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MANOVRA. DI PIETRO: NO A FIDUCIA, GOVERNO SI È ARRESO ALLE LOBBY"PRESI I SOLDI AI PENSIONATI INVECE CHE AGLI EVASORI E A FINANZA"
(TMNews) - Roma, 16 dic. - Italia dei Valori non voterà la fiducia al Governo sulla manovra economica. Lo ha annunciato Antonio Di Pietro, parlando in aula alla Camera per dichiarazione di voto. Quello presieduto da Mario Monti, ha accusato il leader dell'Idv,"è nato come Governo tecnico ma è diventato subito Governo politico, rinunciando ai suoi stessi principi". Di Pietro ha ricordato di aver votato la fiducia "sulla parola" alla nascita dell'esecutivo, "dovessimo tornare indietro - ha precisato - vela daremmo ancora, meglio vedere rappresentare l'Italia da Monti piuttosto che da Berlusconi che ci faceva vergognare e deridere. Meglio confrontarsi con personalità e professionalità come voi,piuttosto che con ex ministri come Saverio Romano, Cosentino,inquisiti per fatti di mafia. Non è in discussione da parte nostra la possibilità di poterci confrontare nel merito con voi".Con la fiducia, ha sostenuto l'ex pm, "noi ci sentiamo sottoricatto ma anche voi siete sotto ricatto". Ha citato le dichiarazioni dei sottosegretari Antonio Catricalà e Gianfranco Polillo, il primo si è detto "deluso" dalle mancate liberalizzazioni, il secondo ha spiegato, secondo la ricostruzione di Di Pietro, che non è stata fatta l'asta sulle frequenze tv "perché nella maggioranza c'è anche il Pdl". "Ci dispiace - ha detto ancora Di Pietro - vedervi così arrendevoli,arresi". "Noi la fiducia ve la vorremmo dare - ha concluso – ma questa manovra è iniqua, ingiusta. Fa pagare il costo della crisi ai pensionati e non alle lobby finanziarie. Avete preferito prenderli a loro piuttosto che agli scudati fiscali o con un accordo con la Svizzera, come la Germania e l'Inghilterra, sui soldi di chi è andato a nasconderli lì".
 
MANOVRA: DI PIETRO (IDV), NEGHIAMO FIDUCIA PERCHE' INIQUA
(AGI) - Roma, 16 dic. - "Noi la fiducia ve la vorremmo dare, ma ve la neghiamo, perche' questa manovra e' iniqua e ingiusta".Lo ha detto il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, rivolgendosi ai banchi del governo durante il suo intervento in Aula durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al decreto Salva Italia. "Ci dispiace davvero che nel merito non ci avete permesso di confrontarci su questa manovra, ma ci chiedete la fiducia. Siete sotto ricatto - ha aggiunto Di Pietro - per bocca vostra abbiamo preso atto che questa manovra l'avreste fatta in modo diverso di come l'avete fatta se ne aveste avuta la possibilita'. Catricala' si e' detto amareggiato perche' la forza delle lobby in Parlamento e' ancora potente. Ci dispiace vedervi cosi' arrendevoli, arresi".

MANOVRA. DI PIETRO: GLI ALLEATI? IO RAPPRESENTO IL PAESE REALE
(DIRE) - Roma, 16 dic. - "Questa mattina ho parlato col cuore. C'e' la prova provata che questa manovra ha preso ancora una volta a quelli che il conto lo pagano tutti i giorni". Lo dice il leader Idv, Antonio Di Pietro, ai microfoni di Tgcom24. "Tutti i gruppi- continua Di Pietro- oggi hanno detto che la manovra non va bene perche' i soldi potevano essere presi da altri capitoli: dalle frequenze tv, dall'evasione fiscale, dalle slot machines. Tutti hanno detto che la manovra non andava, ma allora perche' l'hanno votata? Chi non ha fatto il proprio dovere? Noi che abbiamo detto che i soldi si potevano trovare altrove o loro che, pur pensandolo, hanno fatto finta di niente?". Di Pietro conclude parlando dei rapporti tra Pd e Idv: "Io non sto con nessuno se non con i cittadini che ci hanno scelto per rappresentarli. I cittadini si devono rendere conto che tutti hanno detto che la manovra e' iniqua e ingiusta. Sono orgoglioso di rappresentare il Paese reale all'interno del Parlamento. Noi a Monti abbiamo dato al fiducia per governare diversamente da Berlusconi, e lo rifaremo, perche' preferisco Monti. Berlusconi mi faceva vergognare quando andava in giro. Pero' il suo provvedimento e' sbagliato, perche' si e' arreso alle lobby e alla logica parlamentare".

