione di contenuti per formare ed informare, mettendo a disposizione competenze specifiche connesse ai singoli temi trattati (sportello "dalla parte dei cittadini").
E' necessario presidiare il territorio, parlare con le persone, sviluppare collegamenti e reti con i soggetti e gruppi (politici e non) in relazione ad esigenze specifiche, contribuendo ad elaborare risposte utili alla comunità (attivazione rete dei circoli, dei meet up, delle associazioni del privato sociale, della cultura, del volontariato).
Intendiamo promuovere nuove adesioni ed allargare la base associativa, anche attivando nuovi canali di contatto (progetti "Iscrivi un amico"; gazebo itinerante nei diversi paesi /città in occasione delle campagne di tesseramento). Dalla semplice adesione si dovrà passare alla vera e propria militanza, concependo l'impegno politico come una attività che ci occupa, con diversa intensità, sette giorni su sette, 365 giorni all'anno. Aderenti quiescenti, senza numero di telefono, senza email vanno benissimo, quando sono genuini, ma il partito per crescere ha bisogno di militanza, secondo il motto, "Più militanti, più aderenti di qualità".
Dobbiamo, poi, accogliere i nuovi iscritti (tutor) indirizzandoli a gruppi di incontro/lavoro/discussione.
Occorre incentivare la formazione di una nuova classe dirigente, favorendone la selezione e l’accesso in una logica di concreta democrazia paritaria e partecipativa (nuove disposizioni per la gestione dei tempi e metodi nei dibattiti pubblici congressuali; gestione "on line" delle iscrizioni a parlare accesso ai media a rotazione; creazione di una Albo delle competenze).
Promuovere azioni positive per incrementare il numero delle donne e dei giovani presenti nella struttura del partito, in modo da valorizzare le risorse disponibili, migliorare la consapevolezza della discriminazione di genere oggettivamente ancora presente e produrre una mappatura aggiornata dell’organigramma di partito, evidenziando le "buone prassi" esistenti ma anche le situazioni critiche .
Inserire nei gruppi tematici esistenti donne e giovani competenti, allargare le aree di lavoro eventualmente non presenti e segnalate come interessanti e utili da gruppi di iscritte; incentivare il confronto tra i dipartimenti stessi per costruire una piattaforma politica che tenga conto della differenza di genere.
Inserire nelle agende politiche tematiche di interesse collettivo ma con taglio di genere : focus su "Risorsa donna : valore aggiunto per lo sviluppo economico"; "Welfare e lavoro femminile"; "Tempi e orari delle città"; "Nuove famiglie: conciliazione dei tempi di vita e di lavoro"; "Legislazione europea e italiana a confronto in tema di pari opportunità - con particolare focus sulla legge 53/2000 - Art. 9 su congedi parentali, servizi per la conciliazione, azioni positive per le imprese che favoriscono il lavoro femminile etc.; sulla legge 125 / 1991 -azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro .
Più donne elette.
Verificare le modalità di gestione del dipartimento Politiche Femminili, avanzando eventuali proposte di emendamento della normativa in essere ed integrando le attività dello stesso con tutte le aree di lavoro del partito. Precisare ruoli e linee di azione nei diversi ambiti – locali /regionali/ nazionale, nonché risorse dedicate (mappatura delle disponibilità a collaborare al nuovo piano di lavoro : proposte Lab donne IDV).
Per far tutto ciò - o solo realizzare parte di questi obiettivi - è necessaria tanta attività, che vuol dire, tanta attività da parte di molti e non tanta attività da parte di pochi. Il metodo di lavoro è il lavoro stesso, senza lavoro e senza lavoro politico, non si fa nulla.
Serve tanta collaborazione, è quindi necessario partecipare con regolarità e puntualità alle riunione dei gruppi, affinché questi siano il più possibile omogenei. Dobbiamo essere fattivi e propositivi, quindi occorrerà incentivare la partecipazione di chi fa e disincentivare quella di chi è solo interessato alla polemica o alle cariche ed alle candidature. Ciò a partire proprio dal prossimo Coordinamento di Milano Città, nel quale, secondo un regolamento minimo, dovranno essere considerati decaduti quanti non partecipino a più di tre riunioni consecutive; mentre, invece, potranno essere esclusi a una o più riunioni quanti non eseguano le attività affidate o si comportino in modo irrispettoso nei confronti del Partito, degli aderenti o dei membri dello stesso Coordinamento. Per il resto, come dirò più oltre, il Coordinamento si dovrà arricchire di competenze e deleghe esterne per incrementare la partecipazione all'attività da parte di quante più possibili energie disponibili.
