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CELENTANO: DI PIETRO "COMMISSARIARE DIRIGENTI RAI"
Roma, 15 feb. - "Si puo' essere piu' o meno d'accordo sulle cose che ha detto ieri sera Adriano Celentano - ed io, per chiarirci, lo sono - ma in un Paese libero e democratico la critica e' un diritto e la liberta' di espressione e' uno dei capisaldi della nostra Costituzione. Io e tutta l'Italia dei Valori vogliamo ringraziare Celentano per aver ricordato il nostro impegno referendario e quel milione e duecentomila cittadini che hanno sottoscritto la proposta per cambiare la legge elettorale. In fondo, i nostri padri costituenti non solo hanno dato la sovranita' al popolo, ma hanno garantito a esso i principi contenuti nell'articolo 21". Lo scrive sul suo blog il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che aggiunge: "L'anomalia non sta nel fatto che Celentano abbia ricordato il referendum, ma nel fatto che coloro che dovrebbero dare una risposta politica ai cittadini non la danno. E l'arte non puo' e non deve essere censurata. Lo ricordiamo a tutti questi soloni della politica che, in queste ore, si scandalizzano per le critiche trasparenti mosse da Celentano. Sono gli stessi che hanno taciuto quando direttori di tg, come Minzolini, facevano a pezzetti anche l'ombra dell'obiettivita' e dell'imparzialita' nel servizio pubblico". "I dirigenti Rai - prosegue Di Pietro - hanno molti problemi seri a cui pensare, primo fra tutti smettere di obbedire ai loro padrini politici di riferimento e iniziare a liberare l'azienda dal condizionamento dei partiti, rilanciando realmente il servizio pubblico. Il fatto che invece si preoccupino di censurare un grande artista come Adriano Celentano, che ha rilanciato temi fondamentali quali quelli dei diritti civili dei cittadini, e addirittura decidano di commissariare il festival di Sanremo spiega perche' l'azienda pubblica navighi in cosi' cattive acque". "Forse alla signora Lorenza Lei i programmi che vanno troppo bene e le voci libere danno fastidio. Cosi', dopo aver messo alla porta Michele Santoro, che da solo tirava un'intera rete, facendo una vera informazione e non da veline, adesso ha avuto la bella idea di provarci anche con Celentano che ieri le ha portato 14 milioni di spettatori. Insomma e' arrivato il momento di voltare pagina: bisogna commissariare i dirigenti Rai", conclude.
GOVERNO. DI PIETRO: DARE RISPOSTA A CITTADINI SU ABOLIZIONE PROVINCE
Roma, 15 feb. - "L'Italia dei Valori chiede oggi, con un'interrogazione urgente, che venga ritirato il ricorso, presentato dal governo Berlusconi, contro la decisone del Tar di chiudere a Monza le sedi distaccate di tre dicasteri: Economia e Finanza, Riforme e Semplificazione. E chiede chi pagherà i danni per tutti questi soldi pubblici spesi". Così il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, durante il Question Time. "È del tutto illogico, infatti, mantenere sedi ministeriali distaccate dopo che, con il decreto legge 201 del dicembre 2011, l'esecutivo aveva deciso di superare le Province, stabilendo che entro il 30 aprile di quest'anno bisognava fare una legge per decidere come distribuire i nuovi organi elettivi. Questo limite risulta poi prorogato di un anno. L'Italia dei Valori ha raccolto 420 mila firme per abrogare le Province, che sono diventate enti inutili e dispendiosi. Per questo, denuncio pubblicamente la Camera e il Senato che non danno ancora risposta a quelle migliaia di cittadini che chiedono di discutere in Parlamento questo disegno di legge e al governo di portarlo in Aula. Vediamo se questo Parlamento, una volta tanto, è degno del nome che porta".
ISTITUTI CULTURA: IDV, ETA' NON SIA OSTACOLO PER INCARICO DIRETTORE
Roma, 15 feb. - Il livello qualitativo dell'offer ta degli Istituti Italiani di Cultura all'estero si è abbassato notevolmente. Lo dice il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, sottolineando che gli Istituti, nell'80 per cento dei casi, sono retti da addetti con scarsa esperienza. Il leader Idv chiede di mettere "la persona giusta al posto giusto". Lo fa con un'interrogazione parlamentare rivolta al Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, e al Ministro della Cultura, Lorenzo Ornaghi. Per un massimo di dieci unità e in certe condizioni, la legge permette che a capo degli Istituti possano esserci persone esterne all'Amministrazione dello Stato. Di Pietro chiede di adottare "nei confronti dei dieci direttori di 'chiara fama', tutte le misure necessarie al fine di eliminare ogni elemento ostativo relativo all'età", in modo da dare spazio "alla provata professionalità e dedizione di coloro che per anni hanno contribuito ad elevare il prestigio culturale del nostro Paese". "L'età anagrafica - spiega infatti Di Pietro - così come avviene per la figura del senatore a vita, non può e non deve costituire un ostacolo insormontabile al ricorso, da parte dello Stato, a personalità che hanno acquisito negli anni una indiscussa professionalità e che hanno reso onore al nostro Paese".