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MANI PULITE: DI PIETRO, IO HO FATTO IL MIO DOVERE
Milano, 17 feb. - Antonio Di Pietro, che come pm e' stato protagonista dell'inchiesta Mani Pulite, a vent'anni di distanza rivendica i risultati del suo lavoro. '''Io - sottolinea - ho fatto il mio dovere, come muratore facevo muri dritti, da metalmeccanico coltelli e forchette dritte e come pm scoprivo reati''.

MANI PULITE:DI PIETRO,20 ANNI FA TUMORE, OGGI C'E' METASTASI DOPO 20 ANNI SITUAZIONE E' PEGGIORATA
Milano, 17 feb. - ''Dopo venti anni la situazione e' peggiorata'': lo ha detto Antonio Di Pietro arrivando alla manifestazione per il ventennale di Mani Pulite. ''Venti anni fa - ha spiegato - avevamo un paese malato di tumore grave, oggi siamo alla metastasi''. E' diventato, infatti, piu' difficile scoprire i reati, anche per le nuove leggi, e ''che i reati siano diagnosticati come tali. Si dice che il tumore e' un foruncolone''.

MANI PULITE: DI PIETRO "DOPO 20 ANNI SITUAZIONE PEGGIORATA"
 Milano, 17 feb. - "Dopo 20 anni la situazione e' peggiorata. Vent'anni fa il paese era malato di tumore, oggi e' degenerato in metastasi. Oggi e' piu' difficile di prima anche scoprirli, i reati, oggi non si dice piu' che un reato e' tale, si dice che un tumore e' un foruncolone". Lo ha detto il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, poco prima dell'inizio, al Teatro "Elfo Puccini" di Milano, della manifestazione "Venti anni da Mani Pulite e rubano ancora...". Il teatro e' gremito in ogni ordine di posti e centinaia di persone non sono riuscite a entrare. Ai giornalisti che gli chiedevano se fosse pentito dell'esperienza di Mani Pulite, Di Pietro ha risposto: "Io ho sempre fatto il mio dovere. Quando facevo il muratore costruivo i muri dritti, da pm trovavo i reati".

CORRUZIONE. DI PIETRO: SEVERINO DEVE STUDIARE? E LA MADONNA...
Roma, 17 feb. - "Il ministro Severino dice che deve studiare il caso per capire come deve affrontare la corruzione. E la Madonna..." Antonio Di Pietro si dice sorpreso per il modo in cui il governo sta affrontando il dossier 'corruzione'. "Ma chi volete che viene a investire in Italia- chiede Di Pietro- con istituzioni inquinate fino al punto che se non sei recidivo non puoi fare carriera?" Il motivo della mancata crescita, aggiunge, "non e' perche' abbiamo l'articolo 18, ma perche' abbiamo un'Italia non credibile nelle sue istituzioni".

MANI PULITE. DI PIETRO SI COMMUOVE: QUANTE SOFFERENZE SOPPORTO
Roma, 17 feb. - "Il ricordo aiuta ad avere un futuro migliore", dice Antonio Di Pietro chiudendo a Milano l'incontro pubblico per ricordare il ventennale di Mani Pulite. L'ex pm, nel corso del confronto, ha testimoniato tra lacrime di commozione "le sofferenze" che ancora gli arreca il dover difendere l'inchiesta contro Tangentopoli. "Ho 320 cause per diffamazione nei confronti di coloro che hanno offeso l'inchiesta Mani Pulite- dice il leader Idv- Berlusconi si lamenta dei processi che ha subito lui, ma io sono stato messo sotto inchiesta 27 volte per aver fatto l'inchiesta Mani Pulite. Non mi sono mai ribellato e ringrazio la Magistratura che l'ha fatte quelle inchieste, perche' chi si sente in pace con la coscienza e con le leggi non ha nulla da temere dal magistrato", dice il leader di Idv.

