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Il 3 giugno a mantova con il presidente del consiglio comunale ha tolto la parola durante la comunicazione
Eppure l’art. 48 c.1. -COMUNICAZIONI DEI CONSIGLIERI- del  Regolamento del Consiglio comunale recita:
-Ogni consigliere, dopo l’approvazione del verbale relativo alla seduta precedente, ha facoltà di chiedere la parola, preannunciando l’argomento, per celebrazioni di eventi, per commemorazione di persone o di date di particolare rilievo, e per comunicazioni di grave importanza di interesse cittadino.
Dopo aver chiesto la parola ho iniziato ad esporre la mia comunicazione al consiglio comunale del 3 giugno .Questo il testo dell’intervento: “Ieri è stato il 2 giugno la festa della nostra Repubblica. Infatti tutti ricordiamo che il 2 e il 3 giugno 1946 si tenne, infatti, il referendum istituzionale indetto a suffragio universale con il quale gli italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese, in seguito alla caduta del fascismo. Dopo 85 anni di regno, con 12.718.641 voti contro 10.718.502 l'Italia diventava repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati. Il 2 giugno celebra la nascita della nazione, la nascita dell’Italia e l’inizio di un duro lavoro per l’emanazione della nostra Carta Costituzionale, che interpreta sempre con modernità la democrazia e il senso civico.
Oggi vogliamo celebrare l’art.21 (ne leggo un estratto…).
<<Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure…
Ieri mattina in piazza, molti mantovani ci chiedevano preoccupati che cosa avevamo intenzione di fare contro l’ennesima legge criminogena prodotta da questo governo (e mi riferisco al DDl sulle intercettazioni)…
Qui il presidente del consiglio mi toglie la parola dicendo che non si puo’ parlare contro il governo…io replico che siamo arrivati in dittatura e che non c’e’ piu’ democrazia…lui risponde che la democrazia la sceglie lui….non vedendomi concessa la facolta’ di continuare interrompo l’intervento riservandomi di consegnarlo ai giornali. Io vorrei rispondere a quei mantovani, rivolgendomi a lei signor Sindaco che vanta da sempre un’amicizia con il ministro Bondi, in questi giorni impegnato con gli altri colleghi di partito sul disegno di legge già citato.
Tra i principi scritti nella Costituzione c’è anche quello della ragionevolezza che deve ispirare ogni legge e con molta determinazione possiamo affermare che non è ragionevole demolire le intercettazioni e quindi il baluardo più sicuro e robusto a difesa della sicurezza dei cittadini privilegiando gli interessi di una cricca privilegiata.
Mi chiedo che cosa ne faremo di un nuovo tribunale o di uffici giudiziari intonacati a nuovo se poi ai magistrati togliamo gli strumenti di indagine? Sarebbe come far operare un chirurgo senza i ferri.
Allora qui la partita vera riguarda la qualità della democrazia italiana, che senza un effettivo controllo di legalità, rispettando l’indipendenza della magistratura, e, senza un effettivo controllo sociale (cioè senza un’informazione libera e pluralista) si giungerà presto ad una deriva. E’ suo dovere signor Sindaco in nome di quel tricolore che ieri ha sfoggiato durante in 2 giugno farsi promotore presso i suoi colleghi politici e di governo di un’azione forte per impedire un nuovo lutto per la nostra democrazia.
Noi la nostra parte, ve lo assicuro, la faremo!!”

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