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Gentile Direttore,
il Consiglio Comunale di Lodi ha recentemente ha deliberato la nuova convenzione per il servizio di tesoreria comunale. Il relativo bando di gara è stato emanato e nel mese di dicembre avverrà l’assegnazione dell’incarico. Nella convenzione è contenuta la richiesta di un contributo una tantum di almeno 30.000 euro per la costituzione di un fondo per la concessione di microcrediti finalizzati al sostegno di attività lavorative e imprenditoriali, disciplinato da apposito regolamento del Consiglio Comunale, che inizierà il suo iter di formazione all’indomani dell’aggiudicazione della gara. In questa sede vorrei soffermarmi sulle motivazioni sottostanti alla scelta di vincolare al bando per il servizio di tesoreria la creazione di questo fondo, facendo così nascere i presupposti per una esperienza politica partecipata su questo tema.
Stiamo innanzitutto parlando di piccoli prestiti ai così detti “soggetti non bancabili”.
Si tratta di persone che non hanno possibilità di ottenere credito nei modi usuali in quanto non possono dare a garanzia alcun bene, alcun diritto reale; le persone cioè che non hanno niente da dare in garanzia se non il proprio onore e la propria parola. Coloro che provengono da una esperienza di vita molto difficile o persone che hanno perso il lavoro, ma che hanno una necessità legata agli adempimenti del proprio lavoro o una idea per avviare una piccola attività imprenditoriale.
Il Comune di Lodi ha avviato negli scorsi anni iniziative di microcredito in collaborazione con la cooperativa Mag2, finanziaria del terzo settore, per iniziativa dell’assessorato alle politiche sociali, mettendo a garanzia la somma di 20.000 euro sui prestiti erogati a soggetti segnalati dall’amministrazione. Gli obiettivi di questi prestiti sono socio-assistenziali, ma è importante segnalare che tutti i prestiti erogati sino ad oggi fanno registrare un regolare rientro del capitale e degli interessi. A dispetto di quello che si potrebbe comunemente pensare, le percentuali di insolvenze sono molto più basse tra chi non ha posto nulla in garanzia rispetto a chi ha impegnato diritti reali. Con la legge n. 81 del 2006 è stato costituito il Comitato Nazionale Italiano Permanente per il Microcredito, così definendone i compiti: “Il Comitato promuove il microcredito quale strumento di aiuto per lo sradicamento della povertà; individua misure per lo sviluppo di iniziative da parte dei sistemi finanziari per la costituzione di microimprese a favore dei soggetti in stato di povertà (microfinanza domestica e cooperazione internazionale); agevola l'esecuzione tecnica dei progetti di cooperazione a favore dei Paesi in via di sviluppo, nel rispetto delle competenze dei Ministero degli affari esteri di cui alla legge 26 febbraio 1987, n. 49, e della normativa che regola il finanziamento con risorse pubbliche di beni e di servizi”.
Successivamente, una apposita direttiva ha illustrato le motivazioni sottostanti a questa scelta: “L'attuale contesto di crisi economica e occupazionale richiede un'azione integrata di interventi volta a ridurre l'impatto della crisi sul capitale umano, salvaguardando la capacità di azione e la professionalità delle persone e assicurando l'inclusione sociale e lavorativa, attraverso l'accesso al microcredito”. Solo recentemente, tuttavia, il Comitato Nazionale, costituito sotto l’Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica, ha iniziato una vigorosa attività di sostegno alle iniziative.
Il 14 ottobre scorso il Presidente del Comitato Mario Baccini dichiarava: “Il Comitato permanente per il microcredito sosterrà le Province che intendono investire nella microfinanza, perché uno dei compiti che il Governo ci ha affidato è quello di favorire la diffusione di questo strumento e dell’economia sociale e di mercato”. Per raggiungere questo obiettivo è stato firmato un protocollo di intesa con l’Unione delle Province Italiane, un altro con Unioncamere, con alcuni grandi Comuni e con imprese del terzo settore. Si tratta ora di mettere in rete queste realtà.
Alla fine di agosto si è concluso l’iter normativo di recepimento della direttiva comunitaria n. 48 del 2008 sul credito al consumo. In essa è regolamentata la creazione di un albo speciale di soggetti, società di capitali o soggetti giuridici senza fini di lucro, che possono erogare i microcrediti, sino all’importo di 25.000 euro, per piccole attività imprenditoriali. Aspetto importante tra i requisiti è l’assistenza e la formazione ai soggetti finanziati. E’ infatti fondamentale capire che non stiamo parlando di una attività assistenziale, ma di prestiti che dovranno essere restituiti.
Una adeguata politica di inclusione sociale prevede appunto che il creditore sia messo nelle migliori condizioni di gestire la sua attività in modo corretto, consentendogli di acquisire le opportune conoscenze. In pochi mesi si sono quindi create le condizioni ideali per muoversi secondo percorsi normativi totalmente nuovi, aprendo a questa idea, introdotta nel contratto di tesoreria, inaspettati scenari e potenzialità moltiplicate. Per converso, non conosciamo al momento esperienze analoghe per la redazione di un regolamento comunale su questa materia; quindi il compito dei consiglieri non sarà facile. Il Lodigiano è però territorio di grande competenza e sensibilità su questo tema, considerazione che mi ha confortato allorquando alla fine di giugno inserii questa proposta nella prima bozza di revisione della convenzione per il servizio di tesoreria comunale. Nel rispetto delle competenze della commissione comunale, proporrò che il regolamento consenta il coinvolgimento dei più importanti soggetti giuridici del territorio, che il fondo sia aperto alle contribuzioni pubbliche e private e che sia gestito con criteri etici.
Ringrazio la giunta comunale per aver sostenuto questa proposta, e non posso far a meno di ricordare l’attenzione posta dal compianto Mario Cremonesi su questo tema.
Giambattista Pera
Assessore al bilancio e alla programmazione finanziaria del Comune di Lodi