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CORRUZIONE. DI PIETRO: RATIFICARE SUBITO CONVENZIONE STRASBURGO
Roma, 16 feb. - "E' dal 1999 che l'Italia attende la ratifica della Convenzione di Strasburgo contro la corruzione. Non dobbiamo perdere altro tempo". Lo dice il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. "Basterebbe l'approvazione di un solo articolo con un solo comma per ottenere la ratifica e metterci in linea con il resto d'Europa- aggiunge- cosi' si potrebbero risparmiare circa sessanta miliardi all'anno, visto che tanto si spreca per la corruzione. Non ci vuole molto. E' una normativa che conoscono tutti, persino la stragrande maggioranza dei delinquenti".
CORTE CONTI: DI PIETRO, DDL ANTI-CORRUZIONE E' LETTERA MORTA
Roma, 16 feb. - "L'Italia dei Valori condivide l'allarme lanciato dal presidente della Corte dei Conti sulla corruzione. In Parlamento abbiamo presentato diverse proposte di legge contro l'evasione, la mala amministrazione che giacciono da anni nei cassetti delle commissioni". E' quanto afferma in una nota il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che aggiunge: "Il nostro disegno di legge per contrastare la corruzione, presentato da oltre un anno, è rimasto lettera morta, perche nessuna forza politica lo vuole mettere all'ordine del giorno della discussione del Parlamento. Purtroppo la politica continua a rimaner sorda e spesso fa parte di quel sistema denunciato oggi, basti notare l'altissimo numero di inquisiti e condannati per reati gravi presenti fra i banchi del Parlamento". "In un momento di crisi economica cosi grave - sottolinea ancora il leader IdV - occorre riproporre con forza la questione morale in modo da contrastare quel connubio fra corruzione ed economia che paralizza qualunque crescita e sviluppo, tarpando le ali al futuro del nostro Paese. E' il momento di dire basta alla gara delle ipocrisie e chiediamo a tutte le altre forze politiche di esaminare e condividere al più presto le proposte in materia. Per dare il buon esempio servirebbe solo un giorno, tanto basta infatti per ratificare la convenzione di Strasburgo del 1999 in materia di lotta alla corruzione". "Questa è già operativa negli altri Paesi dell'Unione europea, mentre in Italia, dove imperversa la corruzione, chissà perché il Parlamento di qualsiasi colore politico si è sempre rifiutato di ratificarla", conclude.
FREQUENZE TV: DI PIETRO, GOVERNO PRIGIONIERO DI BERLUSCONI
Roma, 16 feb. - ''Oggi con la bocciatura dell'emendamento dell'Italia dei Valori, che imponeva di mettere subito all'asta le frequenze televisive, abbiamo avuto la conferma che questo Governo continua ad essere prigioniero di Berlusconi e dei suoi sodali''. Lo afferma il presidente dell'IdV, Antonio Di Pietro, commentando l'inammissibilita' dell'emendamento al decreto sulle liberalizzazioni per cancellare il beauty contest. ''Mentre si chiedono sacrifici alla povera gente, ai giovani, ai pensionati, ai precari, si fanno lauti regali a Mediaset e alla Rai. In fondo - continua - siamo stati gli unici a denunciarlo sin dal primo momento, quest'esecutivo e' in vita grazie agli accordi sottobanco fatti anche di scambi tra frequenze regalate a Berlusconi e voti di fiducia da parte del Pdl. Anche questa volta, lo spot del Governo sul blocco del Beauty Contest si e' rivelato solo una bolla di sapone: fumo negli occhi dei cittadini che pagheranno sulla loro pelle. E' uno schiaffo agli italiani e l'ennesimo favore ai soliti noti. L'IdV non si arrende e proseguira' in solitudine questa battaglia, visto che questa pseudo maggioranza al completo continua a fare orecchie da mercante e a tacere rendendosi complice''.
