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                                                                                                                     Al signor
                                                                                                                     Ministro dell’Interno
                                                                                                                     On. Roberto Maroni
                                                                                                                     Piazza del Viminale 00184  Roma

 

                                                                                                               Roma, lì 16 febbraio 2011


Anticipata via fax 06/46549832

          Egr. Ministro,

alcune sue dichiarazioni rilasciate negli ultimi giorni sembrano preannunciare la decisione da parte del Governo di fissare per domenica 12 giugno la convocazione dei quattro referendum ammessi dalla Corte costituzionale il 12 gennaio scorso, rifiutando così la proposta, avanzata dal Forum dei movimenti per l’acqua, di abbinare la consultazione referendaria con il secondo turno delle elezioni amministrative, fissato per il 29 maggio.

Se così fosse, si tratterebbe a ns. parere di una scelta molto grave e in netto contrasto con lo spirito della Costituzione, che impone di incentivare e non di ostacolare l’esercizio del diritto-dovere elettorale da parte dei cittadini e di garantire il massimo esercizio della sovranità popolare.

Al contrario, la convocazione del referendum il 12 giugno, in prossimità dell’estate e dell’inizio degli esami di maturità, nonché dopo due tornate elettorali nel mese precedente, sarebbe evidentemente fatta apposta per scoraggiare la partecipazione elettorale alle prove referendarie, con l’evidente intenzione di rendere più difficile il raggiungimento del quorum.
Una simile strategia, volta ad annullare i referendum puntando sul mancato raggiungimento del quorum, è perfettamente lecita quando messa in opera dalle forze politiche, ma è del tutto inaccettabile se praticata dal Governo, che ha il preciso dovere di agevolare e incentivare la partecipazione dei cittadini a ogni consultazione elettorale.


Il mancato abbinamento tra il secondo turno delle elezioni amministrative e i referendum, inoltre, provocherebbe una spesa molto forte, e del tutto ingiustificata, a carico della finanza pubblica.

    Ci troveremmo così di fronte a una situazione paradossale: quella di un governo che decide freddamente di sprecare un’ingente quantità di denaro pubblico per fare l’opposto del proprio dovere costituzionale.

Mi auguro vivamente che una sua pronta smentita sgombri rapidamente il campo da simili ombre, tanto più in un momento in cui il nostro paese non ha certo bisogno di ulteriori elementi tali da destare tra i cittadini sfiducia nelle istituzioni.

    Attendiamo risposta

 

 

On. Antonio Di Pietro
Presidente Italia dei valori

 

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