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L. ELETTORALE: DI PIETRO (IDV), SIAMO AL REGIME, ORA TUTTI IN PIAZZA
Roma, 13 gen. - "Questo Parlamento non ha più nulla da dire e bisogna andare al più presto ad elezioni con una proposta alternativa - rilancia l'on. Antonio Di Pietro (Idv), uno dei promotori del referendum sulla legge elettorale, in un'intervista di oggi su La Repubblica - Un milione e 200 mila sono state le firme raccolte. Mentre la Consulta va a trovare il capello nell'uovo per impedire l'esercizio di un diritto costituziona le quale è il referendum". "Napolitano avrebbe il dovere di accertare di più e meglio cosa è successo: i giornali annunciavano con dovizia di particolari sia la bocciatura che le motivazioni di tipo politico e non giuridico - continua l'onorevole, che sulla ragione politica della bocciatura dice - Non disturbare il sistema dei partiti. L'anomala maggioranza Pd - Pdl - Terzo Polo non vuole che il corpo elettorale dia un'indicazione proprio perchè verrebbe meno il potere di disporre di candidature, alleanze e lottizzazioni".  Poi sulla riforma elettorale prosegue dicendo "O non si fa per niente, ed è gravissimo perchè il 99,99% degli elettori sonmo inorriditi per l'esito della decisione della Corte, oppure il Porcellum sarà cambiato ad uso dei partiti - e conclude annunciando una mobilitazione di piazza - Il sistema dei poteri forti non vuole essere disturbato. Ed è questo che va contrastato".

COSENTINO: DI PIETRO, BATTIMANI IERI COME QUELLO A CRAXI
Roma, 13 gen. - ''La cosa che piu' mi ha impressionato ieri e' il battimani finale, esattamente come quello che fecero quando parlo' Craxi e il Parlamento si senti' liberato, senza rendersi conto che in quel momento, vent'anni fa, finiva la Prima Repubblica''. Cosi' il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, commenta l'applauso di ieri dell'aula dopo il no all'arresto di Cosentino. ''L'applauso di ieri, secondo me, segna la fine della Seconda Repubblica''.

REFERENDUM: DI PIETRO, ISTITUZIONI IN LETARGO, SVEGLIAMOLE
Roma, 13 gen. - ''La Corte costituzionale con il suo 'no' di ieri ai quesiti referendari ha dimostrato come le istituzioni si siano rinchiuse in se' stesse, cosi' come quando ci si chiude in un bunker. Le prossime manifestazioni di piazza e le elezioni, che ci auguriamo a breve, risveglieranno le istituzioni dal letargo in cui sono cadute''. Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, commenta cosi' il 'no' della Consulta al referendum.

L. ELETTORALE: DI PIETRO, O RIFORMA SUBITO O ELEZIONI
Roma, 13 gen. - ''Con questa emergenza democratica, o il Parlamento mette al primo posto la legge elettorale, o si vada al piu' presto alle elezioni'', cosi' ''gli elettori potranno mandare a casa chi e' complice della criminalita'''. Il leader Idv Antonio Di Pietro commenta cosi', anche oggi, il no della Consulta ai quesiti referendari.

L.ELETTORALE:DI PIETRO,NON SI PUO'PRESCINDERE DA BIPOLARISMO
Roma, 13 gen. - ''In una democrazia come la nostra la legge elettorale non puo' prescindere da un sistema maggioritario e bipolare''. A precisarlo e' il leader dell'Idv Antonio Di Pietro secondo il quale il porcellum va comunque cambiato e in fretta. Per quanto riguarda gli atteggiamenti che dovranno tenere i partiti sul fronte della riforma, Di Pietro sottolinea: ''nessuno pensi di farsi le regole del gioco da soli. Andranno riscritte tutti insieme''.

GOVERNO: DI PIETRO, TAGLI AUTO BLU? BUON SEGNALE MA SERVONO I FATTI
Roma, 13 gen. - ''I tagli alle auto blu sono ultili e necessari e mandano un messaggio di inversione della tendenza. Oggi pero' sono state solo annunciate adesso si devono fare. Perche' in Italia vale l'eccezione, voglio vedere quante pubbliche amministrazioni applicheranno i tagli e quante rientreranno nelle eccezioni''. Lo afferma il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, a proposito del decreto del presidente del Consiglio sui tagli alle autovetture di servizio e di rappresentanza da parte delle pubbliche amministrazioni.

