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CRISI: DI PIETRO, PDL-PD-TERZO POLO UNITI ANCHE A ELEZIONI?
Roma, 24 gen. - Antonio Di Pietro ha ironizzato sulla mozione comune Pdl-Pd-Terzo polo sull'Unione europea. "Prendiamo atto che dopo la mozione comune sulla giustizia condividono anche la stessa politica estera, poi dicono che non sono una coalizione...", ha commentato il leader dell'Idv rispondendo ai cronisti alla Camera. "Che si presentino anche alle elezioni insieme", ha proseguito. Quanto all'Idv, "noi abbiamo una posizione che si differenzia", ha sottolineato, "la nostra mozione in cui si indicano quali dovranno essere le priorita' che il nostro Paese deve portare nell'Ue e un programma che deve essere il punto di riferimento del prossimo governo politico".

SCIOPERO TIR: DI PIETRO, GOVERNO RIMUOVA CAUSE PROTESTA
Roma, 24 gen. - ''Il governo deve rimuovere le cause della protesta al piu' presto''. Cosi' il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, commenta lo sciopero dei tir che sta bloccando l'Italia e la lettera inviata in Europa dal ministro dell'Interno. ''I diritti dei lavoratori e quindi dei camionisti sono sacri - aggiunge - ma si devono fermare quando si intaccano i diritti degli altri: cittadini, viaggiatori, altri lavoratori''.

LIBERALIZZAZIONI:DI PIETRO,MA TESTO PROVVEDIMENTO DOV'E'?
Roma, 24 gen. - ''Come e' possibile che ancora non si riesca a leggere il testo definitivo varato dal governo sulle liberalizzazioni?''. A chiederlo e' il leader dell'Idv Antonio Di Pietro commentando il pacchetto di misure anticrisi dell'esecutivo. ''Speriamo si tratti davvero di liberalizzazioni - aggiunge - e non di una lavata di faccia per la povera gente''.

LAVORO:DI PIETRO,CASSA INTEGRAZIONE?GOVERNO CI HA PROVATO
Roma, 24 gen. - ''Il governo ci ha provato e ci sta continuando a provare''. Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro commenta cosi' la proposta del ministro Fornero sulla cassa integrazione. ''E' solo un'inutile punizione nei confronti dei lavoratori - aggiunge - che li indispettisce e li esaspera. Ci aspettiamo che il governo archivi anche questa maldestra proposta''.

REFERENDUM:DI PIETRO,PRENDIAMO ATTO E RISPETTIAMO MA OLTRE CENTO COSTITUZIONALISTI LA PENSAVANO COME NOI
Roma, 24 gen. - ''Prendiamo atto della sentenza e come tale la rispettiamo. Certo e' che oltre cento costituzionalisti la pensavano come noi''. Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro commenta cosi' le motivazioni della sentenza della Consulta con la quale si e' bocciato il referendum elettorale. ''Ora il Parlamento deve intervenire - aggiunge - anche se ognuno continua a proporre una leggina 'pro domo sua'. Si decida almeno che i delinquenti non vengano ricandidati''.

GIUSTIZIA/ DI PIETRO: RESPONSABILITÀ CIVILE GIUDICI È DANNOSA. ESISTE GIÀ. PREVEDERNE ANCORA SIGNIFICA CHE NESSUNO FARÀ CONDANNE
Roma, 24 gen.  - "E' una inutile e dannosa ritorsione". Così Antonio Di Pietro definisce l'emendamento presentato dalla Lega alla legge Comunitaria sulla responsabilità civile dei giudici. "Se il magistrato si comporta in modo colposo e doloso - sottolinea il leader dell'Idv - è già prevista la sua responsabilità" di fronte alla legge. "Prevedere una responsabilità ogni volta che un altro giudice giudica diversamente dal primo giudice - continua - fa sì che nessun giudice metterà più la faccia su una condanna per evitare che un altro giudice, pensandola diversamente, gliene faccia pagare il fio".

