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IDV LANCIA PATTO 'CITTADINO-FISCO', GOVERNO APRE DI PIETRO,1 EURO RECUPERATO 1 IN MENO DI TASSE;SI'FALSO BILANCIO
Roma, 1 feb. - Un nuovo modo di guardare al fisco e di combattere l'evasione fiscale. Lo propone l'Idv che presenta una mozione di legge alla quale il governo dice di guardare con un certo interesse. L'idea, spiegano il leader dell'Idv Antonio Di Pietro e il suo capogruppo alla Camera Massimo Donadi in una conferenza stampa a Montecitorio, e' semplice, ma allo stesso tempo ''rivoluzionaria''. Si dovrebbero incrociare tre tipi di dati anche on-line: quelli che emergono da dichiarazioni di reddito, le spese effettuate, le informazioni fornite dallo 'spesometro'. Solo aggregando questi dati, insiste Donadi, ''sara' possibile avere informazioni piu' precise che consentiranno cosi' di contrastare l'evasione fiscale''. E ogni volta che ci sara' disparita' tra le informazioni raccolte, l'Agenzia delle Entrate inviera' una lettera al contribuente per chiedere spiegazioni. Se queste non saranno sufficienti a giustificare la spesa sostenuta, scatteranno tutti gli accertamenti del caso. Poi, si legge ancora nella mozione dell'Idv che potrebbe essere recepita in un provvedimento del governo anche la prossima settimana, si propone un 'patto d'onore' tra Stato e contribuente: ogni euro che si recuperera' dall'evasione fiscale, sara' un euro in meno di tasse. Ma questa serie di misure deve essere raccolta in una norma di legge, insiste Di Pietro, perche' non si puo' accettare che la lotta agli evasori venga affidata solo alla buona volonta' di questo o quel governo. ''Serve una legge - incalza Donadi - che cristallizzi questi principi stabilendo obblighi come quello di riportare, in un prospetto allegato alla dichiarazione dei redditi, beni, immobili e attivita' finanziarie che si hanno in Italia e all'estero di qualsiasi tipologia. Poi, in ognuna delle fasi di bilancio, il governo dovrebbe inserire il 'tax gap', ovvero la previsione di quanto si intende recuperare nell'anno che comincia. Ma nella mozione si impegna anche il governo a ridisegnare le sanzioni penali che disciplinano il fenomeno dell'evasione a partire dal ripristino del reato di falso in bilancio. Se si adottassero questi nuovi criteri, assicura Di Pietro, si rafforzerebbe la lotta alla criminalita' organizzata. ''Si tratta di uno strumento mutuato dagli Stati Uniti dove, da 150 anni, lo si usa contro la criminalita' che e' il piu' grande produttore di liquidita' in Italia''. Il nuovo metodo prevede quindi il controllo annuale da parte dell'Agenzia delle Entrate degli oltre 20 milioni di codici fiscali dei cittadini italiani.
LIBERALIZZAZIONI: DI PIETRO, BUON INIZIO MA ERRORI TECNICI
Roma, 1 feb. - "Il decreto sulle liberalizzazioni e' un buon punto di partenza, ma contiene errori tecnici, strutturali, da correggere prima che il provvedimento venga approvato". Lo ha detto il presidente dell'Idv, Antonio Di Pietro, nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio. Per Di Pietro, "con un dibattito in Commissione anche su questo si possono ottenere risultati concreti".
MOLISE: DI PIETRO (IDV), RISOLVERE CRITICITA' DEFICIT SANITARIO REGIONALE
Roma, 01 feb. - Nel 2009 il Governo Berlusconi nominò il Presidente della Regione Molise, Michele Iorio, commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dei disavanzi sanitari. A causa della sua fallimentare gestione gli venne affiancata, in qualità di sub-commissario Isabella Mastrobuono. Ben presto, però, venne evidenziato il fatto che la suddetta struttura commissariale non avesse di fatto rispettato le indicazioni e gli indirizzi del Governo, non mantenendo inoltre gli impegni previsti dal piano di rientro dal deficit sanitario regionale. Da questo momento in poi diventa fitta la lista dei sub-commissari che vengono nominati, da Morlacco a Rosato. Nonostante tutto però, niente è servito a risanare il sostanzioso deficit, rimanendo confermato lo stato di criticità dell'intero servizio sanitario regionale stimato in 22.5 milioni di euro solo nel 2011. Per questo motivo, L'On. Antonio Di Pietro dell'Idv, si fa portavoce ha presentato un'interrogazione parlamentare al Ministro della Salute, per sapere se il Governo non ritenga necessario prevedere una revisione degli incarichi conferiti a Iorio ed ai sub-commissari a favore della nomina di un'unica figura di alto profilo di commissario super partes.
