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COSENTINO: DI PIETRO, ORA CAMERE ASSOCIAZIONE A DELINQUERE
Roma, 12 gen. - ''Oggi il Parlamento non e' piu' il Parlamento ma una associazione a delinquere. E oggi ci sono le condizioni per fare una legge elettorale peggiore di quella gia' in vigore. Scendiamo nelle piazze e gridiamo: ''Resistenza, resistenza!''. Lo dice al Tg3 il leader dell'Idv commentando il voto alla Camera sull'arresto di Nicola Cosentino (Pdl) e gli esiti della sentenza della Consulta sui referendum per la legge elettorale.

COSENTINO: DI PIETRO, MERCATO DELLE VACCHE. SUBITO AL VOTO
Roma, 12 gen. ''Oggi abbiamo assistito non ad un atto parlamentare ma ad un mercato delle vacche, con tutto il rispetto per le vacche''. Cosi' il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, sul no della Camera all'arresto di Nicola Cosentino. Per questo Di Pietro si appella al Capo dello Stato che oltre ad essere ''garante del Parlamento e' anche  il garante della legalita''' e afferma che questo Parlamento non puo' rimanere dove e' ''un minuto di piu''' e si vada quindi alla elezioni.

COSENTINO: DI PIETRO, IN PARLAMENTO SCAMBIO FAVORI CRIMINALE
Roma, 12 gen. - "Oggi in Parlamento abbiamo assistito ad un vero mercato delle vacche, con tutto il rispetto per le vacche, ad uno scambio di favori tipico delle societa' criminali: questo Parlamento non e' piu' in grado di rispettare le leggi e la Costituzione e non c'e' piu' nessun titolo morale, etico e politico affinche' i parlamentari restino al loro posto". Lo dice Antonio Di Pietro, commentando a Montecitorio la decisione dell'aula della Camera che ha respinto la richiesta di arresto per Nicola Cosentino. Secondo Di Pietro "prima si va a votare e meglio e', perche' il Parlamento non ha piu' nulla da dare al popolo italiano, ora la protesta dobbiamo continuarla nelle piazze".

DI PIETRO A NAPOLITANO: QUESTA É SUA MAGGIORANZA PARLAMENTARE
Roma, 12 gen. - "Il Capo dello Stato e' difensore della prerogative del Parlamento ma anche delle ragioni della giustizia. Non puo' non vedere questo mercato delle vacche che accade in Parlamento". Cosi' Antonio Di Pietro, si rivolge al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo il voto di Montecitorio che ha respinto l'arresto di Nicola Cosentino e dopo la dura reprimenda di Napolitano alle dichiarazioni di Di Pietro sulla sentenza della Corte Costituzionale. "In democrazia nessuno e' esente da critiche- aggiunge Di Pietro- neanche il Capo dello stato. E non c'e' dubbio che questo governo e questa maggioranza parlamentare li ha voluti lui. Io chiedo: ora che con un mercato delle vacche hanno garantito l'impunita' a Cosentino, il Capo dello Stato intende difendere i magistrati o no. Questo parlamento non ha piu'' nulla da dire. Si deve andare a votare il prima possibile".

RERERENDUM:DI PIETRO,CONSULTA? DERIVA ANTIDEMOCRATICA
Roma, 12 gen. - ''L'Italia si sta avviando lentamente verso una rischiosa deriva antidemocratica: manca solo l'olio di ricino''. Cosi' il leader dell'Idv Antonio Di Pietro commenta la bocciatura dei referendum da parte della Consulta.

L.ELETTORALE/ DI PIETRO: NO REFERENDUM È REGIME, ORA IN PIAZZA  SOCIETÀ CIVILE DEVE PROTESTARE CONTRO DERIVA ANTIDEMOCRATICA
Roma, 12 gen. - Il no al referendum da parte della Corte Costituzionale segna una "deriva antidemocratica" di fronte alla quale "è tempo di scendere nelle piazze per una protesta attiva della società civile che non può assistere ad un regime". E' duro il commento di Antonio Di Pietro al no ai due quesiti referendari sulla legge elettorale da parte della Consulta.

L.ELETTORALE/ DI PIETRO: NO REFERENDUM È REGIME,ORA IN PIAZZA -2-  DA CONSULTA UN PIACERE AL COLLE E A MAGGIORANZA INCIUCISTA
Roma, 12 gen. - "L'Italia si sta avviando lentamente ma inesorabilmente verso una pericolosa deriva antidemocratica, manca solo l'olio di ricino", ha detto il leader di Idv "un governo che era nato solo per l'emergenza ora deve restare fino al 2013 senza permettere ai cittadini di esprimersi, è stato stravolto il principio democratico dei due poli visto che ora c'è una coalizione destra-sinistra". "Oggi la Corte Costituzionale è arrivata addirittura al punto di impedire al popolo italiano di scegliere quale legge elettorale vuole, la scelta sul secondo quesito non ha nulla di giuridico o costituzionale ma solo politico e di piacere al Capo dello Stato e alle forze politiche di una maggioranza trasversale e inciucista. Una volgarità che rischia di diventare regime se non viene fermata dal popolo con il voto - avverte Di Pietro -. Ha vinto la vecchia partitocrazia perciò è tempo di scendere nelle piazze per una protesta attiva della società civile che non può assistere a un regime".

