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(AGENPARL) - Roma, 08 nov. - "Il Tar del Lazio ha certificato un grave cortocircuito in materia di concorsi nelle Forze armate, ai quali le donne possono partecipare ma rischiando essere escluse e, di fatto, discriminate se si trovano in stato di gravidanza. Ora il Ministero della Difesa prenda atto dei principi sanciti dalla sentenza e adegui di conseguenza le norme di reclutamento". Lo dichiara la senatrice Giuliana Carlino, Capogruppo IdV in Commissione Lavoro. "La sentenza del Tar del Lazio - aggiunge - ha giustamente accolto il ricorso di una giovane caporalmaggiore contro la dichiarazione di non idoneità ed esclusione dal concorso a causa del suo stato di gravidanza, decisa dalla Direzione generale per il personale militare con un atto del tutto incomprensibile. Questa grave disparità di trattamento è inaccettabile, le donne che aspirano a realizzarsi come madri e come soldato non possono essere penalizzate e magari indotte a rinunciare alla maternità. È necessario anzi conciliare lavoro e famiglia in ogni settore professionale e quello militare non può in alcun modo costituire un'eccezione in deroga ai principi costituzionali. È dovere del Governo eliminare ogni discriminazione tra i sessi e garantire pari opportunità di carriera. Se il Ministero della Difesa dovesse invece proseguire con questa linea sessista - conclude Carlino - mi riservo di presentare un apposito ddl per impedire ogni forma di ricorso".

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