IDV: DI PIETRO, FOTO VASTO E' UNA SPERANZA PER IL PAESE
Roma, 24 gen. - ''Ogni giorno qualcuno si alza e dichiara che la foto di Vasto non c'e' piu', che e' stata stracciata dalla nascita del governo tecnico, o che la possibilita' di scattarla di nuovo dipende dalle posizioni che si prenderanno sul governo Monti. Tante volte sembrano frasi dette solo per parlare a vanvera''. Lo scrive il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, sul suo blog. ''Che c'azzecca il giudizio sulle misure di Monti con la possibilita' - aggiunge l'ex pm - di dar vita a un nuovo centrosinistra? Il Pdl fa parte della maggioranza che sostiene Monti: vuol dire che nel prossimo centro-sinistra al posto di Vendola e Di Pietro bisogna metterci Alfano e Cosentino? Ma poi io mi chiedo: quando guardano la foto di Vasto, questi scienziati della politica, cosa ci vedono? Tre dirigenti di partiti diversi seduti uno vicino all'altro su un palco? Se fosse solo questo, ovvio che chiunque potrebbe strapparla e poi, se serve, rincollarne i frammenti''.    ''Pero', se si guarda meglio, le cose cambiano. In quella foto - prosegue Di Pietro - non ci siamo solo io, Vendola e Bersani. Ci sono i milioni di elettori dell'Idv, di Sel e del Pd che vogliono quell'alleanza, e anche i tantissimi che non si sentono rappresentati e che chiedono un nuovo e vero centrosinistra, perche' sanno che quella e' la sola speranza di far ripartire questo Paese e di restituire giustizia ai suoi cittadini. E si', ci sono anche le aspettative di tutti coloro che vogliono affrontare la crisi e rimettere a posto i conti pubblici guardando prima alle esigenze della gente comune e poi a quelle dei banchieri o delle caste. Quelle aspettative sono giuste e sacrosante e io credo che nessuno, anche nel Pd, oserebbe dire il contrario. Quella e' la vera foto di Vasto. La si puo' allargare, anzi piu' la si allarga e meglio e', purche' non la si snaturi. Ma provare a strapparla vuol dire tradire i nostri elettori e riconsegnare l'Italia a Berlusconi o ai suoi fantocci''.

UNIVERSITA', DI PIETRO (IDV): INDEBOLITE DA ABOLIZIONE VALORE LEGALE LAUREA
Roma, 24 gen. - "Invece di riparare ai danni provocati all'università italiana dalle leggi della Gelmini e dai tagli catastrofici di Tremonti, il governo discute di attenuazione o addirittura di abolizione del valore legale della laurea. Per produrre, si dice, una competizione virtuosa tra le università decisa dal mercato". E' quanto scrivono il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, e la responsabile del dipartimento cultura e istruzione del partito, Giulia Rodano, in un post pubblicato sul sito www.italiadeivalori.it. "Si getta nella discussione un altro articolo 18 - proseguono -. Si mettono in discussione i diritti, con la scusa di favorire i giovani e i migliori. Peccato che non sia vero e che in tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti, il valore del titolo deve essere accreditato e riconosciuto. Questo riconoscimento è essenziale per l'accesso alle professioni". E aggiungono: "Eliminare il valore legale della laurea significa condannare la grande maggioranza delle università pubbliche alla morte per inedia o, nella migliore delle ipotesi, all'assoluta mediocrità, con finanziamenti sempre minori, con servizi sempre peggiori e risultati sempre più discutibili. Mettiamo l'università in grado di funzionare, con un piano di investimenti che rompa la paralisi cui l'ha ridotta la Gelmini e poi discutiamo di nuove trasformazioni. Altrimenti è difficile sfuggire all'impressione che si paralizzino e si indeboliscano l'università e la ricerca pubbliche, per poi lamentarsi del loro non funzionamento e infine decidere di privatizzare. Agitare l'abolizione del valore legale è semplicemente un modo per continuare a perseguire questo disegno. Niente di riformista, niente di liberale, niente di moderno".