MANOVRA. DI PIETRO: SIETE BRAVE PERSONE, MA VI ARRENDETE A LOBBY(DIRE) Roma, 16 dic. - "Volete che persone brave come voi non abbiamo la nostra fiducia? Ma ci dispiace vedervi così arrendevoli alle lobby presenti in parlamento". Lo dice il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, in dichiarazione di voto alla Camera. Di Pietro cita l'intervista di oggi del sottosegretario Catricala' che dice 'la forza delle lobby in parlamento e' ancora potente'... "Ue', ma voi siete al governo" eppure "siete voi stessi che dite che non avete potuto fare l'asta sulle frequenze perche' sottoposti a lobby parlamentari". Insomma, conclude, "ci auguriamo che possiate tornare a essere persone tutte d'un pezzo che fanno gli interessi di tutti i cittadini italiani".

MANOVRA: DI PIETRO, GOVERNO AMMETTE PIEGATO A LOBBY
(ANSA) - Roma, 16 dic. - Sono stati gli stessi membri del governo ad ammettere che l'esecutivo di e' piegato alle''lobby'' e ai ''ricatti'' nel definire la manovra. Lo ha detto Antonio Di Pietro nelle dichiarazioni di voto sulla fiducia alla Camera, citando l'odierna intervista di Antonio Catricala' su Repubblica e l'intervento del sottosegretario al Tesoro Gianfranco Polillo a Ballaro' martedi' sera. Di Pietro ha prima letto un brano dell'intervista di Catricala' in cui si afferma che le liberalizzazioni sono state cambiate in parlamento perche' ''la forza delle lobby e' ancora potente''. ''Oe' - ha esclamato-  ma voi siete al governo. Voi stessi dite che siete sottoposti a lobby parlamentari''.   Poi il leader di Idv ha citato Polillo sostenendo che il sottosegretario, da Floris avrebbe ammesso, che l'asta sulle frequenze Tv non e' stata inserita nel decreto perche' il Pdl era contrario. ''Detta in 'dipietrese - ha aggiunto - non avete inserito l'asta perche' avete bisogno del voto del partito di Berlusconi che se le e' prese gratis le frequenze''. (ANSA).

MANOVRA. DI PIETRO: VEDIAMO CHI NON VOTA ODG SU GARA FREQUENZE TV
(DIRE) - Roma, 16 dic. - L'Italia dei Valori ha presentato un ordine del giorno alla manovra (9/4829/114), a prima firma di Antonio Di Pietro, sulla messa in gara delle frequenze televisive. Nell'atto si impegna il governo ad adottare tutte le opportune iniziative affinche' i sistemi di radiodiffusione digitale e terrestre vengano messi all'asta. "Nessuno ci toglie dalla testa - afferma il leader Idv, Antonio Di Pietro- ne' ci puo' impedire di denunciare pubblicamente qualcosa che rischia di essere piu' di un inciucio, addirittura un atto illegale che calpesta tutte le regole della democrazia. Infatti, attraverso una procedura diversa dall'asta pubblica e segnatamente un bando in modalita' beauty contest, sei frequenze potrebbero essere assegnate, di fatto, a costo zero sia a Rai che a Mediaset. Quindi, nell'odg che abbiamo presentato chiediamo all'esecutivo di adottare le opportune iniziative affinche' l'Agcom stabilisca le condizioni economiche di assegnazione delle frequenze tramite una procedura ad evidenza pubblica, competitiva che garantisca la partecipazione alla stessa di tutti i soggetti interessati a livello nazionale e comunitario". "Ci auguriamo che gli uomini di buona volonta' in questo Parlamento abbiano un sussulto di dignita', si associno alla nostra richiesta e sottoscrivano il nostro atto", conclude Di Pietro.

