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Egregio sig. Sindaco, egregi Assessori e Consiglieri comunali,
l’Italia dei Valori ha deliberato di inviare a tutti gli amministratori comunali della provincia di Pavia il presente appello chiedendo di bloccare l’ormai avviato processo di privatizzazione dell’acqua.
Il nostro Partito ha fatto proprie le istanze e le osservazioni del Forum italiano dei movimenti per l’acqua ed ha combattuto strenuamente contro la privatizzazione dell’acqua.
L’Italia dei Valori è stata la SOLA forza politica (anche tra i c.d. partiti di opposizione rappresentati in Parlamento) che ha avuto il coraggio di votare, in Parlamento, in modo compatto e sempre coerente contro la dismissione del patrimonio idrico a favore dei privati.
La situazione della provincia di Pavia, con la creazione dell’AATO-pilota e la pubblicazione del bando di gara per l’affidamento del servizio di erogazione, genera enormi preoccupazioni sia di ordine economico che di ordine gestionale.
Incidentalmente ricordiamo che la delibera  nr 12 del 12 Maggio 2009 del CO.VI.R.I. (Comitato Vigilanza Rrisorse Idriche) boccia il piano d’ambito di ATO Pavia e che l’Autiorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha dato parere negativo sull’’impianto normativo che ha ispirato la gara bandita da ATO Pavia in data 20 Ottobre 2009 non tutela il libero mercato e un regime di reale concorrenza.
Si consideri, poi, che la Corte Costituzionale, con sentenza 307/2009 del 16-20/11/2009 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 49, comma 1, della legge della Regione Lombardia 12/12/2003 n. 26, e successive modificazioni (norma che prevedeva la separazione necessaria tra gestione delle reti idriche e servizio di erogazione). Sulla base della legge regionale sopra richiamata i Comuni della provincia di Pavia hanno conferito all'A.A.T.O. le proprie reti: tutta la procedura di conferimento delle reti da parte dei Comuni deve quindi considerarsi illegittima e travolta dalla declaratoria di incostituzionalità.
Numerose regioni (Emilia Romagna, Piemonte, Marche, Puglia, Toscana, Liguria), inoltre, hanno preannunciato la presentazione di un ricorso alla Corte Costituzionale avverso la decisione della definitiva approvazione dell'art. 15 del Decreto Ronchi. L'eventuale accoglimento delle istanze di incostituzionalità travolgerebbe tutto il procedimento instaurato, nonché l'assegnazione del servizio di erogazione susseguente al bando di gara.
Infine, contro il contenuto della legge hanno già avuto modo di sollevare dubbi persino formazioni politiche facenti parte della maggioranza: es.: la Lega Nord ha dichiarato - attraverso il vice capogruppo della Lega alla Camera,  Marco Reguzzoni, che "il testo che è arrivato dal Senato è migliorativo rispetto a quello originario, però noi l'articolo 15 (quello sui servizi pubblici locali, ndr.) avremmo voluto migliorarlo per farlo corrispondere con la nostra posizione storica a favore dell'acqua pubblica".
Siamo certi che le scellerate scelte nazionali, supinamente adottate – nella più assoluta disinformazione dei cittadini – dalle pubbliche amministrazioni della provincia di Pavia sotto la malcelata minaccia della Regione Lombardia di non poter accedere a fondi necessari per gli interventi strutturali, poteranno come effetto nel breve periodo un NOTEVOLE INCREMENTO DELLE TARIFFE.
In questa particolare congiuntura economica più che mai, siamo certi che il nostro territorio non possa sopportare il fondato rischio di triplicazione o quadruplicazione dei costi che graveranno sulle tasche dei cittadini e delle imprese.
Inoltre siamo convinti che la separazione tra erogazione e gestione comporterà un progressivo impoverimento del livello di manutenzione degli impianti e delle infrastrutture, con conseguenze sull’ambiente e sulla salute dei cittadini.
Riteniamo, però, che in extremis si possa ancora bloccare il processo in atto e che le amministrazioni comunali tutte, indipendentemente dal colore politico delle maggioranze che le guidano, abbiano il potere ed il DOVERE di scongiurare i rischi sopra detti.
Nei Comuni della provincia nei quali il nostro Partito è rappresentato da consiglieri comunali, è già stato depositato un OdG urgente per chiedere la costituzionalizzazione dell’acqua, la sospensione della gara bandita e l’impegno a richiedere una nuova convocazione dell’AATO.
Invitiamo quindi a tutti i Sindaci a chiedere urgentemente la convocazione ex novo dell’ATO e ad annullare il bando di gara del 20 ottobre scorso.
Inoltre chiediamo a ciascun Comune di inserire con estrema urgenza nel proprio statuto la seguente frase:
Il Comune ritiene che l’acqua sia un bene pubblico e non una merce, e pertanto: – il servizio idrico integrato viene dichiarato servizio pubblico locale privo di rilevanza economica; – la rete di acquedotto, la distribuzione, le fognature e i depuratori sono di proprietà pubblica inalienabile e di competenza del Comune; – la loro gestione, unitariamente con l’erogazione del servizio, è  affidata a enti o aziende interamente pubbliche; – il Comune garantisce ad ogni cittadino residente e per le utenze domestiche una dotazione giornaliera gratuita di 50 litri per abitante».
Il nostro partito metterà in atto le necessarie campagne di informazione e di lotta, a fianco del Forum italiano dei movimenti per l’acqua e del GruppoAcqua della Provincia di Pavia e vigilerà sulle risposte che individualmente e coralmente saranno date da ogni singolo amministratore comunale.
I cittadini e le imprese hanno il diritto di conoscere se ciascuno dei propri rappresentanti si è battuto per gli interessi collettivi o se ha deciso di svilire il proprio ruolo a mero esecutore di un progetto a servizio di interessi lobbystici.
 


IDV su acqua per Sindaci Assessori Consiglieri CITTADINI


OG ACQUA per Pavia  URGENTISSIMO

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