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Milano, 10 maggio 2011 -“Anche il sempre placido Ministro Tremonti si allinea allo stile urlato della campagna del sindaco Moratti dichiarando: “non consegniamo l’Expo a Pisapia”. Al di là della goffaggine di un ministro che non è mai riuscito a liberarsi dalla sudditanza psicologica che ne fa, ancora oggi, il pedissequo commercialista di Berlusconi, non possiamo non notare come l’agitazione dello spauracchio di “sinistra” sia l’unico giocattolo rimasto in mano alla Brichetto (rivenduta come Moratti) e alla sua loggia del cemento”. Lo dichiara Giulio Cavalli, consigliere regionale e coordinatore dell’Italia dei Valori per la città di Milano.
“Mentre l’armata Brancaleone leghista in Consiglio regionale non è riuscita a portare il tema Expo sul piano della discussione politica al di là delle foto di rito e dei pasticcini – continua Cavalli -, la Moratti rimane proprietaria unica di un progetto dai contorni indefiniti, che contribuisce a svilire l’immagine di Milano agli occhi della comunità internazionale”.
“Forse – aggiunge il coordinatore milanese di IdV - il centrodestra (o quello che ne rimane tra le rivendicazioni interne da cortile di questi ultimi giorni di campagna) è spaventato dalla proposta di Giuliano Pisapia di dedicare un apposito assessorato alla fiera internazionale; anche perché, fino ad oggi, la Brichetto e i suoi sodali – conclude Cavalli - hanno sempre pensato e agito affinché Expo fosse argomento buono all’ora del the tra lei e i suoi pochi, soliti amici”.