Now In:  HomeSito Ufficiale Notizie Italia dei Valori Lombardia
 
Notizie - Italia dei Valori Lombardia Riduci
             

12

Condividi su facebook

 

 

Nel capo IV del decreto ‘salva Italia’, tra le misure per lo sviluppo infrastrutturale, all’articolo 43, il Governo Monti, dal comma VII al comma XVI, il Governo Monti, attraverso precise disposizioni interviene normando il miglioramento della sicurezza delle grandi dighe e la relativa manutenzione di quelle con oltre 50 anni di vita.
Fermo restando la condivisibile necessità di alleggerimento delle procedure e riduzione dei costi, il nostro lavoro propositivo si è concentrato sulle cd ‘altre misure’.     
Nell’articolo a firma Stefano Agnoli, pubblicato oggi a pagina 9 del Corriere della Sera, tale provvedimento viene paragonato alla famosa teoria politico-economica keynesiana della grande buca, con cui si giustificava l’impulso di investimenti statali e l’impiego di fondi pubblici a supporto dell’economia.
Su tale questione già venerdì l’Italia dei Valori, con un emendamento a prima firma Piffari, aveva già sottolineato l’importanza di circoscrivere tale attività di rimozione dei sedimenti accumulatisi nei serbatoi ai soli casi in cui sia stato accertato un concreto rischio di ostruzione degli organi di scarico, in modo da ridurre l’impatto ambientale della misura evitando anche la duplicazione degli interventi, trovando un parziale accoglimento da parte del Governo.
Nella sola Lombardia, ad esempio, quasi tutti i grandi bacini, da Bergamo a Varese, da Brescia a Como o Valtellina, tutte le dighe hanno più di 50 anni.   
Se a livello nazionale consideriamo che il provvedimento riguarderebbe circa 200 dighe e per ogni diga sarebbe circa 1 milione di metri cubi di materiale da rimuovere, è facile calcolare quanti mezzi da 10 metri cubi sarebbero da utilizzare per la movimentazione di tale quantità di sedimenti per applicare letteralmente il decreto Monti.
Nella mattinata di oggi è stato presentato un ulteriore sub-emendamento a prima firma Piffari in cui si impone alle Regioni, dove rilevato il rischio concreto, di individuare siti idonei a disposizione dei concessionari per lo stoccaggio definitivo del materiale rimosso.

 

Mi auguro che il Governo prenda in considerazione anche questa ulteriore proposta emendativa dell’Italia dei Valori che vuole rendere tale provvedimento più accettabile agli occhi di cittadini e territorio, evitando la corsa da parte di imprese ‘cattive’ verso interventi per un volume d’affari di oltre 1 miliardo di euro i cui costi ricadrebbero inevitabilmente sulle bollette dei cittadini 

Syndicate