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CONSIGLIO REGIONALE, IDV: PDL INCOERENTE BOCCIA RICHIESTA TETTO STIPENDI DIRIGENTI
(OMNIMILANO) Milano, 21 dic. - "Oggi, in Consiglio regionale, il Pdl ha mostrato le sue due facce: se a livello nazionale plaude al rigore di Monti, in Lombardia fa il contrario, ricoprendo d'oro i dirigenti regionali. La riprova è arrivata oggi con la bocciatura dell'ordine del giorno con il quale noi di Italia dei Valori impegnavamo la Giunta Formigoni ad applicare il tetto agli stipendi dei dirigenti regionali pari a quello del primo presidente della Corte di Cassazione". Lo dichiara Stefano Zamponi, capogruppo regionale dell'Italia dei Valori. "Curioso - rileva Zamponi - che la stessa norma, inserita nella manovra Monti al fine di imporre un tetto ai compensi dei dirigenti statali, sia stata approvata con il voto entusiasta del PdL". "Questa volta Roma è virtuosa e Milano sprecona"
conclude il capogruppo regionale di IdV.
REGIONI: LOMBARDIA APPROVA BILANCIO; RIMODULATA IRPEF (2)
(ANSA) - Milano, 21 dic. - ''Abbiamo portato a casa, nonostante tutto, una legge di bilancio soddisfacente grazie al quale la Lombardia potra' continuare ad erogare servizi di qualita', come quelli sanitari'', ha commentato il relatore della manovra, Fabrizio Cecchetti (Lega Nord), che ha
evidenziato ''la riduzione di risorse messe a disposizione dallo Stato, in continuita' con il 2011, nonche' la considerevole diminuzione del tetto di spesa previsto dal Patto di Stabilita' che ha portato negli ultimi tre anni a una riduzione della capacità di spesa di circa il 25%''. Secondo il capogruppo della Lega Stefano Galli, il Bilancio lombardo si inserisce in ''un contesto internazionale nel quale i timori di recessioni appaiono purtroppo piu' che fondati: per la Lombardia rimane la speranza che fra le conseguenze di questa forte crisi economica e democratica possa affiorare una rinnovata e radicale volonta' di coscienza autonomista''. Il capogruppo del Pdl, Paolo Valentini, ha detto che ''si tratta di un bilancio realizzato con scarsi margini di manovra, difficile, che contiene tuttavia
significativi stanziamenti per gli investimenti, che sono a quota 600 milioni, e e per il credito alle imprese per il quale vengono stanziati 500 milioni''. Molto critiche invece le opposizioni. ''E' un bilancio che non punta sull'equità e sulla crescita, che non riforma la spesa regionale e che segna la fine del federalismo fiscale targato Lega - ha attaccato Enrico Brambilla (Pd) -. All'applicazione
indiscriminata e retroattiva dell'addizionale regionale Irpef si sarebbe potuta rimodulare l'aliquota decisa dalla Regione oppure esentare dai ticket sui farmaci e dal superticket su visite ed esami i redditi fino a 30mila euro. Sul fronte dell'equita' pesa anche il dimezzamento del fondo sociale destinato ai comuni''. Il capogruppo dell'Udc, Gianmarco Quadrini, ha parlato di ''un Bilancio che manca di consapevolezza e della necessaria condivisione trasversale''. Per Gabriele Sola (Idv) il Consiglio regionale ha approvato ''un'altra stangata per i cittadini lombardi, che dopo gli aumenti del trasporto pubblico locale sono costretti a pagare il super ticket nonostante di siano sensibilmente ridotti gli investimenti nei servizi mentre si scopre che per i direttori generali sono in arrivo aumenti''. Chiara Cremonesi e Giulio Cavalli di Sel hanno sottolineato che il ''Bilancio non ha nessun inversione di tendenza: la Regione rimane sorda su lavoro, scuola, politiche sociali e
ambientali''.(ANSA).
