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Ordine del giorno del Consiglio Comunale per mantenere Tea acque srl con capitale interamente pubblico e quindi salvaguardare il servizio idrico di tutti cittadini mantovani.
Premesso che:
- con il decreto legge 25 settembre 2009,n. 135 “Decreto Ronchi” o meglio definito decreto di privatizzazione dell’acqua, si determina all’art. 15 la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, tra i quali l’indispensabile e vitale acqua;
- detta norma “incriminata” è stata inserita all’interno di un decreto legge sugli obblighi comunitari, solo che - di fatto - le intenzioni dell’UE sono state, volutamente, travisate: laddove l’Europa si muoveva verso una pacifica libertà di scelta di gestione da parte delle comunità locali, il nostro esecutivo ha voluto leggervi un invito a privatizzare il servizio idrico (così come sostenuto da illustri docenti universitari, tra i quali il prof. Roberto Fazioli manager nel settore dei servizi pubblici e docente di economia all'università di Ferrara);
- come riportato dall’articolo della Gazzetta di Mantova del 5 maggio 2009 a pag. 10, si annuncia da parte del gruppo Tea una gara per l’ingresso in Tea acque srl di un partner industriale al 40%;
- banche e costruttori sono già pronti ad appropriarsi del servizio idrico integrato, con il rischio di un sicuro aumento delle tariffe esautorando di fatto il pubblico da qualsiasi forma di controllo
considerato che:
- la liberalizzazione dell'acqua peserà sulle tasche dei cittadini con aumenti che - secondo le associazioni dei consumatori - saranno a due cifre, compresi tra il 30% e il 40%. Se nel 2010 una famiglia media italiana spenderà 268 euro, considerando un consumo medio annuo di 200 metri cubi d'acqua, tra 3 anni quella stessa famiglia spenderà 348 euro all'anno";
- molti comuni hanno già sperimentato in forma negativa la privatizzazione dell’acqua, ad es: Arezzo è un esempio di come i privati hanno aumentato le tariffe. Nella città toscana l'acqua è privata dal 1999 e una famiglia media paga circa 400 euro l'anno, il 30% in più rispetto a prima;
- privatizzare l’acqua così come il ciclo dei rifiuti è un favore alla criminalità organizzata, dove soprattutto nel Sud Italia e già un grande business per le mafie;
- molte associazioni e forze politiche in questi giorni stanno promovendo referendum per l’abrogazione del “decreto Ronchi” e per mantenere il servizio idrico sotto il controllo degli enti locali
invita il Sig. Sindaco e la giunta comunale
- promuovere un incontro pubblico con la cittadinanza per conoscere i veri orientamenti dell’amministrazione comunale in merito al servizio idrico;
- promuovere la tutela del servizio idrico come servizio totalmente pubblico gestito al 100% da Tea Acque s.r.l, evitando la cessione di quote a privati;
- a farsi carico presso tutte le sedi competenti affinché non si promuova la speculazione dei privati, a discapito delle famiglie mantovane, su un bene pubblico, quale l’acqua in forza di un decreto che favorisce i profitti delle multiutility parallelamente le ingordigie della criminalità organizzata;
- trasmetter il presente Odg al Governo Nazionale, alla Regione Lombardia, alla Provincia di Mantova, ai comuni capoluogo di provincia della Lombardia, ai comuni della Provincia di Mantova.
Mantova 04 maggio 2010
O.d.g.sottoscritto da: