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Province, Biolchini: “Eliminarle per costruire la Città Metropolitana”
Nei giorni scorsi si è tornato a parlare di abolizione delle Province, grazie a un voto della Camera dei Deputati su una proposta dell’Italia dei Valori, che è stata respinta a causa del voto contrario di PdL e Lega Nord e all’astensione del Partito Democratico. La posizione del Gruppo di Italia dei Valori sul tema delle Province è quella di un loro superamento attraverso una riorganizzazione e una soppressione delle stesse a partire dall’istituzione delle Città metropolitane dove previsto, come a Milano.
“Il recente dibattito che si è scatenato intorno al ruolo delle Province – afferma il Capogruppo Biolchini – ci spinge a rilanciare con forza e con urgenza il tema della Città Metropolitana, che il centrosinistra avanza da diversi anni e sul quale il centrodestra, a tutti i livelli di governo, dimostra di essere sordo e poco lungimirante. Il Gruppo Italia dei Valori della Provincia di Milano è favorevole alla contestuale eliminazione del Comune capoluogo e della Provincia di Milano e una ridefinizione delle competenze amministrative in un’ottica di Città Metropolitana. Il governo dell’area vasta è fondamentale per affrontare le sfide che attendono Milano e il suo territorio: dall’inquinamento ai rifiuti, dalle infrastrutture alla mobilità, dalla gestione di Expo 2015 allo sviluppo che interesserà il nostro territorio nei prossimi decenni. È arrivato il momento di rimettere mano a un progetto serio di costituzione della Città Metropolitana, attraverso l’eliminazione del Comune e della Provincia di Milano: ci auguriamo che il Consiglio Provinciale e l’Ufficio di Presidenza si facciano promotori, per primi, di una riflessioni in tal senso”.
Milano Metropoli diventa pubblica, IdV si astiene
Durante il Consiglio Provinciale di giovedì 7 luglio, è stata discussa e approvata la proposta di trasformazione dell’Agenzia di Sviluppo “Milano Metropoli” da società mista pubblico-privata a società interamente a capitale pubblico. Dopo diversi passaggi in Commissione Affari Istituzionali, dove il Presidente di Milano Metropoli, Carlo Lio, ha illustrato il progetto e le linee guida della nuova mission aziendale, il provvedimento è arrivato in Aula per l’approvazione. Il Gruppo Italia dei Valori si è astenuto, criticando la scelta di affidarsi totalmente al pubblico accantonando l’ottima esperienza di sinergia tra pubblico e privato che era stata avviata sin dall’Amministrazione Penati.
“La maggioranza – ha affermato il Consigliere Gandolfi intervenendo in Aula – ci chiede di mutare una società che oggi è a capitale misto pubblico-privato in una società strumentale a capitale interamente pubblico. Lo chiede la Giunta di centrodestra che pare improvvisamente rinnegare tutta la litania sul privato narrata in questi anni. Ci hanno sempre detto che il privato è più efficiente e meno costoso, mentre il pubblico è sinonimo di sprechi e di inefficienze, insomma il centrodestra ha sempre sostenuto che il privato è migliore del pubblico; ora cambiano impprovvisamente idea e chiedono di trasformare una società a capitale misto pubblico/privato in una società strumentale a capitale interamente pubblico. Sono diventati improvvisamente comunisti? Non credo. In linea di principio saremmo favorevoli a questa trasformazione – ha aggiunto Gandolfi–, ma ci sorgono delle perplessità soprattutto in considerazione del fatto che a proporla è una Giunta di centrodestra. Questo improvviso e drastico cambiamento di filosofia politica rispetto al pubblico e al privato in cui il pubblico diventa per miracolo più efficiente del privato e ad esso preferibile, insieme alla tempistica e al collegamento con il futuro impegno su Expo 2015, ci lascia assai perplessi”.
Milano-Mortara, risposta a interrogazione di Biolchini. Ma restano i disservizi
Nel corso della seduta di giovedì 7 luglio, l’Assessore alle Infrastrutture e Mobilità Giovanni De Nicola ha risposto a un’interrogazione del Capogruppo Biolchini risalente allo scorso marzo e riguardante le condizioni della linea ferroviaria Milano-Mortara, utilizzata da circa 17mila pendolari. Nell’interrogazione, che era stata consegnata a seguito di una presa di posizione di una ventina di Comuni del Sud-Ovest milanese e della Provincia di Pavia, Biolchini chiedeva di sapere quali iniziative la Provincia di Milano avrebbe messo in campo per far fronte ai disagi segnalati, a cominciare da un tavolo di confronto tra le parti interessate. L’Assessore De Nicola ha risposto facendo riferimento anche alla recente costituzione della linea S9 “Albairate-Seregno” che ha risolto non pochi problemi della tratta segnalati dai pendolari.
“Quando abbiamo presentato l’interrogazione – ha precisato Biolchini nella replica – la linea S9 non era ancora entrata in funzione. Ora, sappiamo che i disagi a livello di spostamenti sono diminuiti, ma rimangono – come ci continuano a segnalare diversi passeggeri – disagi dovuti ai ritardi, alla mancanza di informazione, alle pulizie; insomma, i disservizi restano”.
Biolchini, poi, ha anche rilanciato con forza la proposta del biglietto unico e integrato per consentire ai pendolari che raggiungono Milano per motivi di lavoro e di studio, di usufruire indistintamente di tutti i mezzi pubblici (treni, tram, autobus, metropolitane) esibendo un unico biglietto o abbonamento.
“Ho chiesto a De Nicola – spiega Biolchini – a che punto sia la proposta della Provincia di Milano in questa direzione. È tempo che la Provincia si faccia carico presso la Regione Lombardia di attivare questa opportunità indispensabile per incentivare il trasporto pubblico e migliorarne la qualità e l’appetibilità rispetto all’utilizzo dell’auto privata”.
Licenziamenti “femminili”, interrogazione di Gandolfi
Nelle ultime settimane, il mondo del lavoro milanese è stato al centro di una serie di episodi che hanno interessato le cronache e nazionali: si tratta degli annunciati licenziamenti di sole donne effettuati da due aziende, profondamente diverse tra loro, con sede sul territorio della provincia di Milano: la Ma.Vib di Inzago e la Cooperativa Punto3 di Corbetta. Alla Ma-Vib di Inzago, in particolare, la proprietà aveva inviato lettera di licenziamento a tredici lavoratrici donne sostenendo che è preferibile allontanare dal lavoro una donna e non un uomo su cui spesso grava l’unica entrata di una famiglia. Nel caso di Corbetta, invece, la cooperativa ha comunicato ai lavoratori, il 90% donne, che cesserà i lavori nelle prossime settimane, lasciando senza lavoro circa quaranta persone.
Su quest’ultimo caso, il Consigliere Luca Gandolfi ha presentato un’interrogazione per chiedere quali iniziative intende mettere in campo l’Amministrazione Provinciale per scongiurare un nuovo caso Ma.Vib.
“Prendiamo atto – afferma Gandolfi – che l’Assessore al Lavoro Paolo Del Nero e quello alle Pari Opportunità Cristina Stancari si sono mossi immediatamente sul caso della ditta di Inzago convocando le parti sociali e la proprietà. Con questa interrogazione, abbiamo chiesto all’Amministrazione di attivare al più presto tavoli di confronto anche sul caso della Cooperativa Punto3 di Corbetta, oltre che di conoscere eventuali aggiornamenti nel monitoraggio del rispetto delle pari opportunità nel mondo di lavoro, anche attraverso la convocazione di una seduta congiunta della Commissione Lavoro e della Commissione Pari Opportunità”.
Al “Quasimodo” di Magenta mancano le aule
Giovedì 7 luglio, il Consigliere Gandolfi ha presentato un’interrogazione relativa alla situazione del Liceo “Salvatore Quasimodo” di Magenta. Secondo quanto riportato da un articolo apparso su “Il Giorno – Ed. Legnano”, infatti, risulta che ben 45 studenti (l’equivalente di due classi) non sono stati ammessi al prossimo anno scolastico per insufficienza di spazi. Il Liceo “Quasimodo” è costituito da due sedi: quella centrale di Via Volta e il distaccamento di Via Colombo, quest’ultimo composto di otto aule e costato circa 500mila euro alla Provincia di Milano.
“Chiediamo all’Amministrazione Provinciale e in particolare all’Assessore all’Istruzione Lazzati – spiega Gandolfi – come intende far fronte all’emergenza che si è venuta creare all’istituto “Quasimodo” a causa di una mancanza di aule da mettere a disposizione. Inoltre, dal momento che è in cantiere la costruzione del nuovo Polo Scolastico di Via Trieste e la Provincia aveva promesso la consegna delle Aule entro il 2013, chiediamo di sapere per quale motivo ancora non siano cominciati i lavori, come ha denunciato sulla stampa il Presidente del Consiglio d’Istituto”.