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“Premesso che siamo tutti d’accordo che le misure antismog prese su un’area vasta siano meglio di provvedimenti limitati al territorio di una singola amministrazione, bisogna poi però fare i conti con la realtà. Il tavolo provinciale con i Sindaci teoricamente va bene, ma in pratica si sta rivelando un fallimento sia per la sempre più esigua partecipazione, sia per i limiti dei poteri della Provincia che non può imporre le decisioni eventualmente prese a quel tavolo a quei Comuni che, magari assenti, non le condividono.”
E’ quanto afferma il capogruppo di Italia dei Valori in Provincia di Milano Luca Gandolfi, dopo aver seguito l’intera riunione tenutasi ieri a Palazzo Isimbardi.
“Ieri ero presente dall’inizio fino alla fine della riunione – spiega Gandolfi – e considerando che molti banchi erano vuoti, mentre in alcuni erano seduti dei consiglieri provinciali, dei tecnici, dei rappresentanti di varie categorie, quelli restanti in cui vi erano i Sindaci o assessori dei Comuni invitati si riducevano, da un mio conteggio fatto nel momento di “pieno”, al massimo a 31. Troppo pochi rispetto ai 134 totali per pretendere, come avrebbe desiderato l’assessore Stancari, di votare un lungo documento consegnato solo a inizio riunione.”
“L’assessore Stancari – aggiunge Gandolfi – ha lanciato la proposta di sostituire il tavolo con una “cabina di regia” in cui vi sia un numero ristretto di Sindaci chiamati a rappresentanza di tutti i 134 del territorio. Cambierebbe poco o niente sotto questo punto di vista, considerata la sempre più ristretta partecipazione al tavolo provinciale. La novità è che si avanza la pretesa che le decisioni prese dalla “cabina” venissero poi poste in essere da tutti i Comuni. Un ruolo fondamentale affinché ciò avvenga spetta però alla Regione Lombardia, l’unica che ha nei suoi poteri la possibilità di imporre le decisioni anche alle amministrazioni Comunali. Potere che, come è ormai evidente anche ai sassi, la Provincia non ha. La Regione, presente ieri solo con i suoi tecnici, non ha però fatto pervenire alcuna risposta in tal senso.”
“Il nocciolo della questione – continua Gandolfi – è tutto lì: se la Regione Lombardia continua a fare orecchie da mercante alle sollecitazioni della Provincia e del Comune di Milano, qualsiasi decisione venga presa dal “tavolo dei Sindaci” o dalla “cabina di regia” (chiamatela come vi pare, invitate chi vi pare) rischia di venire disattesa da quei Comuni che non la ritengano utile al proprio singolo territorio. Risultato? Avremo sempre provvedimenti a macchia di leopardo con un’efficacia ridotta rispetto a quella che potrebbero avere se adottati effettivamente su tutta l’area vasta.”
Conclude poi Gandolfi: “La soluzione? A breve, che la Regione si svegli dal lungo sonno e faccia la sua parte. Dopo lo scandalo di Nicoli Cristiani (ex vice presidente del Consiglio regionale, ma anche ex assessore all’ambiente del Pirellone) che ha coinvolto anche ARPA, la Regione dimostri di avere ancora una coscienza ambientale. Nel medio periodo invece bisogna accelerare il percorso verso la creazione della Città Metropolitana in modo che a questa nuova istituzione vengano attribuiti poteri in grado di incidere realmente su tutto il territorio che oggi è di competenza della quasi defunta Provincia. Altrimenti continueremo a gettare fumo negli occhi e il Comune di Milano avrà tutto il diritto, anzi il dovere, per garantire il diritto alla salute dei propri concittadnini, di procedere in modo deciso con provvedimenti purtroppo limitati al territorio di sua stretta competenza.”
Milano, 15 dicembre 2011
Gruppo consigliare Italia dei Valori Provincia di Milano