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Sono pregiudizialmente contrario ad un Governo Tecnico, guidato da Mario Monti o da chiunque altro salvatore della patria, voluto da un insieme di enti ed entità sovranazionali quali Bce, Commissione Europea, Fmi, Sarkozy e  Merkel , non dal popolo italiano, e che pretendono in aggiunta alle recenti misure già adottate dal Governo Berlusconi, nuovi rimedi lacrime, sudore e sangue a carico come sempre dei soliti noti, ovvero lavoratori, pensionati, precari, disoccupati, in particolare donne e giovani.
 
Marcello De Cecco, economista e ordinario di Storia della finanza e della moneta alla Scuola Normale di Pisa (intervistato da “venerdì di Repubblica” del 11/11/2011) asserisce che: “Oggi abbiamo in percentuale lo stesso debito pubblico che avevamo nel 1992, con la lira, appunto: il 120% del Pil. Lo spread era altissimo, più di oggi, ci pensò Ciampi a riportarlo indietro. Fu un brutto periodo, ci furono la crisi finanziaria e misure restrittive pesantissime. La lira si avviò poi al tramonto non prima di un paio di svalutazioni,  allora si poteva fare. Solo che con la svalutazione del ’92 sono cominciati anche i veri guai redistributivi dell’Italia. I soldi sono andati nelle tasche di chi fa i profitti invece che in quelle dei lavoratori dipendenti. Una svalutazione è sempre a danno dei lavoratori dipendenti. Con la lira se ne accorgevano meno, ma con l’euro si vede benissimo dove vanno i soldi ed è per questo che oggi la gente è più arrabbiata”.
 
Continua De Cecco: “Con l’euro ogni Paese ha avuto i suoi vantaggi, ma per noi entrare nella moneta unica era vitale. Era un modo per proteggere l’enorme debito pubblico. Si pensava che stando insieme ai tedeschi avremmo goduto anche noi di tassi di interesse più bassi sui titoli del debito, per esempio. La cosa ha funzionato alla grande e avrebbe continuato a funzionare se la Merkel non avesse deciso di fare un po’ di politica elettorale interna accusando greci e italiani di essere scansafatiche e mangiapane a tradimento. Questo bailamme sull’euro è più che esagerato. È stato creato. La verità è che i greci hanno nascosto i conti, ma a farlo è stato il governo conservatore protetto dalla signora Merkel.  In particolare, hanno speso somme enormi per le Olimpiadi e non gli è tornato in tasca neanche un euro. Quegli impianti non rendono niente e così si sono ritrovati indebitati fino al collo. La Grecia sta affondando, ma la Merkel lo sapeva benissimo anche prima. Nell’ottobre 2009, i greci avevano dichiarato ufficialmente alla Ue che avrebbero toccato il 12% di deficit. Lo sapevano tutti. La Merkel ha fatto finta di cadere dal pero quando Papandreou, dopo il suo arrivo al potere, ha dichiarato che il buco era del 15%”.
 
Prosegue De Cecco: ”Del tutto diverso il Caso dell’Italia. Abbiamo un deficit relativamente piccolo rispetto agli altri, e il solito debito, che in verità ai tempi del centrosinistra era sceso al 100 % del Pil, ora questo governo lo ha riportato al 120%”. Il problema è un governo che non ha voluto e non ha saputo fare. Io credo che il comportamento del governo Berlusconi sia stato indegno di un Paese civile come l’Italia. Ma non mi pare che Sarkozy o Merkel siano poi tanto meglio. Abbiamo una classe politica europea di livello infimo. In Francia, per tradizione, comandavano i primi della classe, oggi comandano i mediocri; a farli apparire grandi è solo il pulcinellismo del governo di Roma. All’ombra di Berlusconi scompare anche la loro inettitudine, gli dovrebbero fare un monumento”.
 
Conclude De Cecco: “Ora ci chiedono di fare alcune cose se no staccano la spina. Ma che vuol dire staccare la spina? La verità è che il governo italiano ha un potere di ricatto enorme. Perché il governo italiano è un kamikaze. Se decide di farsi esplodere salta tutto. Portogallo o Grecia li puoi anche neutralizzare. Ma non è possibile un default italiano. Ne rimarrebbe un cumulo di macerie, in Europa e anche in America. Ma con questi interlocutori, in Europa, la cosa è sempre possibile, tutto può succedere anche che si rompa l’euro. Ma perché questo accada ci vuole qualcuno che decida di rovinarsi fino in fondo. E questo è il potere di ricatto degli italiani, che non mi piace affatto. È una situazione in cui un governo, il nostro, ha nelle mani un potere minaccioso, che davvero non merita di avere. 
E non è detto che se fossimo soli, e con una moneta nazionale, saremmo un Paese ricco e felice. La Gran Bretagna ha una moneta per suo conto, che è stata svalutata del 27%  in un anno, un’inflazione oltre al 5% e una disoccupazione più alta della nostra. E le esportazioni non sono aumentate. Loro stessi dicono oggi che, se non tira l’Europa, anche loro rimangono al palo”.
 
Si tenga poi presente che l’attuale crisi mondiale è stata innescata da quella finanza internazionale e da quelle banche americane e multinazionali che ora vogliono dettare le condizioni e le misure economiche che devono intraprendere, per quanto riguarda la zona euro, i paesi amorevolmente definiti PIGS (“maiali” dalle iniziali di Portogallo, Italia/Irlanda, Grecia e Spagna).
 
Anche in America i cittadini hanno cominciato ad opporsi al pensiero unico neoliberista e contro le lobby del denaro, ne è l’esempio il movimento ‘Occupy Wall Street’, nato per denunciare gli abusi del capitalismo finanziario, che è recentemente sceso in piazza a New York (dimostrazioni simili si sono svolte in altre 70 città degli Stati Uniti, in Canada, Australia e Regno Unito a Londra) per ribellarsi ai comportamenti distruttivi di Wall Street, contro le ineguaglianze economiche e sociali, a favore dei diritti dei lavoratori e per l’occupazione, quando sembrava invece che tutto ruotasse attorno all’austerità, alla riduzione del deficit, ai tagli di spesa pubblica.
 
A fronte di queste considerazioni penso che il futuro governo Monti non debba piegarsi supinamente ai voleri dei Signori del denaro che guidano l’Europa delle banche e dell’usura, ma che debba dare esclusivamente attuazione alle misure necessarie allo sviluppo e all’occupazione (in particolar modo delle donne e dei giovani), che combatta energicamente l’evasione fiscale, che metta una patrimoniale alle rendite finanziarie, che elimini le province,  che abolisca i vitalizi e dimezzi i parlamentari, che tagli drasticamente le spese militari e le auto blu, che modifichi la legge elettorale e, nei primi mesi del 2012, dia la parola, tramite le elezioni, al popolo italiano.
 
 
 
Dott. Bellagente Giuseppe
Membro del Coordinamento IDV Provincia di Bergamo
Responsabile Dipartimento Terzo Settore/Non Profit - Dipartimenti Tematici della Lombardia

 

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