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MANOVRA: DI PIETRO, SE NON CAMBIA VOTEREMO NO ANCHE A FIDUCIA-RICATTO. CONTROMANOVRA IDV IN 25 EMENDAMENTI
Roma, 13 dic. - "Vogliamo fare il possibile per non  arrivare a votare contro il provvedimento e contro la fiducia", ma  "diremo di no ad una fiducia-ricatto per approvare una manovra che  tutti dichiarano essere ingiusta". Antonio Di Pietro, presentando la  'contromanovra' di Italia dei valori, ha chiarito la posizione del suo partito in vista dell'approdo in aula del decreto. "L'obiettivo di Italia dei valori e' arrivare ad una manovra che risponda alle esigenze dell'Ue ma che abbia equita', giustizia  sociale, sviluppo per il Paese -ha detto Di Pietro-. Le preoccupazioni di Idv oggi sono di tutti i partiti. E se tutti dicono che non va bene perche' non possiamo cambiare la manovra?". Per questo, Italia dei valori ha firmato 25 emendamenti ("nessun ostruzionismo", dice Di Pietro) che prevedono tra l'altro piu'  detrazioni fiscali per la famiglie, riduzione dell'Imu per immobili  non pregiati, indicizzazione delle pensioni fino a 2mila euro. Di  contro, si prevedono tagli alla politica per 12 mld l'anno (a partire  dall'abolizione di tutti i vitalizi), alle auto blu, alle consulenze,  alle partecipate, agli enti inutili. Inoltre, meno spese militari,  l'asta per le frequenze, maggior prelievo sugli scudati, accordo anti  evasori con la Svizzera (per 12mld), bollo sulle transazioni, Irpef  maggiorata per redditi alti, Ici per la Chiesa e tutti i "falsi enti  no-profit".

MANOVRA, DI PIETRO: SE NON CAMBIA NO ANCHE A FIDUCIA-RICATTO
Roma, 13 dic. - "L'impegno dell'Italia dei valori e' di avere una manovra equa e giusta e lavoreremo fino all'ultimo per avere questo risultato. Ma, a differenza di chi critica la manovra e poi vota la fiducia, noi non intendiamo votare la manovra e la fiducia se questa dovesse diventare il ricatto per approvare una decreto ingiusto". E' questa la posizione del leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, secondo cui chi vota la manovra senza ritenerla giusta "da complice rischia di diventare connivente". "Questi comportamenti da Ponzio Pilato - ha sottolineato - portano all'omicidio della democrazia".

MANOVRA: IDV, PROF. MONTI SPIEGHI LIBERALIZZAZIONI A PREMIER
Roma, 13 dic. - Il professor Monti spieghi al premier Monti l'importanza delle liberalizzazioni per la crescita dell'economia del Paese. E' questa l'ironica sollecitazione al governo da parte di Antonio Di Pietro, dopo che un emendamento del governo alla manovra fa slittare le stesse liberalizzazioni. ''Noi tutti - ha detto Di Pietro nel corso di una conferenza stampa - leggevamo con ammirazione, e oggi con costernazione gli editoriali del professor Monti sulle liberalizzazioni e sull'impegno prioritario necessario per eliminare corporazioni e privilegi. Spero che il professor Monti - ha concluso il leader di Idv - spieghi tutto cio' al premier Monti''.

FREQUENZE TV, DI PIETRO: E' PREZZO FIDUCIA PAGATO A BERLUSCONI?
Roma, 13 dic.  - "Non ha senso e non ha logica non mettere in gara le frequenze televisive, salvo che queste non siano il corrispettivo a Berlusconi per dimettersi e votare la fiducia". Lo ha detto il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, durante la presentazione degli emendamenti del suo partito alla manovra del governo. "Monti - ha spiegato Di Pietro - o mette in gara le frequenze televisive o nessuno ci toglie dalla testa che questo sia il prezzo pagato per qualcosa che rischia di essere piu' di un inciucio".