REFERENDUM: DI PIETRO "DA CONSULTA PIACERE A NAPOLITANO E INCIUCISTI"
 Roma, 12 gen. - "Quella della Corte non e' una scelta giuridica ma politica per fare un piacere al capo dello Stato, alle forze politiche e alla maggioranza trasversale e inciucista che appoggia Monti, una volgarita' che rischia di farci diventare un regime". Lo ha detto il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, commentando in sala stampa alla Camera la bocciatura dei referendum sulla legge elettorale da parte della Corte Costituzionale.

REFERENDUM:DI PIETRO,CHE SI FACCIA O NO,RIFORMA SARA'PESSIMA
Roma, 12 gen. - Dopo la bocciatura del referendum elettorale da parte della Consulta, ''qualunque soluzione'' la politica adotti ''non puo' che essere pessima, perche' senza una indicazione ben precisa da parte del popolo per il bipolarismo, o la riforma in Parlamento non si fara' o si fara', ma peggiorera' la situazione, perche' andra' verso un proporzionale che ci riportera' alla prima Repubblica''. Cosi' il leader dell'Idv Antonio Di Pietro. ''E' umiliante - aggiunge Di Pietro - assistere a questa coalizione inedita costituita da Pd, Pdl e Terzo polo che si fa chiamare nuova maggioranza. Siamo in una Repubblica di fatto presidenziale con il capo dello Stato che fa e disfa. In questo gioco a non disturbarsi tra manovratori, ci rimette la democrazia''.(ANSA).

LEGGE ELETTORALE: DI PIETRO, REFERENDUM O TAVOLO BIPARTISAN PER RIFORMARLA. RESTO IN SPERANZOSA ATTESA DI DUE SI' DELLA CONSULTA
Roma, 12 gen. - ''Io resto in speranzosa attesa di due si'. E' importante che il popolo italiano possa riappropriarsi di  un diritto, quello di votare attraverso il referendum e di poter  decidere quale legge elettorale vogliono eliminando un sistema con cui centinaia di deputati hanno cambiato casacca, in questa legislatura''. E' quanto afferma il presidente dell'Idv, Antonio Di Pietro, in  un'intervista pubblicata sul "Messaggero", in attesa del  pronunciamento della Corte Costituzionale sull'ammissibilita' dei  referendum elettorali. ''Premesso che un Parlamento che si rispetti si sarebbe gia'  mosso per cambiare la legge elettorale, e da molto tempo, e' chiaro  -ha aggiunto il leader dell'idv riferendosi ai compiti di cui si  dovrebbero fare carico Camera e Senato- che se passa l'ammissibilita'  dei quesiti le possibilita' restano solo due: o si fa il referendum, e la parola va ai cittadini, come io auspico, o si fa una nuova legge  elettorale, ma in questo caso va fatta secondo le indicazioni  referendarie, cioe' in senso maggioritario e bipolarista''.        ''I veri e primi attentatori alla democrazia -ha continuato-  sono quei partiti che prima non volevano che raccogliessimo le firme  per il referendum, oggi non vogliano che si faccia il referendum e  domani cercheranno di fare una legge elettorale in Parlamento senza il concorso di tutte le forze politiche. Ma e' impossibile, le regole del gioco si scrivono tutti insieme''. (segue)

LEGGE ELETTORALE: DI PIETRO, REFERENDUM O TAVOLO BIPARTISAN PER RIFORMARLA (2). SISTEMA PROPORZIONALE? CHI LO VUOLE PENSA SOLO AI SUOI COMODI
Roma, 12 gen. - Con chi ce l'ha Di Pietro? "Ne' con Alfano ne' con Bersani. Io -ha proseguito il leader dell'Idv- mi auguro che la Corte  ci faccia fare i referendum ma, se non sara' cosi', bisogna sedersi  attorno a un tavolo tutti insieme e fare una nuova legge elettorale,  ma ripeto che dovra' essere maggioritaria e bipolare, e cioe' dire al  cittadino quale e' il programma, la coalizione e il premier che ogni  forza politica intende proporre e su quelli e' il cittadino che  sceglie".  "I maggiori partiti, invece, vogliono fare una legge  proporzionale perche' vogliono fare i comodi loro: prima chiedere i  voti, poi fare gli accordi che vogliono in Parlamento, tradendo il  voto dei cittadini''. Se proprio fosse costretto a scegliere tra tenere il Porcellum o cambiare con il sistema tedesco, cosa farebbe? ''Il Porcellum  -risponde Di Pietro- l'ho visto applicato una sola volta, il  proporzionale per cinquant'anni. E' come se mi chiedessero come  preferisci morire. Ne' per un colpo di pistola, ne' di coltello, ti  rispondo: voglio vivere! Tra proporzionale e Porcellum e' meno peggio  il proporzionale, ma il meno peggio non mi piace''.

 

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