SANITA':MOLISE;DI PIETRO A GOVERNO,COMMISSARIO INDIPENDENTE
Roma, 1 feb. - ''Il Governo nomini un solo commissario ad Acta che sia realmente indipendente e non permetta al presidente della Regione Molise, Michele Iorio, di continuare a ricoprire quel ruolo''. Lo chiede il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, durante il question time di oggi alla Camera, in cui si interroga il governo sul buco di bilancio sanitario nella Regione Molise. ''In Molise, infatti, il bilancio regionale e' in fallimento. Il colpevole e' il presidente della Regione Molise che, ormai alla sua terza legislatura, ha mandato in fallimento anche le casse della Regione. La maggiore spesa e' quella della Sanita' e per questo, Michele Iorio e' stato nominato commissario dal precedente governo. E' stato come affidare a Dracula la direzione del pronto soccorso. Inoltre, a Iorio sono stati affiancati altri due sub-commissari. Per questo chiedo: ha senso affidare la gestione commissariale della sanita' del Molise al presidente della Regione? Ha senso mantenere tre commissari? Nonostante cio', ci sono 50 milioni di euro di deficit, che sarebbero stati ben 130, se non avessero fatto pagare altre tasse ai cittadini. A norma di legge non si impone che 'bisogna' nominare il presidente della Regione come commissario ad acta. La norma impone, invece, che il governo, quando rileva un deficit strutturale da cui il governatore della Regione non riesce a venire a capo, deve nominare un commissario ad acta. Prendiamo atto che il governo vuole dare un'altra chance a Iorio, anche se faccio presente che sono gia' cinque anni che ricopre il ruolo di commissario ad acta, ma quando si fallisce bisogna avere il coraggio di bocciare, come si fa con gli studenti. Ogni soldo speso in Molise, Iorio lo ha speso per le clientele e per ingraziarsi un elettorato di riferimento. Noi dell'Italia dei valori seguiremo le misure che il governo ha intenzione di adottare a riguardo, ma fra quindici giorni ripresenteremo un'altra interrogazione e stiamo gia' trasferendo gli atti alla procura della Repubblica. Intanto, chiediamo al governo: lasciate un solo commissario ad acta nominato da voi che sia realmente indipendente''.
FISCO/ DI PIETRO: GOVERNO ASSUMA PROPOSTA IDV ANTI-EVASIONE CONTROLLARE DIFFERENZA TRA REDDITO DICHIARATO E SPESE
Roma, 1 feb. - Il Governo pare interessato alla proposta di Idv contro l'evasione fiscale, ora passi "dalle parole... non dico ai fatti, ma all'impegno". Antonio Di Pietro, leader Idv, lo ha detto durante una conferenza stampa convocata per illustrare i contenuti della proposta del suo partito e per presentare la mozione predisposta su questo argomento. "La nostra proposta contiene uan 'rivoluzione culturale' nel rincorrere l'evasione fiscale: finora il sistema dei controlli si è basato, e si basa, sulla ricerca di quanto reddito effettivo il contribuente produce annualmente, per verificare se quello che ha dichiarato corrisponde al reddito effettivo. E' evidente a tutti la debolezza di questo sistema, devi andare a scoprire l'ago nel pagliaio, il più delle volte non sapendo dove cercare". Dunque, "la nostra proposta rivoluziona il sistema: non si va più a cercare quanto reddito ha prodotto un soggetto, ma si controlla quanto ciascuno, ciascuna partita iva, ciascun codice fiscale, ha speso effettivamente, quanti soldi sono usciti dalla sua disponibilità. Si considerino d'ufficio produzione del reddito tutte quelle spese che superano quanto dichiarato". Per Di Pietro, "c'è una miriade di realtà in cui si spende di più di quanto risulta abbiano incassato durante l'anno. Non c'è bisogno di chiedere all'interessato, c'è la possibilità di aggregare i dati e di poter dare indicazione ben precisa. Ovviamente il nostro impegno è anche quello che nella spesa si deve ricorrere ad un sistema trasparente di spesa, ridurre al limite il contante".
