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Il progetto ha origini nel 1993 e vede soggetti proponenti la società autostrade Centro Padane, il Comune di Cremona e la Provincia di Cremona.
Nei primi giorni di giugno di consiglio comunale di Cremona ha risposto a una serie di osservazioni presentate dalle associazioni e dai cittadini.
Tutti i consiglieri presenti tranne il gruppo dell’Italia dei Valori rappresentato da Giancarlo Schifano hanno votato contro le osservazioni presentate sostenendo la progettualità del “Terzo Ponte”.
Italia dei Valori Lombardia attraverso i suoi esponenti in primis il consigliere comunale Giancarlo Schifano, il consigliere provinciale Milesi Clara Rita e i consiglieri regionali avv. Stefano Zamponi, Gabriele Sola, Francesco Patitucci e Giulio Cavalli, continueranno a sostenere l’inutilità di quest’opera valutando seriamente le soluzioni alternative tipo “Gronda nord”.
“Tra l’altro” – afferma l’on. Sergio Piffari coordinatore regionale Italia dei Valori in Lombardia – “in questo momento si sta già investendo sul rifacimento del ponte crollato recentemente e sebbene questo progetto, che poteva avere un senso 20 anni fa, alla luce degli eventi non ha più motivo di essere realizzato. – conclude ricordando Piffari – “durante il mandato del Ministro Antonio Di Pietro, quest’opera non è mai stata né finanziata né avallata”.
Ieri in aggiunta è stata presentata anche un’interrogazione alla Commissione Europea su possibili violazioni di direttive comunitarie in materia ambientale del progetto “Terzo Ponte”, la realizzazione di un raccordo autostradale di 12 km tra le province di Cremona e Piacenza, dall’eurodeputato Luigi de Magistris (Italia dei Valori – gruppo Alde).
In particolare l’interrogazione si riferisce alla realizzazione di un ponte di 200 metri con piloni nel fiume Po a Castelvetro piacentino, un’opera contro la quale si è avviata una forte mobilitazione popolare. La gigantesca infrastruttura, che taglierà la campagna creando una ferita enorme all’ambiente e al paesaggio, e attraversando anche alcuni siti naturalistici protetti dall’Unione europea, come l’Isola del deserto. Il progetto prevede una enorme sottrazione di suolo (quasi 300 ettari di aree golenali, zone agricole di pregio, aziende agricole), la devastazione di aree SIC e ZPS, la perdita di 1000 ettari di habitat di riproduzione, l’interruzione del corridoio ecologico fluviale e la perdita cospicua di animali tutelati (pesci e uccelli), alcuni in via di estinzione, e la loro eliminazione delle aree di riproduzione.
“Siamo al fianco delle popolazioni – afferma l’on. Luigi de Magistris - le cui istanze sono troppo spesso oscurate e sopraffatte dall’interesse economico perseguito da alleanze tra pubblico e privato basate soltanto sui principi della spesa e del profitto, piuttosto che sul perseguimento del bene collettivo. Lo sviluppo di un territorio non si ottiene con le colate di cemento, con la realizzazione di infrastrutture che distruggono l’ambiente, il paesaggio, l’equilibrio secolare tra uomo e natura. Tutelare e valorizzare le risorse naturali – conclude l’europarlamentare Idv - significa invece migliorare la qualità della vita dei cittadini, ma soprattutto attivare politiche reali e durature di sviluppo territoriale, economico e sociale”.