SANITA': LOMBARDIA, IN MANOVRA REGIONALE 2012 OLTRE 17 MLD PER SSR. RISPETTO A 2011 +0,6%, CECCHETTI TORNA SU RIMBORSI ARRETRATI PER PAZIENTI EXTRA REGIONE
(ADNKRONOS/ADNKRONOS SALUTE) - Milano, 21 dic. - Via libera del Consiglio regionale della Lombardia alla manovra di bilancio per il 2012 e per gli anni 2012 e 2014. Il capitolo piu' pesante e' ovviamente la sanita': 17 miliardi e 150 milioni per il sistema sociosanitario, lo 0,6% in piu' rispetto allo scorso anno. I documenti fissano il bilancio regionale nel suo complesso sui 23 miliardi. Soddisfatto del voto il relatore dei provvedimenti finanziari Fabrizio Cecchetti (Lega Nord), presidente della Commissione Bilancio. "La Lombardia potra' continuare ad erogare servizi di qualita', come quelli sanitari", commenta. Poi torna sulla "riduzione di risorse messe a disposizione dallo Stato, in continuita' con il 2011", e sul problema dei rimborsi arretrati per i pazienti di altre regioni che si curano in strutture lombarde. Al di la' delle difficolta', assicura,
"riusciamo a garantire il pagamento ai fornitori entro 90 giorni, un unicum a livello nazionale. Nel frattempo, siamo sempre in attesa che lo Stato ci rimborsi dei servizi sanitari che la Lombardia ha erogato a cittadini provenienti da altre Regioni per ben 769 milioni". La manovra incassa anche giudizi negativi dalle opposizioni, da quello di Gabriele Sola (Idv) che parla di "un'altra stangata per i cittadini lombardi, i quali dopo gli aumenti del trasporto pubblico locale sono costretti a pagare il super ticket", a quello di Enrico Brambilla del Pd che sottolinea: "All'applicazione indiscriminata e
retroattiva dell'addizionale regionale Irpef si sarebbe potuta rimodulare l'aliquota decisa dalla Regione oppure, come ha chiesto con forza il Pd, esentare dai ticket sui farmaci e dal superticket su
visite ed esami i redditi fino a 30mila euro". La sanita', voce piu' consistente, e' seguita a lunga distanza dal trasporto pubblico locale per il quale e' stato stanziato un miliardo (in aggiunta ai 197
milioni derivanti da risorse vincolate).
LOMBARDIA. OK A BILANCIO REGIONALE 2012, OLTRE 17 MLD A ... -2- CECCHETTI: "PORTATO A CASA LEGGE BILANCIO SODDISFACENTE"
(TMNEWS) - Milano, 21 dic. - Soddisfatto del voto il relatore dei provvedimenti finanziari Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) presidente della Commissione Bilancio della Regione Lombardia.
"Abbiamo portato a casa una legge di bilancio soddisfacente grazie al quale la Lombardia potrà continuare ad erogare servizi di qualità, come quelli sanitari". Secondo il capogruppo della Lega Nord, Stefano Galli, il Bilancio lombardo si inserisce in "un contesto internazionale nel quale i timori di recessioni appaiono purtroppo più che fondati". Per il capogruppo del Pdl, Paolo Valentini Puccitelli, "si tratta di un bilancio realizzato con scarsi margini di manovra, difficile, che contiene tuttavia significativi stanziamenti per gli investimenti, che sono a quota 600 milioni, e per il credito alle imprese per il quale vengono stanziati 500 milioni". Negativi, invece, i giudizi sulla manovra da parte delle minoranze. Il capogruppo dell'Udc, Gianmarco Quadrini, ha parlato di "un Bilancio che manca di consapevolezza e della necessaria condivisione trasversale". Per Gabriele Sola dell'Italia dei Valori, la manovra "è un'altra stangata per i cittadini lombardi, che dopo gli aumenti del trasporto pubblico locale sono costretti a pagare il super ticket nonostante di siano sensibilmente
ridotti gli investimenti nei servizi mentre si scopre che per i direttori generali sono in arrivo aumenti". Chiara Cremonesi e Giulio Cavalli di Sel hanno sottolineato che il "Bilancio non ha
nessun inversione di tendenza , così la regione rimane sorda su lavoro, scuola, politiche sociali e ambientali". Negativo il giudizio anche del Partito Democratico che attraverso il consigliere Enrico Brambilla parla di "un bilancio che non punta sull'equità e sulla crescita, che non riforma la spesa regionale e che segna la fine del federalismo fiscale targato Lega".
CONSIGLIO REGIONALE, ABOLITI ARTICOLI LEGGE SU CACCIA IN DEROGA E RICHIAMI VIVI
(OMNIMILANO) Milano, 21 dic. - Abrogati gli articoli delle leggi regionali venatorie n.13 e n.16 approvate quest'anno inerenti la caccia in deroga e la cattura dei richiami vivi. Lo ha deciso questo pomeriggio il parlamento lombardo con voto per appello nominale (61 voti favorevoli, nessuno astenuto, nessuno contrario: ha dichiarato la sua non partecipazione al voto Filippo Penati), recependo così l'invito del presidente della Giunta regionale Roberto Formigoni e ottemperando alla nota inviata alla Commissione Agricoltura dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale.
