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IL SOTTOSCRITTO CONSIGLIERE REGIONALE

PREMESSO CHE

Lo scorso 21 gennaio 2010 sulla linea ferroviaria Milano – Lecco – Sondrio – Tirano, il treno in partenza da Milano alle ore 19.20, la cui composizione come prevista dal Contratto di Servizio è di otto vagoni, viaggiava avendo in funzione solamente tre vagoni;

PREMESSO INOLTRE CHE

Tale increscioso e vergognoso episodio non è stato però un caso isolato in quanto un fatto avente le precise ed identiche modalità si è ripetuto la sera del 26 gennaio 2010 e la mattina del 27 gennaio 2010;
   
CONSIDERATO CHE

Con riferimento alla suddetta linea, la convinzione che il raddoppio tra Carnate ed Aiurno anziché migliorare abbia peggiorato il servizio ferroviario, sebbene possa sembrare paradossale, prende sempre più piede trovando una sua emblematica conferma nei disagi e nello scadente servizio che nella maniera più incontrovertibile appare agli occhi di ciascun utente del trasporto ferroviario: se in tempi abbastanza recenti la linea sopra menzionata vantava primati di puntualità e di efficienza allo stato attuale questo è solamente un lontano ricordo; 

CONSIDERATO INOLTRE CHE

Come se non bastasse ultimamente oltre ai ritardi ormai abissali, alle partenze fulmine che non permettono agli stessi passeggeri di salire sui convogli, agli inimmaginabili superaffollamenti nelle carrozze con gente stipata al loro interno ben oltre la massima capienza e alle soppressioni dell’ultimo minuto, a rincarare la dose si aggiunge un nuovo elemento: la perdita del diritto all’informazione da parte dei pendolari che vengono in tal modo lasciati in balia di meri e saltuari annunci riguardanti i disguidi, gli imprevisti e i malfunzionamenti del servizio ferroviario; 

VERIFICATO CHE

Quanto sopra non può non apparire come una ennesima dimostrazione di quanto siano inefficaci da un lato gli accordi recentemente stipulati tra Regione Lombardia e Trenitalia e dall’altro le norme del contratto di Servizio che regolano la qualità del servizio erogato;

VERIFICATO INOLTRE CHE

 A farne le spese delle disastrose conseguenze è unicamente la categoria dei pendolari in quanto, i treni interessati da tali disagevoli circostanze, sono quelli di chi quotidianamente utilizza tali mezzi per recarsi a lavoro;

ATTESO CHE

Se da un lato sono stati fatti degli investimenti sul treno veloce che con l’ingresso dell’Alta Velocità avrebbe dovuto liberare tratte e linee ferroviarie normali, circostanza di innegabile utilità, non altrettanto si può dire di quelli riguardanti il rafforzamento del trasporto ferroviario con la conseguenza che pur avendo delle linee libere, la mancanza di materiale rotabile e di personale di fatto non cambia la situazione;

ATTESO INOLTRE CHE

È quindi evidente che Regione Lombardia e più in particolare il competente Assessorato alle Infrastrutture ed alla Mobilità attraverso cui essa opera non possa minimamente esimersi dalla circostanza di avere in merito a quanto sopra descritto una piena e diretta responsabilità;

INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA DELLA REGIONE LOMBARDIA ROBERTO FORMIGONI NONCHÈ L’ASSESSORE REGIONALE ALLE INFRASTRUTTURE E MOBILITA’ RAFFAELE CATTANEO PER CONOSCERE:

quali azioni abbiano già intrapreso o nel caso non abbiano ancora provveduto quali intendano intraprendere per risolvere le problematiche sopra descritte.

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