MANI PULITE:DI PIETRO "CELEBRA"20 ANNI"ITALIA CAMBIA GRAZIE A CITTADINI"
Milano, 17 feb. - A 20 anni dall'arresto di Mario Chiesa e' stato celebrato oggi a Milano, in un Teatro "Elfo Puccini" gremito in ogni ordine di posto (centinaia di persone addirittura non sono potute entrare), l'anniversario dell'inchiesta Mani Pulite. La parte del mattatore e' spettata all'ex pm, oggi leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro il quale ha spiegato: "Dopo 20 anni la situazione e' peggiorata. Nel 1992 il Paese era malato di tumore, oggi ormai e' in metastasi. Oggi e' piu' difficile di prima scoprire i reati, anche perche' si tende a chiamarli in un modo diverso: si chiama tumore e vogliamo chiamarlo fruncolone". D'accordo con Di Pietro sul passato, ma piu' fiducioso nel presente, invece, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia: "Mani Pulite ha scardinato un sistema che si era insinuato nella societa', ma adesso stiamo vivendo un periodo nuovo, in cui governano persone per bene, che hanno credibilita' per sconfiggere la corruzione. L'Italia sta cambiando perche' c'e' una partecipazione diretta dei cittadini". Di Pietro ha poi voluto spostare l'attenzione sul periodo successivo a Mani Pulite: "Quello che e' successo tra il 92 e il 94 e' ben poca cosa rispetto a quanto abbiamo dovuto fare dal 95 in poi per non far dimenticare Mani Pulite, a costo di centinaia di cause di diffamazione".

MANI PULITE:DI PIETRO "CELEBRA"20 ANNI"ITALIA CAMBIA GRAZIE A...-2-
Milano, 17 feb. - L'ex sindaco di Palermo ed attuale esponente dell'Italia dei Valori Leoluca Orlando ha invece fatto un parallelo tra quanto fatto da Mani Pulite a Milano e la lotta alla mafia in Sicilia. "Prima del 92 c'era rassegnazione nei confronti di un sistema politico corrotto, se siamo qui ora e' merito di quanto successo allora a Milano e Palermo - ha spiegato -. Quell'epoca ha prodotto una primavera in tutti i comuni d'Italia. Questa stagione e' una risorsa per la democrazia del nostro Paese". Ha preso poi la parola l'attuale esponente dell'Api, gia' inquisito di Mani Pulite, Bruno Tabacci, il quale oltre a ricordare il suo personale score di 2 a 0 nei confronti di Di Pietro (nel senso che per due volte e' stato prosciolto), ha commentato: "La situazione politica da allora e' peggiorata, l'esito di Mani Pulite ha portato Berlusconi. Ricordiamoci che l'ex presidente del Consiglio e' stato il primo a cavalcare l'onda di Mani Pulite con Fede e Brosio che erano diventati i principali megafoni del pool. Poi, una volta finiti i processi, Berlusconi ha vinto le elezioni e ha chiamato subito Di Pietro e Davigo al Governo, meno male che loro hanno rifiutato. Da li' e' iniziato il Berlusconismo che non ha nulla a che vedere con il quarantennio democristiano. Nel 1946 tre quarti del Parlamento era formato da laureati, oggi sono solo il 60%, vuol dire che l'attuale classe politica ha creato una pletora di servi". La conclusione e' stata affidata ad Antonio Di Pietro che ha spiegato: "E' possibile cambiare facce, cambiare persone e cambiare le leggi".

MANI PULITE/ DI PIETRO: FINII SOTTO 27 INCHIESTE, NON MI LAMENTO [1]AL TEATRO PUCCINI GREMITO: "E BERLUSCONI INVOCA PRESCRIZIONE..." 
Roma, 17 feb. - "Non avete idea di quante sofferenze ho ancora ora per quegli anni...". Antonio Di Pietro parla così al un teatro Elfo Puccini di Milano, gremito, come si vede anche nella diretta streaming, per la convention organizzata in occasione dei vent'anni da Mani pulite. "Ancora ora - ha detto l'ex pm del pool di Milano - dedico il 70 per cento del mio tempo a difendermi: ho circa 320 cause per diffamazione". "Ho dovuto subire e subisco - ha continuato - Berlusconi si lamenta dei processi che ha dovuto subire lui, io sono stato messo sotto inchiesta 27 volte e ringrazio la magistratura per averlo fatto: se non avessi avuto quelle indagini, nei miei confronti ci sarebbe stato sempre il dubbio che avessi sbagliato da privato o da pm. Chi è in pace con la propria coscienza non ha nulla da temere dai magistrati". "Ancora in queste ore persone che hanno governato o vogliono governare si arrabbiano, vantandosi quasi di essere stati assolto per prescrizione", ha sottolineato il leader dell'Idv. "Mafiosi!", si sente urlare dalla platea.