DI PIETRO, DA VATICANO NESSUNA COLLABORAZIONE SOSTANZIALE MOZIONE PER SAPERE COME MONTI VUOLE RAPPORTARSI CON LA CHIESA
Roma, 16 feb. - 'Nell'inchiesta Mani Pulite la banca vaticana era un canale preferenziale, anzi il luogo di occultamento finale preferito per molto denaro frutto di corruzione. La stessa tangente Enimont, in parte, e' finita in Vaticano, come altre'. Antonio Di Pietro intervistato dal Fatto quotidiano parla delle gerarchie vaticane e dello Ior. 'Ho avuto rapporti istituzionali, anche da magistrato con le autorita' giudiziarie del vaticano - dice Di Pietro - e ho capito che ci sono due Chiese. C'e' la Chiesa di popolo, di servizio, di fede e c'e' la Chiesa degli Affari, degli intrighi e soprattutto dell'omerta''. ''Tra le centinaia di rogatorie in tutto il mondo - ricorda Di Pietro - le risposte piu' insufficienti, anzi le piu' ipocrite le abbiamo ricevute dal vaticano. Non che ci raccontassero menzogne. Semplicemente non raccontavano'. Quanto alle imposte sugli immobili non di culto Di Pietro osserva: 'La Chiesa ha detto ha detto di essere disposta a collaborare. Di nuovo lo stesso meccanismo, grandi proclami, grande rispetto per le istituzioni, ma poi? La sostanza?'. 'Stiamo preparando una mozione per invitare il governo a chiarire come intende rapportarsi con la Chiesa se in rapporto di parita' o di subalternita'. Il rispetto di due Stati sovrani e' una cosa, la sudditanza e' un'latra. E parlo da cattolico. Ma si puo' essere buon cattolico soltanto se si vive in uno Stato laico'.
TANGENTOPOLI: DI PIETRO "SE NESSUNO SEMINA LE ERBACCE RICRESCONO"
Roma, 16 feb. - "Per me Mario Chiesa ha rappresentato la chiave di accensione per far partire una macchina che stavamo preparando da 2-3 anni. La particolarita' e' stata che il nuovo codice penale, l'informatica e l'invenzione del fascicolo virtuale ci hanno permesso di aggregare una serie di dati". Cosi' il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, ospite a "Omnibus" su La7, e' tornato sull'inchiesta Mani Pulite a 20 anni dall'arresto di Mario Chiesa che la proietto' agli onori della cronaca. "Cossiga - ha aggiunto - non mi ha mai tolto la volonta' di andare avanti nelle indagini, anzi si aspettava molto dall'inchiesta perche' sapeva della degenerazione della politica. Lui ha avuto una grande attenzione, un grande rispetto e la speranza che si arrivasse a una soluzione". Quindi sul significato dell'inchiesta e di quel periodo: "Cos'ha prodotto Mani Pulite? C'e' un campo pieno di erbacce, il contadino lo ara ma se nessuno lo semina poi le erbacce ricrescono. E' un ruolo che non spetta al magistrato ma alla politica: rifiuto che Mani Pulite abbia prodotto la Seconda Repubblica, se la politica non ha fatto quello che doveva fare e' perche' i protagonisti o sono quelli di una volta o sono i loro portaborse".
OLIMPIADI. DI PIETRO: STOP NON COLPA MONTI MA DEL SISTEMA MALATO
Roma, 16 feb. - "Sulla rinuncia alla candidatura di Roma per le Olimpiadi non mi sento di dare la colpa a Monti perche' non si puo' mettere la firma su una cambiale in bianco senza avere i soldi. In Italia purtroppo non c'e' ancora un rilancio etico della gestione della cosa pubblica: prendersela con Monti e non con il sistema malato e' assurdo". Cosi' il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, ospite questa mattina di Omnibus, su La7.
RIFORME. DI PIETRO: COMINCIAMO O E' COITUS INTERRUPTUS
Roma, 16 feb. - "Non so se Monti in persona, ma il suo gruppo non finisce con le prossime elezioni. Alcuni continueranno a fare politica. Alle prossime elezioni i nuovi protagonisti proverranno in parte da questo governo, in parte da diversi movimenti, in parte dai sindaci. Ma deve cambiare la legge elettorale, altrimenti non si puo' andare al voto". Lo ha detto il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, ospite questa mattina di Omnibus, su La7. "In questo sistema ogni volta uno lancia una riforma c'e' un altro che rilancia. Dobbiamo cominciare dal finanziamento ai partiti? Facciamolo. Dobbiamo cominciare dalla riduzione dei parlamentari? Facciamolo. Dobbiamo cominciare dalla legge elettorale? Facciamolo. Ma cominciamo, senno' e' un coitus interruptus!".