"Assumiamo questa decisione -ha spiegato il presidente della Commissione nonché relatore del provvedimento Carlo Saffioti (PdL)- come segno di attenzione e disponibilità verso la Commissione Europea, consapevoli che quanto contestato è però dovuto a inadempienze legislative in sede nazionale e non certo attribuibili a Regione Lombardia. E' da anni che in materia di caccia in deroga invochiamo da parte del Parlamento nazionale una normativa chiara e conforme con le direttive europee e che consenta alle nostre leggi regionali di essere al riparo da ogni impugnazione. Auspico che quanto prima il Governo italiano possa provvedere, allineandosi così agli altri Paesi europei anche in materia venatoria". Il provvedimento regionale viene contestato in sede europea perché, consentendo la caccia in deroga delle specie storno, fringuello, peppola, pispola e frosone, viola l'articolo 9 della direttiva comunitaria dal momento che "non fornisce alcuna indicazione sulle ragioni e sui motivi concreti che renderebbero necessario il prelievo di queste specie e non
rispetta il requisito riferito alla piccola quantità". Recependo le stesse motivazioni, in data 21 novembre il Consiglio dei Ministri aveva impugnato anche la legge lombarda sui richiami vivi. Da qui la decisione di intervenire anche su questa legge al fine di evitare il rischio di incorrere in sanzioni pecuniarie. Approvati tre ordini del giorno presentati rispettivamente da Mauro Parolini
(PdL), Alessandro Marelli (Lega Nord) e Gianantonio Girelli (PD) che formulano l'invito alla Giunta regionale ad attivarsi presso le istituzioni nazionali ed europee perché dal prossimo anno la Lombardia possa legiferare in piena legittimità sulla caccia in deroga e sull'utilizzo dei richiami
vivi. Giudicato invece inammissibile l'ordine del giorno presentato dal capogruppo dell'Italia dei Valori Stefano Zamponi, con il quale si chiedeva di addebitare le eventuali sanzioni pecuniarie ai 43 Consiglieri regionali che avevano votato a favore delle due leggi su deroghe e richiami vivi: la
presentazione di questo ordine del giorno ha suscitato vivaci proteste in Aula da parte del presidente Carlo Saffioti che lo ha definito "ricattatorio, forcaiolo, intollerabile e inammissibile", supportato su
questo argomento anche dagli interventi di Girelli (PD), Azzi e Parolini (PdL), Marelli e Toscani (Lega Nord). Stefano Zamponi e Gabriele Sola (IdV), Chiara Cremonesi e Giulio Cavalli (SeL) hanno infine sottolineato come questi provvedimenti avessero avuto inizialmente il voto contrario dei rispettivi gruppi, chiedendo pertanto alla maggioranza dell'Aula di ammettere il proprio errore e riconoscere la bontà delle osservazioni e delle critiche a suo tempo da loro formulate.
LOMBARDIA, ABROGATE NORME SU CACCIA IN DEROGA E RICHIAMI VIVI
(IL VELINO/AGV) - Milano, 21 dic. - Si e' conclusa con un'abrogazione all'unanimita' l'odissea delle leggi sulla caccia in Lombardia. Con 61 voti favorevoli, nessun astenuto ne' contrario, gli articoli delle leggi regionali n.13 e 16 che trattano la caccia in deroga ad alcune specie di uccelli
e la cattura dei richiami vivi sono stati abrogati, mettendo la parola fine a mesi di polemiche, scambi di accuse, ricorsi culminati nella presa di posizione della Commissione europea. Proprio "come segno di attenzione disponibilita'" verso l'organo Eu il consiglio ha deciso per l'abrogazione, secondo il relatore Carlo Saffioti (Pdl): "Consapevoli pero' – ha precisato - che quanto contestato e' dovuto a inadempienze legislative in sede nazionale non certo attribuibili a Regione Lombardia. E' da anni che in materia di caccia in deroga invochiamo da parte del parlamento una normativa
chiara e conforme con le direttive europee e che consenta alle nostre leggi regionali di essere al riparo da ogni impugnazione". Cosi' pero' non e' stato finora, e le deroghe approvate finora dalla Lombardia su specie come fringuelli, storni, peppole, pispole e frosoni sono state considerate
dall'Unione Europea non conformi alla relativa direttiva comunitaria, sulla base di una mancata indicazione "circa le ragioni e i motivi concreti che renderebbero necessario il prelievo di queste specie, e non rispetta il requisito riferito alla piccola quantita'". Partendo dalla stessa direttiva, il 21 novembre scorso il Consiglio dei ministri aveva impugnato anche la legge lombarda sull'utilizzo dei
richiami vivi, motivo per cui anch'essa e' stata abrogata insieme a quella sulla caccia in deroga. Nel corso del dibattito non e' mancato lo scontro, come quando Stefano Zamponi (Idv) ha presentato un ordine del giorno chiedendo che eventuali sanzioni relative alle leggi sulla caccia venissero addebitate ai 43 consiglieri regionali che avevano votato a favore delle norme abrogate. Ordine del giorno giudicato "inammissibile" dall'ufficio di presidenza, e giudicato "ricattatorio, forcaiolo e intollerabile" da Saffioti. Contro l'odg si sono schierati anche Pd e Lega.