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Mercoledì 23 Novembre, 2011
 
BRESCIA
 
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Sanità bresciana, scende la scure. Diminuiranno reparti e posti letto. L'accusa: «E' un favore ai privati»Meno reparti ospedalieri, meno posti letto, ma anche meno «poltrone» per i baroni della medicina bresciana: questo l'effetto della «Proposta Tecnica Regole 2012» per la sanità regionale lombarda, presentata in Commissione Sanità. Un documento che dietro al linguaggio tecnico dice una cosa chiara: i reparti ospedalieri pubblici andranno tagliati del 10%.
 
Cosa significa per la sanità bresciana e per i cittadini?
 
Che i doppi e i tripli reparti tipici della sanità pubblica bresciana verranno posti sotto esame e sforbiciati, eliminati o accorpati: così le cardiochirurgie (che a Brescia sono cinque) dovranno essere ridotte e a farne le spese saranno quelle degli Spedali Civili. Idem per altri reparti di grande importanza (anestesia, ortopedia), nei quali le competenze sono duplicate. Ma significa anche il reparto neonatale di Gardone Valtrompia sarà eliminato; che alcuni consultori pubblici saranno smantellati; che i ricoveri in day hospital ospedaliero si trasformeranno (a parte poche eccezioni) in prestazioni esterne con elevati ticket.
 
Una rivoluzione che accade non perché alla sanità lombarda saranno destinati meno soldi: il fondo sanitario regionale non scende ma anzi salirà nel 2012 da 17 miliardi e 187 milioni a 17 miliardi e 450 milioni (250 milioni in più).
 
E allora dove andranno i soldi che il piano di tagli alla sanità pubblica prevede? Il documento non lo dice, ma molti consiglieri regionali ritengono che andranno alla sanità privata accreditata e rimborsata, così come ai posti letto per «sub-acuti» tipici delle cliniche private: quelli non scendono, anzi salgono di 850 unità.
 
«Sono in vista cambiamenti radicali per i cittadini bresciani: riduzione dei posti letto e più attese. Saranno soppressi molti posti letto in day hospital e istituito un ticket da 66 euro», spiega il consigliere regionale Gian Antonio Girelli (Pd). «Ci sarà poi una contrazione del personale medico, già in crisi: e la chiusura di realtà in provincia, come il reparto natalità di Gardone Valtrompia. E allora dove andranno a nascere i bambini, visto che gli Spedali Civili sono già pieni? nelle cliniche private. I soldi andranno alla sanità privata e saranno distrutte le eccellenze della sanità pubblica».
 
Ancora più duro il consigliere regionale Francesco Patitucci (Idv): «Dietro questo progetto c'è la mano di Cl, della Compagnia delle Opere e delle loro cooperative: è un regalo alla sanità privata».
 
Vigile il consigliere Pierluigi Toscani (Lega): «I tagli decisi a livello statale per la sanità riguardano soprattutto l'edilizia ospedaliera, 520 milioni in meno; il fondo sanitario regionale invece non scende ma sale. Se il piano è un modo per tagliare il "poltronificio" dei medici - le cardiochirurgie sono il doppio di quelle che servono - mi sta bene, se si tradurrà in maggiori soldi al privato rimborsato no. La Lega vigilerà».
 
Favorevole al piano il consigliere Margherita Peroni (Pdl): «Le nuove regole mirano alla razionalizzazione: a Brescia l'Asl e l'azienda ospedaliera potranno unire alcuni servizi amministrativi con notevoli risparmi».
 
 
Ferruccio Pinotti

 

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