Now In:  HomeSito Ufficiale Notizie Italia dei Valori Lombardia
 
Notizie - Italia dei Valori Lombardia Riduci
             

11

Condividi su facebook

 

GOVERNO/ DI PIETRO: PASSI O NO REFERENDUM, L'EMERGENZA È FINITA. NON PONGO DATA DI SCADENZA A MONTI, MA NON È PREMIER A VITA...
Roma, 11 gen. - "Se passa o non passa il referendum, l`emergenza è finita. Monti non ha finito il suo compito, deve fare la fase due entro il 23 gennaio, dopodiché se deve fare ancora qualcosa lo dica e noi valuteremo". Così il leader dell`Italia dei Valori Antonio Di Pietro, ospite di '24 Mattino' su Radio 24. "Ci sarà anche qualche altra cosa da fare, non pongo una data di scadenza a Monti - ha aggiunto Di Pietro - ma è il concetto che conta. L`idea che siccome Monti si è insediato deve rimanere in illo tempore è una lesione del principio democratico. In un Paese normale, nel momento in cui si dice `sospendiamo il processo democratico e mettiamo un governo non eletto, non voluto dal popolo` questo è possibile se c`è un`emergenza. Se rimane l`emergenza può anche darsi che Monti rimanga, ma lo scopo per cui è andato lì è per uscire dall`emergenza, non per restarci". "Io ho dato fiducia al governo Monti perché è stato detto che doveva dare risposta alle richieste europee con una manovra. Ora si dice che deve risolvere tutte le situazioni del Paese, allora Napolitano doveva nominarlo non senatore a vita ma presidente del Consiglio a vita", ha concluso Di Pietro.

GOVERNO: DI PIETRO, NON E' CHE L'EMERGENZA DURA A VITA
Roma, 11 gen. - "Io ho dato fiducia al governo Monti perche' e' stato detto che doveva dare risposta alle richieste europee con una manovra. Ora si dice che deve risolvere tutte le situazioni del Paese, allora Napolitano doveva nominarlo non senatore ma presidente del Consiglio a vita". Antonio Di Pietro torna a pressare Mario Monti e sottolinea che "passi o non passi il referendum, l'emergenza e' finita". "Monti - ammette il leader Idv - non ha finito il suo compito, deve fare la fase due entro il 23 gennaio, dopodiche' - avverte - se deve fare ancora qualcosa lo dica e noi valuteremo". Ospite di '24 Mattino' su Radio 24, il leader Idv spiega che "ci sara' anche qualche altra cosa da fare, non pongo una data di scadenza a Monti, ma e' il concetto che conta. L'idea che siccome Monti si e' insediato deve rimanere in illo tempore e' una lesione del principio democratico. In un Paese normale, nel momento in cui si dice 'sospendiamo il processo democratico e mettiamo un governo non eletto, non voluto dal popolo' questo e' possibile se c'e' un'emergenza. Se rimane l'emergenza puo' anche darsi che Monti rimanga, ma lo scopo per cui e' andato li' - ribadisce - e' per uscire dall'emergenza, non per restarci".

FISCO. DI PIETRO: UNA, DIECI, CENTO, MILLE CORTINE
Roma, 11 gen. - "Una, dieci, cento, mille Cortine". Con questo slogan il leader Idv, Antonio di Pietro, a Radio 24,  ha definito una "rappresentazione plastica, positiva, educativa" i controlli del Fisco a Cortina: "In un Paese normale- ha aggiunto- si deve sapere che i controlli ci sono, a Cortina come a Roccacannuccia".

REFERENDUM: DI PIETRO, RISPETTO CONSULTA MA MI PREOCCUPA CLIMA
Roma, 11 gen. - "Rispettero' la decisione della Corte, ma mi preoccupa il clima creato attorno al tema". Antonio Di Pietro, ospite di 24 mattino su Radio 24, torna infatti a chiedere "una legge elettorale in cui si deve sapere prima qual e' la coalizione, il programma e il premier che deve guidare la coalizione, mentre i partiti maggiori vogliono tornare al proporzionale. Il che vuol dire: tu elettore mi voti e dopo che mi hai votato io mi accordo con questo o quell'altro partito. E' un voto al buio, come - ironizza - un matrimonio per corrispondenza con il migrante che sta in Australia".

