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L’ex igienista dentale di Berlusconi, entrata dalla porta principale del Consiglio Regionale della Lombardia alla corte di Formigoni, oggi si reca al Pirellone tranquillamente e allontana ogni accusa che la vedrebbe coinvolta in faccende scomode e a dir poco imbarazzanti.
Il polverone che l’ha travolta è di quelli da “romanzo noir” dove, tra personaggi illustri e altri in cerca d’autore, il filo conduttore di questa brutta storia è il crescente degrado morale ed etico di cui ormai il nostro paese è cronicamente affetto. Nicole Minetti, ex showgirl televisiva, ora accusata di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile è l’ultimo dei tanti casi che svelano la corruzione morale che attanaglia il paese e le sue istituzioni, incapaci di offrire storie diverse, di impegno civile, responsabilità o senso dello Stato.

“Le accuse sul ruolo che la consigliera avrebbe avuto, insieme al giornalista Emilio Fede e a Lele Mora, in quello che ormai viene chiamato “Rubygate” – hanno affermato i parlamentari lombardi Sergio Piffari e Gabriele Cimadoro - di procacciatrice di giovani ragazze disposte a partecipare agli ormai famigerati festini di Arcore, è gravissimo oltre che odioso. E’ evidente – proseguono - che non sussistono più le condizioni perché la Minetti assolva la sua funzione politica. Di fronte ad una accusa così pesante ed essendo ufficialmente indagata per favoreggiamento della prostituzione – incalza l’on. Sergio Piffari, Segretario Regionale per l’Italia dei Valori della Lombardia - chiediamo che Nicole Minetti abbia il buon senso di dimettersi immediatamente”.
 
Il diritto alla privacy come alibi o il richiamo alla libertà della sfera privata dell’individuo, non hanno senso quando questa diviene teatro di crimini aberranti che offendono i più deboli. Troppo alto il rischio di creare un pericoloso precedente, giudiziario e sociale, che porterebbe alla legittimazione, di fatto, di tanti altri casi di abuso e violenza “privata” su donne e minori, consumati al riparo da occhi indiscreti, all’ombra delle mura domestiche. Crimini terribili e ignobili, difficili da smascherare perché paura e vergogna hanno la meglio sul desiderio di giustizia delle vittime che, oggi, corriamo il rischio di  sacrificare sull’altare della dea privacy.”
 

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