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“L’aggressione al tassista da parte di alcuni suoi colleghi, in perfetto stile mafioso, è un atto gravissimo che deve essere condannato senza indugio non solo dalla politica e dai rappresentanti della categoria, ma anche dagli altri tassisti. Quale credibilità avrebbe, altrimenti, in futuro qualsiasi “agitazione spontanea” se minata dal dubbio che l’adesione viene, di fatto, ottenuta in modo coercitivo con minacce o addirittura con l’uso della violenza? Nessuna. Anche quando, come in questo caso, i tassisti di ragioni sui contenuti della protesta ne hanno parecchie.”
È il commento del capogruppo di Italia dei Valori in Provincia di Milano Luca Gandolfi, relativo agli episodi emersi alla cronaca di questi giorni.
“Qualche avvisaglia – continua Gandolfi – sul fatto che alcuni tassisti stessero oltrepassando i limiti l’avevo avuta quando, qualche giorno fa, un tassista con cui avevo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere mi aveva raccontato che il giorno prima, mentre cercava di lavorare durante una cosiddetta “protesta spontanea”, era stato inseguito dai colleghi, minacciato ad ogni fermata ai semafori mentre aveva il cliente a bordo e, una volta giunto a destinazione, costretto a restituire al cliente il prezzo della corsa. Questo clima di terrore rischia di danneggiare i tassisti stessi e di offuscare le giuste ragioni che stanno portando avanti. Gli scioperi, in particolare quelli che riguardano categorie che svolgono un servizio pubblico, hanno regole precise, scritte per conciliare gli interessi collettivi dei cittadini che hanno il diritto di usufruire del servizio, con quelli della categoria che vuole manifestare legittimamente le sue ragioni. Quelle che sulla stampa vediamo definite come “agitazioni spontanee” non rientrano in questa normativa, è bene ricordarlo.”
Conclude poi Gandolfi: “La forza di una protesta risiede nella bontà delle ragioni che si portano avanti, nel pieno rispetto delle regole vigenti e non può prescindere dal rispetto anche di chi, per una ragione o per l’altra, decide di non aderirvi. La libertà di opinione è uno dei valori fondamentali alla base di ogni democrazia e la sua importanza è tale da non ammettere deroghe o eccezioni.”
Milano, 21 gennaio 2012
Gruppo consigliare Italia dei Valori Provincia di Milano