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- Difficoltà nello smaltimento delle scorie nucleari;
- elevati costi di costruzione e manutenzione delle centrali;
- pericolosità legata alle armi nucleari (a fissione);
- Uranio 235 presente in quantità insufficiente per la sua estrazione (risultando inevitabilmente antieconomico)
Questo ha portato alla chiusura delle centrali termonucleari in molte Nazioni (anche in Italia, nel 1987).
E ora un gran ritorno al passato!?
L’energia nucleare non si può accumulare né scalare quindi bisogna venderla. Se non si trovano abbastanza clienti? Nessun problema. Si fa come la Francia che sovvenziona enormi incentivi, così da far apparire che pagano meno.
Neanche il fattore “basso prezzo” rende il nucleare un invito per i cittadini dato che in realtà l’elettricità proveniente dal nucleare in bolletta potrebbe risultare ben più salata di quella che arriva dalle centrali a gas o a carbone.
A sostenerlo è la Fondazione per lo sviluppo sostenibile.
Nel suo ultimo report, che confronta i costi dell’elettricità prodotta nel mondo da nuove centrali a gas e a carbone con quelli dell’elettricità prodotta da nuove centrali nucleari, il Centro Studi per il nucleare spiega che quest’ultima è mediamente di 72,8 Euro per Megawattora (MW/h). Più elevata del 16% rispetto ai 61 Euro/MWh delle centrali a gas e del 21% rispetto ai 57,5 del carbone.
E sul piano della sicurezza? E’ sicuro vivere vicino ad una centrale nucleare?
In Campania e in altri luoghi d’Italia è stata dimostrata la presenza di tonnellate di rifiuti eliminati sotto terra o nei fiumi.
Cosa ci fa pensare che le scorie non vengano eliminate nello stesso modo?
Eppure uno scienziato premio Nobel, un certo italiano Prof. Rubbia, la soluzione l’ha trovata, ossia ha escogitato il modo per bruciarle, ma il suo progetto è stato bocciato. Ed è così che uno dei nostri più preziosi cervelli è “scappato” in Spagna, nazione in cui è messo in condizione di lavorare serenamente.
Sempre in merito alla sicurezza, in Germania, ad Hannover, è stato condotto, dal direttore del registro nazionale dei tumori tedesco, uno studio in merito ai casi di leucemia nei bambini da 0 a 5 anni che vivono vicino le centrali nucleari.
Lo studio è giunto alla conclusione che questi bambini hanno una possibilità maggiore di ammalarsi di leucemia. Infatti, più ci si avvicina alla centrale, entro i 5-10 km, più alta è la percentuale di contrarre tumori, i quali possono arrivare ad essere tre volte maggiori rispetto a chi vive fuori da quest’area pericolosa.
Anche il professor Hoffmann, noto epidemiologo tedesco della città di Dresda, è giunto alla stessa conclusione dopo anni di studi settoriali.
Ma perché? Eppure ci è stato ripetuto per anni che le radiazioni attorno alle Centrali sono molto basse.
La verità è che gli scienziati hanno condotto degli studi lunghi, costosi e pignoli, documentando perfino il numero esatto dei bambini deceduti per leucemia per cause che dimostrano la relazione tra radiazioni e malattie mortali. In termini di unità di misura, in alcuni casi, le radiazioni misurate intorno alle centrali possono anche essere entro limiti non dannosi. Il vero problema è che le aziende scaricano nel mare o nei fiumi le scorie che a loro volta si depositano nei fondali o nelle spiagge.
Il materiale radioattivo si deposita anno dopo anno sui fondali o direttamente sulla terra, ma i controlli effettuati da parte di tecnici mandati dai governi per dimostrare la tranquillità delle zone prese in esame, vengono effettuati solo nelle parti più superficiali della terra (non più di 10 cm di terriccio) in quanto quelle più profonde vengono considerate “sedimenti del passato”.
Ricercatori e scienziati hanno invece condotto le ricerche più a fondo e hanno trovato addirittura tracce di Plutonio nei giardini e sui fondali vicino le centrali. Il Plutonio si mischia con l’acqua e la terra, e amalgamandosi nel fango, una volta seccato, si sprigiona sotto forma di polvere. Le conseguenze sono fatali.
Ci vengono nascoste troppe verità. Troppi importanti affari si celano dietro il desiderio di costruire le centrali nucleari.
Oggi il Governo ripete che non prenderà decisioni dettate dall’emotività.
E intanto, mentre loro prendono tempo, la Germania ne chiude quattro di vecchie centrali.
Non sanno come uscirne e come giustificare all’intera nazione che la loro presa di posizione è solo una convenienza di tipo economico-politica.
Una prova politica si deduce dalle parole usate da un Ministro di questo Governo : “attenzione…così rischiamo di perdere le elezioni…”
E poi il fattore economico…
Ma se auto-producessimo energia, le più di 200 imprese che la compra-vendono, come potrebbero sopravvivere?
Quanti potenti hanno investito in fondi che trattano l’Uranio 235?
Chi ha veramente bisogno di questa energia NON rinnovabile?
Chi investe sull’uranio? Quanti potenti hanno fatto investimenti a lungo termine (perché è così che viene consigliato dai broker) sull’uranio 235?
Si possono citare alcuni fondi: Credit Suisse Equity Fund (Lux) Russia Explorer e Credit Suisse EquityFund (Lux), Eastern Europe i quali detengono posizioni in società attive nel settore dell’uranio.
Chi vuole investire deve farlo in società che producono questa risorsa. Il che significa, essenzialmente, tre società. La prima è la BHP Billiton, il gigante anglo-australiano delle commodities che ha recentemente acquistato il produttore di uranio WMC. Altri due grandi produttori sono la Rio Tinto e la Cameco. Le prime due società sono grandi “estrattori” e produttori di commodities, per cui non si investe esclusivamente in uranio, bensì in una vasta gamma di commodities come l’oro o il ferro.
Cameco è invece il più grande detentore di riserve di uranio del mondo. Essa detiene anche alcune miniere d’oro, ma è l’uranio la vera risorsa di Cameco. Scegliendo Cameco, di fatto si scommette sull’uranio.
L'Uranio, ahimè, viene usato anche per far muovere portaerei, grosse navi mercantili, sommergibili nucleari e ... bombe. Per cui pensare di liberarsene è pressoché utopistico, ma limitarne l’uso è possibile.
Noi non possiamo che essere contrari al nucleare e oggi abbiamo la grande possibilità di dare un contributo al nostro Paese, abbiamo l’unica arma a disposizione per far sentire la nostra voce, abbiamo un dovere da compiere per dare un futuro alle prossime generazioni:
AL REFERENDUM PROMOSSO DA ITALIA DEI VALORI:
FIRMIAMO CONTRO IL NUCLEARE