COSTI POLITICA. DI PIETRO: PARLAMENTO PINOCCHIO BLOCCA TAGLI
Roma, 13 dic. - "Signori 'Pinocchio' del Parlamento: la verita' e' che non volete tagliarvi le indennita'". Cosi' il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro interviene, sulla sua pagina facebook, sulla polemica inerente il taglio delle indennita' ai parlamentari. "Noi denunciamo il comportamento da 'Pinocchio' del Parlamento- prosegue Di Pietro- che fa finta di essere offeso perche' la riduzione degli stipendi dei deputati e' stata inserita nel decreto Monti e che dice che devono essere le Camere a doverla approvare senza ingerenze esterne. L'Italia dei Valori ha presentato e ripresentera' un apposito emendamento per l'immediato taglio delle indennita' parlamentari perche' riteniamo la legge del buon esempio il primo provvedimento che doveva approvare il governo Monti, ancora prima di varare questa manovra. Il Parlamento non puo' chiedere sacrifici ai cittadini se prima non applica a se stesso cio' che chiede al Paese", conclude.

MANOVRA: IDV, NO OSTRUZIONISMO MA VA MODIFICATA
Roma, 13 dic. - "Abbiamo presentato 25 emendamenti, non vogliamo fare nessun ostruzionismo ma presentiamo proposte alternative per avere piu' equita', efficienza, giustizia sociale e possibile sviluppo". Lo ha detto il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. "C'e' chi dice - ha aggiunto che se non votiamo a scatola chiusa non facciamo piu' parte di questa coalizione, ma noi siamo in Parlamento non per interessi di partito ma per l'interesse del Paese. Io mi riconosco nelle parole della segretaria della Cgil, Camusso, che ha detto di voler vedere il provvedimento per dire poi se lo condivide o no. Chi vota a scatola chiusa - ha concluso - fa politica con gli occhi chiusi".

MANOVRA: DI PIETRO, PARLAMENTO LA CAMBI O E' SCONFITTA DELLA POLITICA. MONTI DOVEVA COMINCIARE CON LEGGE BUON ESEMPIO SU SPRECHI, SONO  ALMENO 12 MDL
Roma, 13 dic. - 'In questo Parlamento, purtroppo,  c'e' una maggioranza eterogenea, che va dal Pd al Pdl, che dice che  questa manovra non va bene ma la vota lo stesso. E' come se una donna  dicesse a un uomo 'non mi vai bene come marito, ma ti sposo lo  stesso'. E' una cosa da matti: se non andiamo d'accordo, perche' ci  sposiamo? Credo che sia una sconfitta della politica, quella di non  saper cambiare in Parlamento una legge che e' lo stesso Parlamento che deve fare: se non gli piace, la cambi. Altrimenti e' complice''. Lo  dice Antonio Di Pietro, leader dell'Idv, a 'Una domanda a...', sul  sito Ign/Adnkronos. ''L'Idv sta facendo il possibile e l'impossibile per chiedere  eliminare i costi della politica -aggiunge- Io personalmente ho detto  al presidente Monti che se voleva essere credibile per prima cosa  doveva fare una 'legge del buon esempio'. Cioe', prima della manovra,  presentare una proposta di legge governativa da portare in Parlamento  per eliminare tutti gli sprechi dei costi della politica. Certo, al  primo posto ci sono le indennita' parlamentari ma lungo tutto l'asse  abbiamo individuato 12 miliardi all'anno di risparmi sui costi della  politica: con l'accorpamento dei comuni, con l'eliminazione delle  province, dei Cda delle societa' partecipate, l'abbattimento al 50 per cento dei costi elettorali e tanti altri sprechi. Bisognava fare tutto questo perche' prima di chiedere ai cittadini qualcosa, bisogna  dimostrare conm il buion esempio che lo si chiede a noi stessi''.

 

 

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