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“Revocare la benemerenza civica a Cristiano Doni, a seguito dell’assunzione di responsabilità, è un atto dovuto – ha dichiarato Simone Scagnelli, Coordinatore Provinciale IDV Bergamo – se non altro per ribadire che quanto contestato all’ex capitano non può essere in nessun caso giustificato per il bene della squadra e della città. Una cosa sono le combine per ‘vincere facile’, ben altro, reato tre l’altro contestato nello specifico, è arricchirsi con le scommesse e, tanto nell’uno quanto nell’altro caso, non si può certo accettare il machiavellico fine che giustifica i mezzi”.
“Sono lieto che adesso la questione sulla benemerenza sia all’ordine del giorno a Palazzo Frizzoni, tuttavia – ha proseguito Scagnelli - mi chiedo dove fosse nel 2008 quando fu avanzata la proposta dal leghista Belotti, chi con solerzia rievoca, oggi, il caso della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e sottolinea l’inopportunità di assegnare simili riconoscimenti a personaggi sportivi”.
“Se la nostra proposta di revoca del premio era inizialmente diretta a tutelare l’Atalanta, adesso, vista l’evoluzione della vicenda, tale decisione diventa doverosa proprio per sottolineare che è scorretto, oltre che falso, alludere a complicità o compiacenze da parte della società sportiva se non addirittura di tutta la “piazza” bergamasca che ha sempre costruito le proprie vittorie facendo tesoro specialmente delle proprie sconfitte. Se davvero, come dice, Doni tenesse alla squadra e alla città che essa rappresenta – ha concluso il Coordinatore orobico dell’Italia dei Valori - oltre a restituire la benemerenza dovrebbe spiegare subito la posizione estranea della società, chiedendo scusa a tutti coloro che, fino a poco tempo fa, vedevano in lui un simbolo di orgoglio e vanto, non solo sportivo”.