COSENTINO: DI PIETRO, NE' PACE NE' GUERRA COL QUIRINALE, MA INTERVENGA
Roma, 13 gen. - "Non devo fare ne' pace ne' guerra  con il Quirinale, perche' rispetto le istituzioni ma penso anche che  in democrazia nessuno e' esente da critica". Lo dice Antonio Di  Pietro, sollecitando il capo dello Stato a intervenire dopo il voto di ieri della Camera sull'autorizzazione per Nicola Cosentino. "Il Quirinale farebbe bene a fare qualcosa perche' il Parlamento ieri ha violato la Costituzione con un accordo che non giova allo  Stato di diritto e alla democrazia -ha aggiunto il leader Idv-. Il  presidente della Repubblica e' il primo magistrato italiano, deve  difendere il Parlamento ma anche la giustizia".

LIBERALIZZAZIONI: DI PIETRO, MONTI FACCIA PIAZZA PULITA DI LOBBY E LO APPOGGEREMO = AVANTI SPEDITO SU AUTOBLU E SAREMO AL FIANCO DEL PREMIER
Roma, 13 gen. - "Aiuteremo il governo a fare piazza pulita delle lobby, purche' lo faccia davvero e non se la prenda con gli anelli deboli della catena". Lo ha detto Antonio Di Pietro, a proposito delle liberalizzazioni. "Noi non facciamo opposizione preconcetta ma valuteremo volta per volta", ha aggiunto il leader Idv che ha parlato anche del taglio delle auto blu disposto stamattina dal governo: "Mi auguro che Monti vada avanti spedito, anche se mi sa che se lo fara' trovera' al suo fianco solo Italia dei valori e non certo le sagrestie dei partiti".

COSENTINO: DI PIETRO, LA LEGA HA SVENDUTO LA SUA DIGNITA'
Torino, 13 gen. - ''La Lega ha perso il senso della vergogna. Ha svenduto la sua dignita', il suo impegno per la collettivita'''. Cosi' il leader dell'Idv Antonio Di Pietro commenta il voto dei parlamentari del Carroccio su Nicola Cosentino.    ''I parlamentari leghisti - ha aggiunto a margine di un comizio per le primarie di Grugliasco (Torino) - hanno dimostrato di essere correi nella gestione di questo rapporto con il gruppo Cosentino. Ci rivolgiamo ai cittadini consci che la Lega ha tradito le loro speranze, le loro aspettative. Cercheremo quindi di costruire un'alternativa di governo per mandare a casa tutti coloro che si sono compromessi con rapporti poco trasparenti''.

SIAE: DI PIETRO (IDV), GOVERNO SPIEGHI VICENDA IMMOBILI SVENDUTI
Roma, 13 gen. - In seguito alla vicenda degli immobili della Siae,  venduti a metà del prezzo di mercato durante le feste natalizie, Antonio Di Pietro (Idv) ha presentato un'interrogazione al Presidente del Consiglio dei ministri e al ministro dei Beni Culturali affinchè l'esecutivo intevenga "per bloccare le cessioni dei beni fino a che non sia ricostruita tutta l'operazione con l'indispensabile trasparenza". Sono diversi i quesiti posti dal leader dell'Idv sulla vicenda e riguardano in primis il direttore Generale della Siae, Gaetano Blandini, in merito ai rapporti con Angelo Balducci e Diego Anemone, "componenti della cricca grandi eventi, già noti alle cronache" . Di Pietro chiede inoltre che venga chiarito il ruolo della finanziaria Sorgent Group che ha gestito la trattativa e chi sono coloro che gestiscono  i fondi Aida e Norma, ora titolari di questi beni. "Altri aspetti poco chiari della vicenda - si legge nell'interrogazione -, riguardano l'affitto che la Siae dovrà versare per gli uffici della direzione generale dell'Eur che ammonta a 600 mila euro all'anno e quelli riguardanti il pagamento dei 1200 dipendenti della società e i pensionati, i cui stipendi e Tfr erano garantiti dal patrimonio immobiliare".

PALERMO, DI PIETRO-ORLANDO (IDV): PD HA INQUINATO POLITICA SICILIANA
Roma, 13 gen.  "L'ambiguita' palermitana e' diventata ambiguita' romana e il Pd, con il suo sostegno a al governo Lombardo, ha inquinato e continua ad inquinare la politica siciliana. Per l'Italia dei Valori le primarie sono uno strumento essenziale di democrazia, ma sono diventate, a Palermo, un pretesto per inciuci e fiere di vanita'". E' quanto affermano in una nota congiunta il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando e il leader del partito, Antonio Di Pietro. "Infatti i candidati ed i partiti che partecipano alle primarie - aggiungono Orlando e Di Pietro - dovrebbero dichiarare espressamente l'esclusione di ogni accordo, anche al ballottaggio, con Lombardo ed il Terzo Polo, che in questi anni hanno governato la citta' in maniera fallimentare con il sindaco uscente del Pdl, Diego Cammarata. Tutto questo continua, ancora ambiguamente, a non essere previsto. Leoluca Orlando resta candidato al primo turno: il sindaco verra' scelto a Palermo e dai palermitani con le elezioni della prossima primavera", concludono.

 

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