FISCO: DI PIETRO-DONADI, EVASIONE? INCROCIAMO REDDITI E SPESE
Roma, 1 feb. - Antonio Di Pietro e Massimo Donadi la chiamano la "rivoluzione copernicana del fisco". La mozione dell'Idv prevede, infatti, di sostituire il sistema fiscale in vigore, basato sul confronto tra reddito percepito e reddito dichiarato, con un sistema basato sull'incrocio di tre dati: "Si tratta di una rivoluzione copernicana perche' non si rincorrono piu' i redditi", ha spiegato il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi: "Ogni anno, ogni codice fiscale viene incrociato a tre dati: reddito, spese effettive della famiglia e 'spesometro'. Ogni volta che incrociando i dati si nota una discrepanza parte un'attivita' 'friendly' dell'Agenzia delle Entrate, con una lettera in cui si chiede di giustificare quella discrepanza. Al termine di questa procedura amichevole, parte il controllo fiscale vero e proprio". Per Donadi, questo consentirebbe di recuperare "i 120 miliardi di imposte fin qui non pagati". Un'impresa che avrebbe, nelle intenzioni dell'Idv, una ricaduta immediata sul prelievo: "Ci sembra doveroso che si faccia qui, oggi, un patto di ferro tra contribuenti e Stato. Per ogni euro recuperato deve corrispondere un euro in meno di tasse. Cio' significhera' piu' soldi nelle tasche degli italiani".
FISCO: DI PIETRO-DONADI, EVASIONE? INCROCIAMO REDDITI E SPESE (2)
Roma, 1 feb. -Per fare in modo che il sistema duri al di la' delle maggioranze, "tutto deve essere fatto con norme di legge: in ognuna delle fasi di bilancio il governo deve inserire il 'tax gap', ovvero quanto si intende recuperato nell'anno che si apre". Un ultimo aspetto sottolineato dall'Idv e non trascurabile riguarda la lotta alla criminalita' organizzata: "Si tratta di uno strumento mutuato dagli Stati Uniti dove, da 150 anni, lo si usa contro la criminalita' che e' il piu' grande produttore di liquidita' in Italia". L'Idv, ha spiegato Di Pietro, "non fa parte della maggioranza strana strana, ma con questo governo vuole lavorare e collaborare: laddove ci sono proposte valide, le appoggeremo; quando non le riterremo sbagliate non le appoggeremo; quando avranno dei margini di miglioramento lavoreremo per migliorarle. La causa del maggior debito pubblico e' l'enorme quantita' di evasione ed elusione fiscale. La nostra proposta ha suscitato l'interesse del governo ed oggi vogliano vedere se l'esecutivo passa dall'interesse all'impegno e di li' ai fatti. Questo Parlamento, se non stimolato 'spintaneamente', non affronterebbe mai il problema spontaneamente".
FISCO: DI PIETRO-DONADI, EVASIONE? INCROCIAMO REDDITI E SPESE (3)
Roma, 1 feb. - La prima caratteristica del decreto, ha detto ancora Di Pietro, "sta nella rivoluzione culturale nel contrasto all'evasione fiscale. Finora i controlli si basavano sul reddito dichiarato e sul reddito effettivamente ricevuto. Bisogna cosi' andare a cercare quello che e' nascosto". Con la proposta dell'Idv, la prospettiva cambia: "Non si va piu' a cercare quanto reddito prodotto, ma rispetto a ciascuno codice fiscale, quanto ha consumato. Si considerano cosi' produzione del reddito tutte quelle spese che superano il reddito dichiarato". Gli strumenti, ha assicurato Di Pietro, ci sono: "L'informatica, la tecnologia. C'e' la possibilita' di aggregare i dati". Per fare questo, "ovviamente si deve ricorrere a un sistema di meccanismi che rendano tracciabile la spesa", dai bonifici agli assegni, passando per bancomat e carte di credito. La pressione fiscale e' elevata. Con l'introduzione di questo meccanismo, per ogni euro recuperato all'evasione, corrispondera' un euro in meno di tasse".
LAUREA, IDV: GOVERNO NON CONDANNI UNIVERSITA' A MEDIOCRITA'
Roma, 01 feb. "Non privare la laurea del suo valore legale, utile a certificare il compimento di un percorso di studi e l'acquisizione di determinate conoscenze". Lo chiede il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, insieme con i deputati IdV, Silvana Mura e Pierfelice Zazzera, in un'interrogazione parlamentare al Ministro dell'Istruzione, Profumo, e alMinistro dello Sviluppo economico, Passera. "L'abolizione del valore legale del titolo di studio universitario eliminerebbe qualunque riconoscimento pubblico o esterno alla valutazione degli ordini professionali, rafforzando quest'ultimi e ponendosi in direzione contraria rispetto ad un vero processo di liberalizzazione delle professioni, che il governo sembra voler intraprendere. Inoltre, tale abolizione invece di favorire la competizione tra atenei, penalizzerebbe le universita' e gli studenti piu' deboli, provocando una corsa al ribasso a discapito dell'offerta formativa e dei servizi. Con l'effetto di condannare un gran numero di sedi universitarie a una lenta agonia per inedia o, nella migliore delle ipotesi, all'assoluta mediocrita'. Pertanto, si chiede ai ministri competenti come intendano far fronte a queste gravi problematiche in modo da salvaguardare le pari opportunita', il merito e l'eccellenza italiani, distribuiti su tutto il territorio nazionale".