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OPERE PUBBLICHE: DI PIETRO "QUELLE INCOMPIUTE SONO FURTO A CITTADINI"

Roma, 30 gen. - "In Italia ci sono 320 opere pubbliche interrotte. Le hanno iniziate, ci hanno speso una montagna di soldi e poi le hanno lasciate a meta'. Sono monumenti allo spreco, al malgoverno, alla corruzione e alla clientela". Lo scrive sul suo blog il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che aggiunge: "In tutto il territorio nazionale ci sono tantissimi lavori rimasti incompiuti: ospedali, ponti, strade, dighe, asili, case di riposo per anziani, impianti sportivi per i giovani, linee ferroviarie, teatri e case popolari. Opere che dovevano servire a migliorare la vita dei cittadini e invece sono servite solo ad arricchire qualche amico degli amici. Gli hanno dato l'appalto, pur sapendo che i soldi non sarebbero bastati. Uno spreco per la comunita', ma un regalo per il cliente. Il ponte sullo Stretto e' il simbolo di questo immenso furto ai danni dei cittadini, perche' sono loro a dover pagare, con le tasse, opere incomplete, iniziate solo per ingrassare la clientela dei clan politici locali e nazionali. Se vogliamo voltare pagina, a partire da ora, e dopo le elezioni, con un nuovo governo che dovra' ricostruire l'Italia una volta usciti dall'emergenza, sanare questo scempio e impedire che si ripeta dovra' essere uno dei nostri primi doveri - sottolinea l'ex pm -. Bisogna fissare regole chiare, semplici e tassative per l'avvio di opere pubbliche. Una delle quali, a mio parere, deve essere l'accordo con le comunita' locali. Tante volte, in Italia, si realizzano opere che i cittadini non vogliono, ma che servono per fare un favore a qualcuno, e non si costruiscono dove i cittadini vorrebbero, solo perche' li' non ci sono interessi da curare. In questo modo, non si portano a termine i lavori dove, invece, sarebbero necessari e urgenti nell'interesse della comunita'".

 

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