ROMA: DI PIETRO, SORELLA DI ALEMANNO DIRETTORE AGENZIA TERRITORIO
Roma, 17 feb - Revocare la nomina di Gabriella Alemanno, sorella del sindaco di Roma Gianni Alemanno, a direttore dell'Agenzia del territorio. A chiederlo il leader dell'Idv Antonio Di Pietro. La richiesta arriva con un'interrogazione al Presidente del consiglio e ministro dell'economia e finanze Mario Monti. "Le spese di rappresentanza dell'Agenzia del territorio - spiega Di Pietro nel documento - sono passate da 80 mila euro a un milione nel 2010 per sfiorare, secondo le previsioni per il 2011, il milione e mezzo". A destare sospetti, spiega ancora Di Pietro, le spese relative a pranzi, convegni e gioielli tutti pagati con soldi pubblici. Nel rispetto di un a linea di sobrietà chiesta alle strutture che dipendono dal Ministero dell'economia, il premier Monti, con una circolare, ha chiesto "di assicurare l'economicità e l'efficienza nell'azione amministrativa". Nonostante ciò le rendini dell'Agenzia del territorio restano a Gabriella Alemanno con la conferma della carica dello scorso 3 febbraio.

BENI CULTURALI:VILLA TRITONE;IDV,MIBAC RIVENDICHI PRELAZIONE PIETRO E PALANGIANO PRESENTANO INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
Napoli, 17 feb. - Una richiesta, affinche' il Ministero dei Beni Artistici e Culturali eserciti il diritto di prelazione sulla vendita di Villa Tritone, a Sorrento, giunge dal leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, e dal deputato campano, Antonio Palagiano, che oggi hanno depositato un'interrogazione parlamentare sulla vicenda firmata anche da Pierfelice Zazzera, capogruppo IDV in Commissione Cultura alla Camera. ''E' notizia di questi giorni - dicono in una nora Di Pietro e Palangiano - l'ennesima alienazione di uno dei patrimoni piu' prestigiosi della Campania, nella Terra delle Sirene, Villa Tritone, dimora storica in Sorrento di Benedetto Croce, che si affaccia sul Golfo di Napoli e luogo di culto di Torquato Tasso quando la Villa era adibita a convento''. ''Trentacinque milioni di euro, questa la cifra che conferira' ad una famiglia russa la proprieta' di questo prezioso bene immobiliare e storico, sul quale noi dell'Italia dei Valori chiediamo al Ministero dei Beni Culturali di esercitare il diritto di prelazione'', ribadiscono i due esponenti di Italia dei Valori. ''All'interno di Villa Tritone - proseguono i deputati IDV - si trovano i resti di un'antica villa romana e una collezione di reperti dichiarati di eccezionale interesse storico e archeologico; perdere un sito cosi' importante, non solo per la citta' di Sorrento, ma per l'Italia tutta, sarebbe gravissimo poiche' verrebbe negata  ai cittadini la possibilita' di fruire di uno spazio cosi' suggestivo e ricco di storia''. ''Chiediamo, quindi, al Ministro Ornaghi di non abbandonare il patrimonio storico nazionale, di impegnarsi per la sua doverosa valorizzazione e, infine - concludono Di Pietro e Palagiano - di far valere il diritto di prelazione su Villa Tritone, affinche' resti nell'intera disponibilita' dei sorrentini e dei cittadini italiani''.

 

 

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