COSENTINO: DI PIETRO, STATO DI DIRITTO NON E' STATO DELLA SAVANA
Roma, 11 gen. - "E' inaccettabile che una persona non parlamentare debba seguire le regole della legge, mentre se e' parlamentare non puo' essere arrestato. Ma perche'? L'anomalia c'e' stata tutte le volte in cui, in casi come quello Cosentino, il Parlamento per accordi politici e' diventato giudice dei giudici. Cosi' non si ha uno Stato di diritto ma uno Stato della savana". Antonio Di Pietro spiega che "Tangentopoli si e' risolta nel momento in cui e' cambiato l'art. 78 sull'immunita' parlamentare. L'inchiesta che feci io si poteva fare dieci anni prima se la persona arrestata dal mio collega - spiega a 24 Mattino su Radio 24 riferendosi a Antonio Natali - non avesse ricevuto a San Vittore la visita dall'allora presidente del Consiglio Craxi che gli diede solidarieta' dicendo 'stai tranquillo che ora esci fuori e ti faccio diventare parlamentare e non ci andrai piu' in carcere'. Questo e' il problema, l'abuso delle guarentigie dell'immunita' parlamentare non per servire il Paese ma - accusa il leader Idv - per servirsi del Paese e rimanere impuniti dopo che si commettono i reati".

LEGGE ELETTORALE. DI PIETRO: UDC E GLI ALTRI VOGLIONO PORCELLUM
Roma, 11 gen. - Antonio Di Pietro all'attacco: i partiti vogliono la bocciatura del referendum da parte della Corte Costituzionale, per poi fare il "porcellum 2": il sistema tedesco. In due interviste (a Sky Tg24 e a Radio 24), il leader dell'Idv non risparmia critiche agli alleati. "Vogliono fare una cosa peggio" del porcellum, "vogliono tornare al proporzionale", tuona. E spiega che con l'attuale legge, "i cittadini prima di votare perlomeno scelgono nome e cognome del premier, coalizione di partiti e programma. 'Loro', invece, vogliono tornare al proporzionale, in modo che le alleanze e il programma si scelgono dopo il voto". Di Pietro ribadisce: "Questo vuol dire: 'tu elettore mi voti, e dopo che mi hai votato, io mi accordo con questo o quell`altro partito. E` un voto al buio, come un matrimonio per corrispondenza con il migrante che sta in Australia...". Un sistema da scartare, almeno quanto il porcellum. "E' un 'porcellum 2'- sottolinea l'ex pm- perche' se devi morire ammazzato, tra una coltellata e un colpo di pistola non fa molta differenza". Ma chi sono questi 'loro'? Per caso l'Udc, che non ha mai nascosto le proprie simpatie per il sistema tedesco? Di Pietro e' netto. E senza citarli direttamente allarga il raggio anche agli alleati del Pd. "'Loro' sono l'Udc e pure tutti quanti gli altri- risponde- quelli che non hanno raccolto le firme e quelli che hanno fatto finta di raccoglierle. Loro si aspettano che la Corte bocci il referendum per tornare al proporzionale".

SIAE, DI PIETRO: GOVERNO SPIEGHI VENDITA IMMOBILI SOTTOCOSTO
Roma, 11 gen. - "Perche' gli immobili della Siae, ente pubblico, e del relativo fondo pensioni sono stati venduti durante le feste natalizie, attraverso un'oscura operazione, a meta' del prezzo di mercato, e senza sentire le parti sociali? Il direttore Generale della Siae, Gaetano Blandini, deve spiegare perche' ha svenduto in una frettolosa, quanto singolare, trattativa privata, i beni immobili della societa', almeno stando a quanto pubblicato oggi da Il Corriere della Sera, al prezzo di 260 milioni di euro, invece che al prezzo di mercato stimato in 463 milioni". E' quanto afferma in una nota il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che ha presentato un'interrogazione alla presidenza del Consiglio e al ministro dei Beni culturali, sul caso, riportato oggi dal quotidiano di via Solferino. "Perche' - prosegue il leader Idv - la trattativa e' stata gestita dalla  finanziaria Sorgent Group e qual e' il suo ruolo nella vicenda? Il governo deve spiegare, inoltre, chi sono coloro che gestiscono i fondi Aida e Norma, ora titolari di questi beni e perche' ci si e' affidati a questa finanziaria. L'intera operazione, inoltre, appare inquietante e sconcertante anche perche' e' stata gestita dall'ex direttore del settore cinema, appunto Gaetano Baldini, gia' coinvolto nelle intercettazioni della 'cricca dei grandi eventi' dalle quali emerge come il dg della Siae avrebbe avuto contatti poco chiari e discutibili con i gia' noti alle cronache giudiziarie Angelo Balducci e Diego Anemone. L'esecutivo - conclude Di Pietro - deve intervenire immediatamente anche perche' i 1200 dipendenti della societa' e i pensionati, i cui stipendi e Tfr erano garantiti dal patrimonio immobiliare, nonche' tutto il mondo della produzione culturale di cui la Siae e' il fulcro, aspettano urgenti risposte. E noi dell'Italia dei Valori le chiediamo insieme a loro. Tra l'altro, la Siae attualmente e' commissariata e il commissario straordinario e' Gian Luigi Rondi, noto critico cinematografico".

 

Syndicate