CRIMINALITA': DI PIETRO, FARE LUCE SU VICENDA EX KILLER BANDA MAGLIANA. INTERROGAZIONE A MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
(Adnkronos) - Roma, 16 dic. - A seguito di un articolo pubblicato oggi da 'L'Espresso' sulla Banda della Magliana, il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha presentato un'interrogazione al ministro della Giustizia, Paola Severino, per chiederle di fare luce al piu' presto sulla vicenda riportata dal settimanale, secondo cui Raffaele Pernasetti, ex membro della Banda della Magliana, attualmente in semi liberta', e' impiegato come aiuto cuoco presso un noto ristorante del quartiere Testaccio, locale gia' noto come base per le riunioni di personaggi criminali a partire dal 2003. ''Si evince chiaramente come la vicenda della Banda della Magliana - spiega il leader IdV - continui ad avere luci e ombre che le inchieste giudiziarie stanno cercando di dissipare. Chiediamo al ministro della Giustizia di verificare presso gli organi competenti come mai Raffaele Pernasetti, esponente di spicco di quel gruppo malavitoso, sia impiegato come aiuto cuoco, insieme a suo fratello, proprio nel locale indicato dal collaboratore di giustizia Dario Marsiglia come punto d'incontro per la criminalita'''. Nel testo dell'interrogazione, Di Pietro chiede inoltre di ''garantire prima possibile il programma di protezione per Marsiglia, considerato attendibile dai pm ma escluso da tale misura e di sapere qual e' stato il proseguo delle indagini visto che dall'articolo risulta che i magistrati Lotti e Cavallone siano stati trasferiti in altre procure''. ''Non vorremmo - conclude Di Pietro - che l'attivita' investigativa sia stata interrotta. Al momento, infatti, la prima parte delle indagini, riguardante la pista della droga, ha ottenuto risultati e arresti dei responsabili, ma per il resto sembra che tutto taccia''.

CARCERI. IDV: RISCHIO GIUSTIZIA A DOPPIA VELOCITA'
Roma, 16 dic. - "La previsione di utilizzare la detenzione domiciliare per le pene, anche residue, inferiori a 18 mesi, così come formulata, è una misura generalizzata rischiosa perché, di fatto, per alcune condanne, viene esclusa la reclusione in carcere. E ciò comporterebbe una ricaduta negativa sulla sicurezza e la deterrenza, per specifiche gravi ipotesi delittuose, altamente offensive, quali i reati contro la pubblica amministrazione o il falso in bilancio, ben raramente sanzionate con pene detentive superiori ai 18 mesi". Lo affermano in una nota congiunta il Presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, il Capogruppo in Commissione Giustizia al Senato, sen. Luigi Li Gotti, e il Capogruppo in Commissione Giustizia alla Camera, on. Federico Palomba. "E' assolutamente necessario, quindi, prevedere l'esclusione di applicazione di tale previsione astratta ai suddetti reati e a quelli caratterizzati da pesante offensività. I reati dei colletti bianchi hanno provocato e provocano gravissimi danni al Paese, basti considerare il prezzo pagato per la corruzione, stimato dalla Corte dei Conti, in oltre 60 miliardi l'anno. Dobbiamo scongiurare che questi criminali si sentano garantiti nelle loro malefatte dal sapere che mai varcheranno le soglie del carcere. Non vi è dubbio che l'attuale sistema carcerario soffra della carenza di posti ma la soluzione deve, comunque, rimanere quella di creare più posti in strutture più idonee, oltre ad un maggiore impegno e al reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti, e non certo quello, sic et simpliciter, di mandarli fuori. Questa sarebbe, infatti, una giustizia a doppia velocità in base alla quale i poveri cristi restano in carcere e i criminali dei colletti bianchi non dovranno mai temere di scontare la pena in carcere. Ciò anche perché, durante le indagini preliminari, prima ancora che vi sia la condanna definitiva, i criminali con il colletto bianco chiederanno di stare fuori nella ragionevole previsione che, poi, la condanna non supererà un anno e mezzo di carcere e, quindi, che mai sarebbero ristretti in galera. In conclusione, deve scongiurarsi che una norma astrattamente applicabile diventi essa stessa criminogena, giungendo al risultato di incentivare il malaffare".

 

 

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