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"Davide Boni usa tecniche da falsario: diffama e mistifica pur di difendere la 'sua' casta"
Milano, 26 gennaio 2012 - “Il presidente Davide Boni rivela che sono l’unico consigliere regionale lombardo ad avere rinunciato all’iPad2 gentilmente offerto a spese (complessivi 50mila euro) dei cittadini? Non lo sapevo, e confesso che la cosa mi rende orgoglioso”. Gabriele Sola, consigliere regionale dell’Italia dei Valori, risponde così alle dichiarazioni rilasciate ieri a “La Zanzara”, su Radio 24, dall’esponente leghista. Il quale poi, però, ha provato a denigrarlo sostenendo che “in realtà Sola voleva anche le applicazioni gratis”.
“Capisco che Boni debba giustificare l’ennesimo stravizio, pagato da Pantalone ed allegramente incamerato dai suoi consiglieri padani. Spiace però che, pur di indossare al meglio i panni di alfiere della Casta, non abbia esitato ad usare tecniche da falsario. Secondo lui ‘l’iPad è uno strumento indispensabile senza il quale non si riesce più a lavorare in consiglio regionale?’. Balle utili a giustificare l’ennesimo, odioso privilegio: il discorso reggerebbe solo se esistesse qualche irrinunciabile applicazione finalizzata alla cosiddetta ‘dematerializzazione degli atti’ (ecco il mio riferimento ad un’eventuale app dedicata agli atti consiliari). Invece la diffusione di documenti tramite e-mail e web, come accade oggi, è del tutto compatibile con l’uso del personal computer, anch’esso graziosamente donato a tutti consiglieri (sempre, ovviamente, a spese dei cittadini) sin dall’inizio della legislatura. Da qui la mia decisione di rispedire l’iPad al mittente, cioè allo stesso Boni”.
“La lettera (qui allegata) con cui comunicavo al presidente la volontà di rinunciare all’iPad è chiarissima. Facevo infatti riferimento all’‘esigenza di limitare il più possibile i costi in capo alla pubblica amministrazione’. E rilevavo l’inutilità del gentile omaggio in assenza di strumenti ‘finalizzati alla dematerializzazione degli atti’. Era invece forse un po’ ingenua la premessa sulla presunta ‘intenzione di agevolare il nostro lavoro’”.
“L’atteggiamento di Boni - insiste Sola - conferma, piuttosto, che la guerra della Lega verso chi combatte per una politica più responsabile e meno spendacciona contempla l’utilizzo della tecnica più odiosa: la diffamazione. Un esercizio in cui, evidentemente, gli esponenti del Carroccio hanno acquisito una particolare dimestichezza. Tutelerò il mio buon nome e la mia reputazione nelle sedi competenti. Quanto alle ironie accennate in radio sul mio cognome - conclude il consigliere IdV -, caro Boni: molto meglio Sola di nome che sola di fatto!”.