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CI VOGLIONO GOVERNARE CON L’IMBROGLIO
La bozza del decreto Nella bozza del decreto interpretativo, pubblicata dall'agenzia Dire, si legge che «nella verifica delle liste, la veridicità delle firme e la regolarità della loro autenticazione non sono inficiate dalla presenza di irregolarità meramente formali, quali la mancanza o non leggibilità del timbro della autorità autenticante, dei dati afferenti alla sua qualifica, della data, del luogo». Il comma in questione risolverebbe dunque la questione della esclusione della lista Formigoni in lombardia. Per quanto riguarda il Pdl del Lazio, nel decreto si stabilisce che «il rispetto dei termini orari di presentazione delle liste dei candidati è assicurato con il comprovato ingresso nei locali del competente tribunale o corte di appello, entro l'orario previsto, dei delegati incaricati della presentazione delle liste; e che, quando, nonostante il rispetto della citata condizione e la volontà di procedere alla presentazione delle liste e della documentazione relativa, per qualunque motivo non è comunque intervenuta l'effettiva consegna delle liste alla cancelleria, i delegati possono espletare le formalità di consegna senza ritardo e comunque non oltre 24 ore dalla scadenza del termine».
E qui sta la mossa furbetta del governo. Nell'articolo 2, infatti, si stabilisce che ci sono 24 ore di tempo, a partire dall'accettazione delle liste, per sanare le eventuali questioni di irregolarità formale. Una norma transitoria stabilirebbe poi che - unicamente per quanto riguarda le regionali in Lazio e Lombardia - la partenza delle 24 ore sia da intendersi non dal momento di accettazione delle liste, ma da quello di attuazione del decreto.
Nella bozza si legge che «la straordinaria necessità e urgenza» del provvedimento è data «per consentire il regolare svolgimento delle consultazioni elettorali per il rinnovo degli organi delle regioni a statuto ordinario fissate per il 28 e 29 marzo 2010». E per assicurare «il "favor electionis" secondo i principi di cui agli articoli 1 e 48 della costituzione».
Nella premessa si legge ancora che si ravvisa anche «l'esigenza di assicurare l'esercizio dei diritti di elettorato attivo e passivo costituzionalmente tutelati a garanzia dei fondamentali valori di coesione sociale, presupposto di un sereno e pieno svolgimento delle competizioni elettorali».