ICI CHIESA, DI PIETRO (IDV): STIAMO PREPARANDO MOZIONE
Roma, 16 feb. - "Sono d'accordissimo sul fatto che determinate attività legate al culto siano esentate dall'Ici, ma questo - va da sé - non può valere per le attività commerciali". Così Antonio Di Pietro in merito alla questione dell'Ici per la Chiesa cattolica. E commenta così l'emendamento annunciato dal governo per riservare l'esenzione ai soli immobili in cui si svolge in modo esclusivo attività non commerciale: "Monti è un tuttologo che dice sì a tutti, promette tutto a tutti perché sa bene di poter iniziare tutto senza bisogno di finire nulla, tanto la sua legislatura è a termine. Anche ieri, per esempio, il governo ha prorogato il superamento del sistema delle province dal marzo 2012 al marzo 2013". E conclude: "Vedremo. Intanto stiamo preparando una mozione per invitare il governo a chiarire come intenda rapportarsi con la Chiesa, se in rapporto di parità o di subalternità. Il rispetto di due Stati sovrani è una cosa, la sudditanza di uno Stato all'altro è un'altra. E parlo da cattolico, ma si può essere un buon cattolico soltanto se si vive in uno Stato laico".
ICI CHIESA, DI PIETRO: NO A ESENZIONE PER LE ATTIVITA' COMMERCIALI
Roma, 16 feb. - "Sono d'accordissimo sul fatto che determinate attivita' legate al culto siano esentate dall'Ici, ma questo, va da se', non puo' valere per le attivita' commerciali". Cosi' il leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro a Il Fatto Quotidiano sulla possibilita' del pagamento dell'Ici da parte della Chiesa cattolica. E sull'annuncio di Monti di un emendamento per riservare l'esenzione ai soli immobili in cui si svolge in modo esclusivo attivita' non commerciale, Di Pietro commenta: "Monti e' un tuttologo che dice si' a tutti, promette tutto a tutti perche' sa bene di poter iniziare tutto senza bisogno di finire nulla, tanto la sua legislatura e' a termine. Anche ieri, per esempio, il governo ha prorogato il superamento del sistema delle province dal marzo 2012 al marzo 2013. Ha fatto bella figura dicendo di aver eliminato un pesante fardello per l'amministrazione dello Stato, ma dopo la legge s'e' fatto la pandetta per posticipare l'impegno...". Sulla vicenda Ici, annuncia Di Pietro, "stiamo preparando una mozione per invitare il governo a chiarire come intenda rapportarsi con la Chiesa, se in rapporto di parita' o di subalternita'. Il rispetto di due Stati sovrani e' una cosa, la sudditanza di uno Stato all'altro e' un'altra. E parlo da cattolico, ma si puo' essere un buon cattolico soltanto se si vive in uno Stato laico".
MOLISE. IDV, CRITERI TRASPARENTI PER PARTECIPAZIONE AZIONARIA NELLO ZUCCHERIFICIO
Roma, 16 feb. - "Servono criteri trasparenti ad evidenza pubblica affinché la partecipazione azionaria nella società Zuccherificio del Molise venga acquisita da soggetti competenti e affidabili. Pertanto, il governo deve porre in essere, quanto prima, iniziative che vadano in questa direzione". Lo chiedono, in un'interrogazione Parlamentare il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, e la deputata IdV, Anita Di Giuseppe, al ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera. "Lo Zuccherificio di Termoli, che rappresenta un'importante risorsa occupazionale non solo per la Regione Molise, negli ultimi anni, ha subito una forte crisi, tanto da legare la sua sopravvivenza alle politiche di aiuti messe in atto dalla Comunità Europea e dallo Stato. Il capitale della società è misto pubblico-privato e la Giunta regionale, in passato, ha delegato il controllo della governance a un socio privato, individuato però al di fuori di qualsiasi procedura di selezione sulla professionalità e sulla solidità industriale, patrimoniale, finanziaria, come richiesto dalla legge. Alla ricapitalizzazione per sventare il fallimento dell'azienda ha aderito, per il momento, solo il socio pubblico, ovvero la Regione Molise che ha anche potere decisionale. Ma la Regione non ha, a tutt'oggi, un piano immediato né tantomeno le idee chiare sul numero di ettari che verranno seminati, la durata della campagna, il numero di produttori di bietola sui cui fare affidamento. Inoltre, l'analisi dei bilanci dello Zuccherificio relativi al triennio 2008-2010 evidenzia l'andamento dell'azienda in palese disequilibrio economico e finanziario. La strategia messa a punto dall'Esecutivo regionale, a fronte dell'ingente mole di capitale pubblico investito nello Zuccherificio del Molise, ha dimostrato il suo fallimento nella prospettiva di rilancio del settore alimentare. Perciò chiediamo al ministro Passera quali iniziative intenda assumere, nell'ambito delle proprie competenze, per risolvere tale problema".