UNIVERSITA', DI PIETRO: PROFUMO TUTELI QUALITA' E MERITO RICERCA
Roma, 24 gen. - "Difendere la qualità della ricerca italiana con procedure di selezione dei progetti di ricerca, diversi da quelli previsti dagli attuali bandi per i finanziamenti". A chiederlo al ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, sono il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, e il deputato Idv, Pierfelice Zazzera, con un'interrogazione parlamentare, che verrà illustrata in Aula durante il question time. "Secondo il decreto ministeriale del 2011 - si legge -, i criteri di selezione dei progetti di ricerca d'interesse nazionale, PRIN, prevedono una prevalutazione interna agli Atenei, che prescinde da una comparazione a livello nazionale, e una revisione da parte di una commissione composta da tre soli membri. In questo modo, non vi è alcuna garanzia che la scelta sia fatta in base al merito e non ad altre considerazioni. Il bando, inoltre, prevede la possibilità di finanziare ricerche che coinvolgono almeno cinque gruppi, azzerando così lavori condotti in piccoli gruppi, che avevano nel PRIN l'unica fonte accessibile di finanziamento. Il rischio di tale procedura è la formazione di abnormi aggregazioni tra l'università e i ricercatori, che non hanno nulla in comune e il cui unico scopo è quello di conquistare il finanziamento, a costo di proporre programmi 'arlecchino', senza nessuna coesione interna e alcuna omogeneità tematica".

UE/ MOZIONE IDV: GOVERNO SI IMPEGNI PER EUROBOND E AGENZIA RATING  IL PARTITO DI DI PIETRO PRESENTA PROPRIO DOCUMENTO
Roma, 24 gen. - Idv presenta una propria mozione sull'Europa, come nel caso del documento Pd-Pdl-Terzo polo chiede al Governo di impegnarsi per spingere l'Europa a promuovere politiche di crescita e a sostenere l'euro dagli attacchi speculativi, ma assume toni un po' più perentori su alcuni punti. Nella mozione Idv, per esempio, si chiede esplicitamente al Governo di "proporre la creazione di un'agenzia di rating europea indipendente ed autorevole, nonché ad implementare con più incisività sul piano giuridico il concetto di responsabilità per le conseguenze delle valutazioni errate delle stesse agenzie".  Il partito di Di Pietro, poi, chiede a Monti di "sostenere l'emissione di eurobond", titoli che dovrebbero essere usati per finziare investimenti "da scomputare" dal calcolo dei parametri di Maastricht. Idv, inoltre, vuole impegnare "il Governo a proporre, in parallelo al nuovo Trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance dell'unione economica e monetaria" e a "promuovere insieme agli altri partner continentali azioni concrete per promuovere una crescita più forte e maggiore competitività e coesione sociale". Si sollecita inoltre una "politica comune della difesa europea"; "il completamento del mercato interno europeo"; "una riforma europea delle regole della finanza".   Infine, Idv chiede al Governo di impegnarsi "a sostenere l'esigenza che siano adottate al più presto politiche e misure per garantire la stabilità dell'euro, evitando l'istituzione di ulteriori strutture economico-finanziarie non sottoposte al controllo degli organi di governo dell'Unione e dei singoli Stati, modificando ulteriormente il mandato della Banca centrale europea a concedere prestiti agli Stati nazionali avendo a garanzia anche gli asset della citata Agenzia europea sei beni comuni". Si reclama anche "l'istituzione di una tassa sulle transazioni finanziarie" e "un Trattato su un'Unione economica rinforzata" che "preveda l'emissione di eurobond e che tenga conto di 'fattori nazionali rilevanti', tra i quali l'ammontare del debito nel settore privato ed il risparmio delle famiglie, senza automatismi e tenendo conto dell'andamento congiunturale dell'economia".
 

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