Ovviamente da noi non esistono aderenti di serie A ed aderenti di serie B, quindi tutti devono sapere montare un gazebo, raccogliere firme, distribuire volantini, partecipare ai dibattiti e frequentare la sede. Tuttavia, il momento organizzativo dovrà essere maggiormente curato. Siamo un partito più grande di quanto non fossimo prima e dobbiamo quindi riuscire a gestire in automatico alcuni operazioni seriali, come i convegni esterni, che devono essere di norma nell'ordine di almeno uno al mese, le ricorrenti raccolte firme, momenti di presenza in massa nelle zone di Milano, ogni mese un gazebo fisso per un fine settimana in ogni zona da Milano a rotazione, incontri in sede nell'ordine uno a settimana.
Poi dobbiamo trovare tutti insieme una modalità di radicamento territoriale nelle zone di Milano. Ovviamente tanto più riusciremo a fare, quante maggiori - come detto - saranno le energie disponibili. I gruppi da strutturare nelle zone dovranno essere, via via, sempre più autonomi.
La sede di Via Lepontina, potrà essere arricchita, oltre che con lo sportello della legalità, con la attività di gestione ordinaria del Partito, con gli incontri del Laboratorio Politico e degli aderenti, di tutte quelle attività che i nostri militanti, non più semplici aderenti, sapranno porre in essere.
Non voglio dire che arriveremo ad una tessera a punti, ma evidentemente saranno tenuti presenti nelle candidature per le varie scadenze elettorali i militanti per quanto fanno ed hanno fatto per il Partito.
Abbiamo a Milano Città energie sufficienti per ricoprire tutte le responsabilità che si prospetteranno, senza andare a cercare fuori altri candidati. E le abbiamo perché siamo cresciuti insieme ed abbiamo acquisito maggiori capacità politiche.
Ma siamo e restiamo un partito in carne ed ossa. Possiamo far ulteriori sviluppi per la presenza su internet ed il suo utilizzo. Ma come aderenti e militanti, dobbiamo incontraci di persona, guardarci in faccia, non possiamo riunirci via skype o similari.
Ci batteremo a livello regionale e nazionale per una liberalizzazione dell'elenco degli aderenti nel rispetto della normativa sulla privacy. Tuttavia, mi sembra evidente che tutti coloro i quali per esigenze organizzative di partito abbiano avuto necessità di contattare aderenti, non abbiano mai sofferto alcuna limitazione. Occorre, da una parte, sollecitare gli aderenti alla partecipazione, dall'altra occorre però non sollecitarli troppo. Saprete tutti molto bene, come ad ogni aderente oltre agli avvisi dalla nostra lista di comunicazione di Milano Città, giungano comunicazioni del blog del Presidente, del partito nazionale, del partito regionale, dei consiglieri regionali, di quelli provinciali, le rassegne stampa, i comunicati stampa di vari deputati, ecc., facciamo in modo che l'eccesso di comunicazione non diventi mancanza di comunicazione, e quindi che i nostri aderenti disperati dalla massa di email IDV, non ne aprano più nemmeno una.
La comunicazione non è soltanto internet ed è oggi richiesta una nostra crescente presenza in televisione. Dobbiamo a tal fine, in massimo grado, favorire una alternanza delle persone che vadano a rappresentare il Partito - il tutto in collaborazione con tutte le strutture del partito - e questo perché urta davvero vedere in televisione - parlo ovviamente delle televisioni locali - altri partiti rappresentati sempre dagli stessi esponenti, spesso eletti.
Anche in questo dobbiamo essere diversi, noi dobbiamo riuscire a mandare in televisione, a seconda degli argomenti e delle tematiche trattate, anche semplici militanti che abbiano le competenze richieste o che riescano bene a bucare il video. Non dobbiamo trasformarci in un Partito di eletti nelle istituzioni onnipresenti, nel Partito come nell'etere. Diamo un segno concreto anche in questo di una nostra radicale alterità ed alternatività rispetto ai triti riti della politica politicante.
Abbiamo fatto tanto, ma ancora un grosso lavoro ci aspetta.
Nell'istituendo Direttivo - con la possibilità di deleghe esterne al fine di aggregare quanto più possibile nuove energie - dovranno essere contemplate : più deleghe organizzative, un tesoriere, un addetto stampa, una delega per la sede, una per le zone di Milano, una o più deleghe per la comunicazione, una per il dialogo con le associazioni, una per lo scambio con le altre province lombarde.
I militanti che mi seguiranno in questo percorso, oltre a tutti gli altri che vorranno unirsi, sono :
Coordinatore: Giulio Cavalli
1 Martucci Riccardo
2 Anelli Giovanni
3 Dipietro Tina
4 Costa Gianni
5 Matteotti Idanna
6 Bellon Romeo
7 De Monte Sergio
8 Ragone Luca
9 Anastasi Dafne
10 Russo Pasquale
11 Del Zoppo Gaia
12 Cusati Aniello
13 Policastro Donato
14 Iacobellis Lino Nicola
15 Mantovan Antonio
16 Di Bello Liliana Maria
17 Turolla Roberto
18 Pioli Bruno