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L’attuale sistema in cui viviamo è caratterizzato dalla corruzione con la logica conseguenza di devastanti effetti sulla competitività nei rapporti economici implicando un malfunzionamento delle regole democratiche che portano ad un deterioramento dei rapporti civili. E' d’obbligo riflettere sulle modalità da applicare per combattere e sconfiggere questo avvilente fenomeno e fare sistema fra i cittadini responsabili e attivi è cosa dovuta.
Pertanto tutti coloro che non vogliono rassegnarsi devono agire nei loro ambiti professionali per portare il loro contributo al fine di ricostituire un livello di moralità  nei limiti della decenza. Il nostro Paese ha ancora forze intellettuali  moralmente coerenti che devono trovare il modo di poter reagire a provvedimenti ingiusti ponendo in contrapposizione provvedimenti avveduti. Giornalisti,  imprenditori,  banchieri,  professionisti, professori, legislatori e ministri del culto devono liberarsi dalla evidente e intollerabile benevolenza nei confronti della corruzione con i suoi annessi e connessi. Dare una lettura minimalista alla corruzione ritenendola una ineludibile circostanza legata a fatti isolati  va respinta senza remore in quanto oggi è sistematica. Il Governo svolge un’azione lodevole contro la criminalità organizzata ma non ha una oggettiva consapevolezza di quanto sia pericolosa  la diffusione della corruzione sistemica che si sta radicando nelle Istituzioni pubbliche e private.  Infatti i provvedimenti normativi che vengono varati agiscono in modo diametralmente opposto a quelli che occorrerebbero per combattere gli illeciti commessi dagli “insospettabili”  in giacca e cravatta.  Prescrizioni brevi, vincoli alla libertà di stampa, indebolimento dell’azione della magistratura, tagli di risorse alle forze dell’ordine, restrizione del campo d’azione  degli inquirenti, certezza dell’impunità e non della pena, mancanza di determinazione per combattere la comportamenti illeciti come la concussione non possono che portare ad una degenerazione della corruzione e non ad una sua risoluzione. Oggi non è più sufficiente cercare di resistere in quanto l’onorabilità e la libertà del nostro paese sono fortemente compromessi dall’assenza di consapevolezza della gravità della situazione e pertanto è d’obbligo che si reagisca con forza e determinazione. Ogni cittadino ne è responsabile e non può ritenere sufficiente delegare ma deve agire in prima persona; solo cosi si può sperare di contenere il fenomeno della corruzione e di riportarlo a livelli sostenibili garantendo un via di uscita a tutti coloro che vogliono vivere in un mondo di cui non si devono vergognare.
 
Coordinatore Provinciale Varese
"Italia dei Valori-Lista Di Pietro"
Alessandro Milani

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